Warriors, una notte da record contro i Bulls nonostante le assenze

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Ai Golden State Warriors mancavano Kevin Durant e Draymond Green, ma questo non gli ha impedito di vincere contro i Chicago Bulls alla Oracle Arena col punteggio record di 143-94. Si tratta della vittoria più larga della stagione, con un margine di 49 punti che batte quello di 48 rifilato da Portland a Phoenix durante l’opening night, ed è anche il divario più ampio a favore di Golden State dal 2015, quando la squadra di Steve Kerr vinse 119-69 sui Grizzlies.

Primato inverso per i Bulls: è infatti la sconfitta più pesante per Chicago dal 2003, quando i Pacers dominarono 140-89, oltre che la terza peggiore della storia della franchigia in generale. A questo si aggiunge anche il dato dei 143 punti concessi, mai così tanti dal 1990 quando ne subirono 145 dai Denver Nuggets.

Pioggia anche di statistiche individuali (ovviamente a favore degli Warriors): Steph Curry ha vissuto un secondo quarto da 26 punti (contro i 21 di tutti i Bulls tra l’altro), la sesta volta che segna almeno 25 punti in un quarto nella propria carriera, dato che non ha eguali tra i giocatori in attività. Infine Jordan Bell, chiamato alla prima partenza in quintetto della sua giovane carriera NBA, ha esordito con 6 stoppate: DeAndre Jordan, nel 2009, fu l’ultimo rookie a stoppare almeno 6 tiri alla prima presenza nello starting five, mentre l’ultimo Warrior a riuscirci fu addirittura Robert Parish, nel 1977.

Francesco Manzi

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