L’ex cestista serbo Vladimir Štimac è stato arrestato nella notte tra domenica e lunedì a Belgrado durante una protesta non autorizzata davanti al Parlamento serbo. Secondo quanto riportato da Eurohoops, le autorità avrebbero fermato più di 30 persone con l’accusa di disturbo dell’ordine pubblico e di aver causato incidenti durante un raduno non autorizzato. Nel caso di Štimac, la polizia ha specificato che l’ex giocatore sarebbe stato trattenuto per aver incitato i partecipanti ad attaccare un altro gruppo di manifestanti e gli agenti intervenuti per disperdere la folla. Dopo essere stato portato in commissariato, Štimac è rimasto in custodia per la notte, ma è stato rilasciato nella mattinata successiva. Il suo avvocato ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione di trattenimento.
L’arresto è avvenuto nel contesto di un’ondata di proteste che da settimane attraversa la Serbia. Le manifestazioni, inizialmente nate come risposta al crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad — un tragico incidente avvenuto il 1° novembre 2024 in cui hanno perso la vita 16 persone — si sono rapidamente trasformate in un più ampio movimento di denuncia contro la corruzione e la gestione del potere nel Paese. I manifestanti, in gran parte giovani e studenti, chiedono maggiore trasparenza, giustizia per le vittime e una seria assunzione di responsabilità da parte dello Stato. Nelle ultime settimane, la tensione è aumentata: a Belgrado si sono verificati scontri tra i dimostranti anti-governativi, i sostenitori del governo e le forze dell’ordine, con diversi episodi di violenza e arresti.
Vladimir Štimac non è un volto nuovo per l’opinione pubblica serba. Dopo una lunga carriera nel basket internazionale, che lo ha visto vestire le maglie di squadre di primo piano come Stella Rossa e Anadolu Efes, oltre a rappresentare la Serbia in numerose competizioni, l’ex giocatore si è distinto negli ultimi anni anche per la sua attività civica. Ha espresso più volte posizioni critiche nei confronti delle istituzioni e manifestato l’intenzione di impegnarsi in politica a livello locale, in particolare a Belgrado. Il suo coinvolgimento nelle proteste non è quindi un episodio isolato, ma si inserisce in un percorso di crescente partecipazione alla vita pubblica e di impegno sociale.
L’arresto di una figura popolare come Štimac ha inevitabilmente attirato grande attenzione mediatica. Per molti osservatori, il suo fermo rappresenta un simbolo della tensione crescente tra cittadini e autorità, e solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sul diritto di manifestare in Serbia. Le autorità, dal canto loro, difendono la linea dura adottata nei confronti dei raduni non autorizzati, sostenendo la necessità di mantenere l’ordine pubblico e prevenire disordini. Tuttavia, per una parte dell’opinione pubblica, il trattamento riservato a Štimac appare come un segnale preoccupante di un clima politico sempre più rigido verso il dissenso.
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