Virtus-Fortitudo, le pagelle: Belinelli indirizza e chiude, in mezzo la Virtus trova tanti protagonisti e si aggiudica anche il derby di ritorno

Pagelle Serie A

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

Tessitori 5: l’onore della partenza in quintetto, non si fa ricordare in altri modi
Belinelli 7,5: l’uomo più atteso del derby si comporta da tale, scavando il solco con 13 punti di puro talento nei primissimi minuti. Poi, a lungo, sono altri a tirare la carretta, mentre lui eccede un po’ nel cercare fortune da fuori. Nel finale trova però il cesto del +4 che è preludio di vittoria: MVP con 23 punti e 21 di valutazione
Pajola 7: inizia a ringhiare tardi, dietro, ma lo fa come pochi altri sanno fare; poi arriva anche la tripla che la ammazza a coronare una prestazione solidissima
Alibegovic 6: mostra incoraggiante intraprendenza e offre un buon contributo quando c’è da gonfiare i muscoli sotto le plance
Markovic 6: ottima regia nel primo tempo (6 assist), meno bene se deve finalizzare. Una scavigliata ne chiude prematuramente il match
Ricci 6,5: senza far troppo rumore è presente e reattivo su ogni pallone, numericamente anche gli 8 punti e i 4 rimbalzi ne fanno un gregario di lusso
Adams 6: voto politico – entra, segna, esce, mai più rivisto
Hunter 6,5: fa di tutto un po’ nel primo tempo – 4 punti, 4 rimbalzi, non da ultimo 3 assisti – poi si dedica al lavoro sporco per permettere ad altre stelle di brillare
Weems 4,5: una tripla come unico barlume di vita, ma anche diversi errori piedi per terra e poca aggressività in generale
Teodosic 7: nel primo tempo si fa notare solo per un antisportivo, sale di colpi quando conta, come fanno i campioni: 12 punti preziosissimi per riagganciare e riprendersi la partita nell’ultima frazione
Gamble 5,5: esordisce come titolare nel terzo quarto dopo 20′ di panchina, mette utili toppe dietro ma non riesce a incidere davanti
Abass 7: è l’arma in più delle V nere coi suoi 11 punti – è appena la terza volta in stagione che scollina la doppia cifra, ma sceglie indubbiamente una buona occasione per ricordare il sé stesso dell’anno scorso
Coach Djordjevic 5,5: i suoi ragazzi, senz’altro anche affaticati dal doppio impegno infrasettimanale in Eurocup, mostrano un po’ troppa sufficienza nel pensare che un quarto dominato bastasse. Poi ci si ricorda che si può tirare anche da dentro l’arco e che, essendo gli altri più corti, aumentare l’intensità difensiva può cambiare l’andazzo. Risultato: disastro evitato, ma che rischio.

FORTITUDO LAVOROPIÙ BOLOGNA

Banks 7,5: pian piano si erge a protagonista offensivo, tenendo in linea di galleggiamento la Effe con 24 punti frutto di un ottimo 8 su 14 dal campo. Ma 40′ in campo (da quanto non si vedeva un minutaggio del genere?) alla fine si fanno sentire per chiunque, difficile recriminargli alcunché
Aradori 4,5: complice la marcatura quasi fissa di Pajola, non riesce mai a entrare in partita (4 punti, 2 su 6 al tiro)
Hunt 5,5: lavato via il burro sulle mani nel primo quarto, fa buona presenza difensiva e a rimbalzo; davanti, però, le poche volte che viene cavalcato non si mette in luce, sprecando anche alcuni mismatch interessanti
Fantinelli 5,5: le buone idee per mettere in ritmo i compagni non mancano ma ha tanta, troppa paura di prendersi gli abbondanti spazi che l’altrui difesa gli concede
Baldasso 8: spiritato in tutti i sensi: emblema di spirito Fortitudo nel tentare in ogni modo di non ritenersi vinto e dare il 110%, posseduto quando guida la rimonta a suon di triple, una più audace dell’altra. Gran bei segnali e un bottino da 24 punti, 5 su 9 da tre, 31 di valutazione
Cusin 6: il suo mattoncino lo mette, dando solidità a rimbalzo nel momento in cui serviva di più
Totè 7-: sempre meglio quando ha modo di avvicinarsi al ferro (5 su 6 da due), anche qualche bella pensata per coinvolgere i compagni (4 assist), dietro fa quel che può con grande generosità. Anche a lui si può dire davvero poco
Coach Dalmonte 7: fa il meglio possibile con il materiale umano su cui può contare, innanzitutto in termini quantitativi più che qualitativi. Il cuore non manca, e permette di rimontare il -17 del secondo quarto e giocarsela fino all’ultimo minuto. Alla fine mancano fiato e gambe, ci può stare, ma l’importanza dell’evento è stata trasmessa. Ora dovrà essere bravo a incanalare il buon atteggiamento collettivo di stasera nei prossimi, cruciali impegni.

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