Virtus straripante, Ravenna sull’orlo del baratro: ancora un match senza storia, ora ci si sposta in Romagna

Serie A2 Recap

Segafredo Bologna – Orasì Ravenna : 83-74

(24-23; 48-35; 65-54; 83-74)

Quintetti

VBO: Spissu, Umeh, Rosselli, Ndoja, Lawson

RA: Sabatini, Tambone, Masciadri, Smith, Sgorbati

Stato di forma

Gara-1 ha detto Virtus, ma a sole 48 ore dalla sirena finale le due squadre sono di nuovo una di fronte all’altra pronte a partire da zero. C’è tanta voglia di riscatto in casa Ravenna, dove la truppa di Martino ha visto la prima sconfitta contro i bianconeri in stagione proprio nel momento più importante. Con la formula 2-2-1 però, alla squadra con il fattore campo sfavorevole basta un colpo nelle prime due gare per indirizzare la serie a proprio favore, e proprio per questo motivo i romagnoli sanno di avere ancora un tentativo. La Virtus dal canto suo vuole continuare il suo splendido momento di forma e non andare alla ricerca di insidiose complicazioni in quel di Forlì (dove la Orasì disputerà le prossime partite interne). Vincere anche oggi e farlo con la stessa autorità del primo atto vorrebbe dire incutere uno schiaffo psicologico importante sul volto dei giallorossi, per andare poi in trasferta con la testa libera e il doppio vantaggio.

Questa battaglia vedrà tutti i combattenti presenti, con Marks per Ravenna recuperato fisicamente (mentre atleticamente cede ancora il fatto di essere stato fermo oltre una settimana) e anche dal lato Segafredo sono stati superati tutti gli acciacchi.

Scelta tattica

Dopo il dominio sotto le plance di Smith in gara-1, Ramagli decide che il lungo ravennate sia l’unico meritevole di raddoppi (Rosselli più di Ndoja in aiuto di Lawson diretto marcatore). Questo permette una maggiore mobilità negli uno contro uno, sempre aggressivi e attenti, che ingabbiano l’attacco ospite. Cambi sistematici su tutti i blocchi senza pensarci un attimo e sempre difesa a uomo. Una volta ostacolati i piani del coach rivale, Bologna può concentrarsi con più libertà sull’altra metà campo: il blocco centrale oggi viene portato dal lungo, mentre Ndoja e Rosselli bloccano lontano dalla palla per tagliare dietro il primo blocco centrale e trovarsi con spazio in uno dei due angoli. Da lì poi l’azione vola verso la fase finale, che sia conclusione diretta, penetrazione o ribaltamento sul perimetro.

Martino in fase di presentazione aveva detto che la chiave di gara-1 erano stati i rimbalzi offensivi (18 quelli concessi ai bianconeri). E anche oggi i suoi soffrono il confronto nel pitturato (31-23 finchè è stata partita vera), ma il difetto più evidente della Orasì questa sera sono le tantissime palle perse e la circolazione non pulita. E’ la fase offensiva a soffrire enormemente, come due giorni fa e il coach non riesce a trovare contromisure alla fisicità bolognese. Oltre alle disattenzioni nei passaggi pagate a caro prezzo, i movimenti risultano troppo statici e le idee di esecuzione confuse e infruttuose una volta tolto il “piano A” Smith. Almeno in difesa con l’aggressività a metà campo si prova a sparigliare le carte, ma anche qui il movimento di squadra non è omogeneo e porta solo la Virtus a correre in libertà. Qualche soddisfazione arriva dalla novità della zona, ma non abbastanza per impensierire veramente la Segafredo.

La gara

Come domenica Ravenna aggredisce fin dal primo possesso la Virtus, guidata da un Masciadri in assoluta trance agonistica (8 punti nei primi due giri di orologio). Bologna però se viene sorpresa dietro, in attacco risponde colpo su colpo con Umeh e Spissu e al 5′ è 12-13. Sono Rosselli e Lawson a ribaltare l’inerzia e cercare il primo strappo (22-17), ma la Orasì è attenta e con il solito Masciadri tiene la scia dei padroni di casa fino al 24-23 del 10′.

Nella seconda frazione Ramagli sceglie Gentile e Michelori, e con il lungo milanese a fare a sportellate sotto il ferro si aprono le praterie per le triple di Ndoja e lo stesso play ex-Reggio Emilia. La svolta però è in difesa: l’apporto di Spizzichini è fondamentale sul perimetro per asfissiare la regia ospite, mentre Michelori domina su Smith e Chiumenti. In un amen così la Virtus trova l’allungo, sul 37-25, rintuzzato poi in 46-30 dalla bomba di Spissu in uscita dal timeout di Martino. Un paio di disattenzioni dei padroni di casa portano punti facili ai romagnoli e così si torna negli spogliatoi sul 48-35.

Dopo la pausa lunga Ravenna continua a soffrire l’arcigna difesa bolognese e le palle perse diventano sempre più pesanti. Almeno nella propria area Smith giganteggia e piazza due stoppate da highlights, ma la Segafredo è piena di risorse e in 4 minuti il margine arriva alle porte del ventello (56-37). Nel momento più difficile Martino si affida per la prima volta alla zona e inceppa l’attacco dei padroni di casa, sfruttando i risvegli di Marks e Smith per tornare a -13 (60-47). Ancora Marks sulla sirena trova il ferro amico, e il tiro che entra dopo un triplo rimbalzo sul sostengo regala il 65-54 del 30′.

Al rientro dall’ultimo timeout tecnico i giallorossi continuano con la zona e si affidano ad un infuocato Tambone (7 punti consecutivi). Ma la Virtus è attenta e, seppur soffrendo nella costruzione di gioco e il tonnellaggio di Chiumenti su Ndoja, non permette agli ospiti di assaporare l’odore della preda bianconera. Così il 75-65 diventa il minor scarto raggiunto in quest’ultima frazione, e quando Umeh infila la tripla del nuovo +15 sull’81-67 cala virtualmente il sipario su gara-2 con 2′ e 30” da giocare. I padroni di casa allentano la pressione e Marks e Chiumenti provano a rinfoltire il proprio bottino, ma il risultato non cambia: finisce 83-74 e la Segafredo porta a casa anche il secondo punto della serie.

Ora ci si sposta in Romagna, con Forlì che ospiterà venerdì al PalaFiera il terzo incontro: la Orasì è già spalle al muro, non potendo più permettersi alcun passo falso. La squadra di Martino però è apparsa in riserva di energia e povera di idee, tutti segnali poco incoraggianti per la compagine ravennate. I bianconeri dall’altro lato sperano di chiudere la pratica già al primo match point, per poi avere 10 giorni per concentrarsi sulla finale a quel punto raggiunta. Ravenna è una belva ferita, ma non domata del tutto, che potrebbe vendere cara la pelle davanti al proprio pubblico. Ai cecchini di Ramagli il compito di finire il lavoro.

Svolta della partita

L’ inizio di secondo quarto è un montante che Bologna sferra in pieno volto a Ravenna: con Gentile, Spizzichini e Michelori la Virtus trova l’allungo decisivo, mettendo gli ospiti alle corde e non mollando più di un centimetro. Il parziale finirà 24-12 ed è veramente troppo per le forze residue nelle gambe degli ospiti.

Migliori in campo

VBO: Kenny Lawson – 22 punti, 10 rimbalzi, 0 assist, 11/17 da 2, 0/2 da 3

Ancora lui, due giorni dopo, come se nulla fosse piazza un’altra doppia doppia. Si prende 19 tiri è vero, ma la pulizia delle percentuali è dettata dal fatto che sono tutte conclusioni costruite o arrivate a correzione di errori dei compagni.

RA: Taylor Smith – 10 punti, 15 rimbalzi, 2 assist, 3/10 da 2, 0/0 da 3

Anche per Ravenna è una conferma: ma mentre domenica il lungo statunitense era stato perfetto in attacco, oggi soffre particolarmente i raddoppi e si ostina troppo nel cercare la conclusione da marcato. In difesa però è l’unico che crea problemi alla Virtus, e costringe gli avversari a passargli lontano (anche 4 stoppate)

Peggiori in campo

VBO: Alessandro Pajola – 0 punti, 0 rimbalzi, 0 assist, 0/0 da 2, 0/2 da 3

In una serata in cui ognuno porta il proprio mattoncino alla causa, il giovanissimo play spreca un’occasione: per ben due volte ha in mano la tripla con tantissimo spazio, fronte a canestro, ma sbaglia e si fa infilare due volte dietro nella breve apparizione. Peccato, non è sicuramente facile per un classe 1999 confrontarsi con questo palcoscenico e questo pubblico, ma sono tutte lezioni che torneranno utili nella sua futura brillante carriera.

RA: Giacomo Sgorbati – 3 punti, 1 rimbalzi, 1 assist, 0/2 da 2, 1/1 da 3

Come in gara-1, un’altra conferma nelle pagelle. Questa sera se possibile fa ancora peggio, guadagna ben 15 minuti sul parquet ma con lui in campo le statistiche parlano di -16 di minus/plus e 3 palle perse. Anche per lui vale il discorso fatto per Pajola: tutto questo tornerà utile per accumulare quell’esperienza necessaria per passare da giovani a giocatori professionisti a tutti gli effetti.

Tabellini

Virtus Bologna: Spissu 12, Umeh 14, Gentile 12, Spizzichini 3, Ndoja 12, Rosselli 6 Michelori 0, Oxilia n.e., Penna n.e., Pajola 0, Lawson 22, Bruttini 2.

Rimbalzi : 36 (Lawson 10)

Assist: 14 (Rosselli 8)

Basket Ravenna Pietro Manetti: Smith 10, Tambone 12, Raschi 4, Sabatini 15, Masciardi 12, Marks 10, Crusca 0, Scaccabarozzi n.e., Chiumenti 8, Seck n.e., Sgorbati 3

Rimbalzi: 32 (Smith 15)

Assist: 13 (Sabatini 3)

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