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Volkov e Marciulionis stanno aiutando i giovani cestisti ucraini a scappare dalla guerra

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Qualche settimana fa, si era parlato di come Olexandr Volkov stesse aiutando l’esercito ucraino a pattugliare Kyiv durante l’ancora in corso invasione russa. Oggi l’ex giocatore di CSKA Mosca, Atlanta Hawks, Viola Reggio Calabria e Panathinaikos non si trova più in Ucraina: ha lasciato il Paese dal confine moldavo ed è volato negli Stati Uniti per ricongiungersi con sua figlia. Nonostante la lontananza, però, Volkov sta trovando il modo di aiutare la popolazione ucraina, in particolare i ragazzi della scuola di basket da lui fondata a Kyiv, che sono 90.

Si parla di ragazzini tra i 15 e i 16 anni, fortunatamente troppo piccoli per essere arruolati nell’esercito ucraino per la difesa. Volkov li sta aiutando a lasciare il Paese insieme alle proprie famiglie per raggiungere la Lituania, grazie al contributo di un altro grande giocatore del passato: Sarunas Marciulionis. Volkov e Marciulionis sono stati tra i primi europei a mettere piede in NBA, compagni in Nazionale con l’URSS.

“È stato semplice. Ho chiamato Sarunas e gli ho chiesto: ‘Puoi aiutarmi?'” ha raccontato Volkov a Sport Illustrated. Marciulionis è una personalità influente in Lituania e nel 2019 era addirittura stato eletto al Parlamento Europeo prima che rinunciasse al proprio seggio. Finora, l’ex giocatore lituano ha aiutato 9 ragazzi e le rispettive famiglie a trovare una sistemazione nel proprio Paese. “Sono 9 ragazzi divisi in due stanze, non una dimora sfarzosa. Ma li stiamo mandando a scuola, stiamo aiutando le loro madri a sistemarsi. Non è una situazione ideale, ma è sicuramente meglio di dove si trovavano” ha dichiarato Marciulionis.

Anche la leggenda del basket lituano Arvydas Sabonis sta aiutando Volkov in questa causa. Il Re del Baltico ha aiutato altri ragazzi a sistemarsi a Kaunas, dopo aver lasciato l’Ucraina. “Non mi aspettavo di ricevere tutto questo supporto. Ricevo chiamate da ogni parte del mondo. Non ne ho mai ricevute così tante in vita mia, anche da amici che non sentivo da 20 o 30 anni. Mi hanno chiamato e si sono offerti di aiutarmi. Non potete immaginare quanti ragazzi mi scrivono messaggi di ringraziamento, e lo stesso i loro genitori” ha raccontato Volkov.

 

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