Dopo Virtus-Pesaro, le parole di Ramagli e Leka

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La Virtus ha dominato Pesaro nell’anticipo del sabato sera, col punteggio finale di 85-67 che addirittura non esprime al meglio la distanza tra le due squadre. Al termine della partita sono intervenuti come di consueto i due allenatori in coferenza stamoa. Ecco le loro parole:

Alessandro Ramagli – coach Virtus Segafredo Bologna

La prima cosa è che fare il proprio dovere al mondo d’oggi non è sempre scontato, e spesso è la forma più alta di serietà. Abbiamo fatto il nostro dovere e non era scontato. Poi la partita di stasera ci dà qualche spunto per crescere un po’ di più, sperando di tornare al completo in fretta, perché il processo di crescita deve essere accompagnato dalla disponibilità di tutti i giocatori.
Ora bisogna fare il pompiere? Lo fa il calendario, non devo farlo io, le prossime partite sono Sassari, Coppa Italia, Venezia, Milano e Brescia.
Il primo quarto ha dato una scossa decisiva alla partita, per noi era importante prevalere in energia ed entusiasmo, chi contro di loro non è riuscito a fare questo se li è portati dietro fino alla fine, loro si nutrono di energia ed entusiasmo. Aver iniziato così ha indirizzato la partita.
Gli spunti per migliorare? Se noi facciamo 16 palle perse e 18/28 ai tiri liberi è un indicatore di concentrazione che si accende e si spegne, questo è il miglioramento più evidente da fare, anche in una partita in cui siamo avanti mediamente di 20 punti. Le 16 palle perse non ci appartengono, e 18/28 ai liberi è oggettivamente una porcata.
Il calo fisico c’è stato, ma è normale per una squadra che da un po’ di tempo si allena con pochi giocatori, e Pesaro è una squadra giovane e fisicamente vivace, e ripeto ancora che per questo iniziare bene è stato fondamentale.
Cosa ci portiamo appresso? Il fatto che la squadra ha fatto tanti passi avanti, gioca meglio a pallacanestro e ha un livello di confidenza reciproca è diversa. Ora troviamo tutte le corazzate, e per provare a competere con loro questo processo di crescita era fondamentale. Corazzate restano, sono fatte di 12-15 giocatore, ma proveremo a essere ancora più competitivi. Nel girone di andata siamo stati competitivi sull’entusiasmo, ma non avevamo ancora la consapevolezza. Ora siamo più consapevoli e più stabili.
Io sono qui a disposizione della squadra e la squadra è qui disponibile. Non so quanto posso aver inciso io, quello che è importante è come noi come staff tecnico possiamo dare una mano ai giocatori.
La Virtus è al punto giusto per la Coppa Italia? E’ una domanda difficile, è sempre il campo che dà delle risposte. Di sicuro facciamo tante cose in più con tanta solidità. Secondo me siamo giusti, la crescita c’è stata, poi quanto siamo giusti per la Coppa Italia e il tour de force lo dirà il campo. Secondo me anche ci viene a vedere è contento. Siamo nel binario giusto, poi nei prossimi cinque impegni vedremo. Mi piacerebbe arrivarci tutti e sani, perché stasera non eravamo né tutti né sani.

Spiro Leka – coach VL Pesaro

Tre quarti sono stati alla pari, ma il primo quarto ha deciso la partita. Poi siamo tornati a -13 e gli abbiamo messo un po’ di pressione, ma è troppo poco. Abbiamo insistito troppo nel pick n’roll. Purtroppo nel pomeriggio abbiamo saputo che Ceron aveva la febbre, e la nostra squadra è abbastanza corta. Dovevamo fare tutti uno sforzo in più, ma se parti così è difficile. Dobbiamo concentrarci da domani per la partita casalinga contro Torino, dobbiamo assolutamente muovere la classifica. Sapevamo che la nostra stagione non sarebbe stata facile, abbiamo perso alcune partite anche di pochi punti contro squadre blasonate. Una squadra deve essere pronta a tirare fuori qualcosa anche in emergenza, anche con un’assenza. Sono mancati altri, il potenziale ce l’abbiamo perché gli altri tre quarti li abbiamo giocati alla pari, purtroppo i nostri punti di riferimento nel primo quarto hanno bucato completamente la partita.

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