Warriors-Rockets, le pagelle: Livingston scuote i Warriors, Thompson e Green sono certezze. Fallisce la panchina dei Rockets

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Nonostante il doppio infortunio subito da Stephen Curry, i Golden State Warriors passano abbastanza agevolmente il primo turno contro gli Houston Rockets. Harden e compagni in più di un occasione si sono comportati molto bene, ma la superiorità su entrambi i lati del campo della squadra di Kerr è stata evidente. Ora testa alla serie contro una tra Clippers e Trail Blazers, nella speranza di recuperare al più presto possibile il #30.

GOLDEN STATE WARRIORS

living

Stephen Curry: 7

Ha giocato due mezze partite soltanto, la prima dominando con 24 punti in 19 minuti, lanciando immediatamente un segnale inequivocabile, la seconda senza brillare. Rientrava dal fastidio alla caviglia, ma ha tirato 1/7 dal campo ed ha chiuso con soli 6 punti. Dopo il suo infortunio però i Warriors sono cambiati ed hanno conquistato agevolmente la vittoria.

Klay Thompson: 8

Non sempre ha tirato con buone percentuali, ma il suo fatturato è sempre garantito in un modo o nell’altro. Si carica la squadra sulle spalle in Gara 4 dopo l’infortunio di Curry e chiude con 23 punti e 7 triple in 30 minuti. Sarà particolarmente importante nelle prossime partite per non far pesare troppo l’assenza di Steph, ma ha sicuramente le carte in regola per farlo.

Draymond Green: 8

Curry o no è lui il leader emotivo della squadra. Ormai ha fin troppo chiaro cosa deve fare per far vincere la squadra ed è di fondamentale importanza anche quando non tira bene. Importantissimi gli 8 punti con due triple difficilissime nel terzo quarto di gara 4 che danno inizio al parziale che consegnerà la serie nelle mani dei Warriors. Motiejunas pensava che in post la sua altezza avrebbe prevalso, ma si sbagliava di grosso.

Harrison Barnes: 6-

Ottiene la sufficienza solo perchè, alla fine, i Warriors se la cavano abbastanza agevolmente. 3/15 da tre e la doppia cifra raggiunta solo in una partita sono un segnale che Kerr e i suoi non possono sottovalutare. A lungo andare ciò che faranno lui, Livingston e Iguodala sarà troppo importante, deve recuperare la fiducia nel suo tiro ed il ritmo.

Andrew Bogut: 7

Gioca davvero pochissimo, solo una volta più di 15 minuti ma quando può lascia il segno e lo fa sempre silenziosamente. Ad eccezione di gara 3, ha sempre un plus/minus superiore al +10, spesso al +15. Soffre Dwight Howard nella prima metà di gara 4 ma poi cambia marcia come tutti i suoi compagni.

Andre Iguodala: 7.5

In gara 2 e 4 è un assoluto protagonista: 18 con 7/10 dal campo e 4/6 da tre nella prima, 22 con 9/11 e 3/4 nella seconda. Come Bogut è fin troppo importante nell’equilibrio della sua squadra, ma quando è in giornata e segna con continuità da dietro l’arco si trasforma in un giocatore indispensabile.

Shaun Livingston: 8.5

E’ stato sicuramente il migliore tra i suoi in rapporto alle responsabilità, al compito da eseguire (non semplice) e ai minuti avuti a disposizione. Sostituisce in modo egregio Stephen Curry segnando con continuità, gestendo alla perfezione la squadra e dimostrando la maturità e la classe che da anni lo contraddistinguono. Anche quando esce dalla panchina lascia il segno, chi lo avrebbe mai immaginato dopo quello straziante infortunio?

Festus Ezeli: 7 

Anche lui, come il suo pari ruolo Andrew Bogut, gioca molto poco, ma quando gioca garantisce energia e fisicità sotto i tabelloni. Per valutarlo meglio aspettiamo di vederlo in serie di diverso tipo, quando la presenza di un centro nell’area diventerà vitale.

Ian Clark: 7

Si mette in evidenza nell’unica sconfitta dei Warriors segnando un canestro decisivo nei secondi finali. Steve Kerr decide di premiarlo con molti minuti nelle due gare successive e lui svolge egregiamente il suo compito.

Mo Speights: 7+

Continuiamo con la sfilza di 7, anche in questo caso compito svolto alla grande. E’ una macchina da canestri e tira avanti il carro in gara 3 quando senza Curry, Thompson e Green non stavano brillando. Sarà fondamentale in futuro vista la sua capacità di contribuire ai parziali con molti punti in pochissimo tempo.

Leandro Barbosa: 6.5

Imprevedibilità ed esperienza al servizio della squadra, come sempre non demerita, ma non sembra avere lo smalto che ha caratterizzato i suoi ultimi playoff.

Brandon Rush: 6

Chiude la serie con una grande prova da 15 punti con 3/5 da tre in 17 minuti. Buon tiratore, pronto a far rifiatare i compagni.

Varejao, McAdoo senza voto.

Steve Kerr: 8

Aldilà del premio di Coach Of The Year, niente di nuovo. Solita squadra, solito gioco, solita superiorità. Bravo a motivare la squadra nell’intervallo di gara 4.

 

HOUSTON ROCKETS

bench

 

James Harden: 7.5

Aldilà del pesante flop in gara 1 è il James Harden che siamo abituati a vedere. Statistiche da urlo, canestri di una classe unica ma tanti errori, sopratutto in fase difensiva. La sua leadership spesso manca, sembra chiaro il feeling mancante con gran parte dello spogliatoio quando decide gara 3 e la panchina stenta ad esultare (vedi foto). Probabilmente non vede l’ora che arrivi l’estate.

Dwight Howard: 7-

Stesso discorso anche per DH. Ormai abbiamo capito i problemi interni e quelli tecnici dei singoli e della squadra. Nessuno si è quindi sorpreso di vedere un Dwight Howard dominare con 14 e 10 nel primo quarto e mezzo di gara 4 per poi scomparire del tutto nella seconda metà di gara. Detto ciò, sforna una doppia doppia dietro l’altra, ma statistiche a parte, c’è tanto da sistemare.

Trevor Ariza: 5

2/6 nella prima partita, dopodichè un disastroso 2/22. Numeri da brividi se pensiamo che il suo compito è quello di difendere e punire sugli scarichi. Mai in doppia cifra, mai un fattore, neanche su singola giocata.

Donatas Motiejunas: 6

Promosso in quintetto dal secondo episodio in poi, gioca alla grande gara 3 chiusa con 14 punti e 13 rimbalzi, per il resto non bene. In attacco sa muoversi, ma spesso si intestardisce in post contro Draymond Green, più basso, ma incredibilmente più pronto e reattivo.

Patrick Beverly: 6+

I limiti di Beverly sono evidentissimi, ma è il primo a combattere (vedi provocazioni a Curry all’inizio di gara 1) e l’ultimo ad arrendersi. Gioca sopra il dolore negli ultimi due match totalizzando 4 punti e 2/10 dal campo. Litiga per tutta la serie con il tiro da tre punti, fondamentale per lui e per i Rockets.

Corey Brewer: 5

Parte in quintetto ma sbaglia grossolanamente gara 1. Viene retrocesso in panchina e i suoi minuti diminuiscono drasticamente. 0 impatto e poca energia.

Jason Terry: 5.5

Non sembra avere più le energie per essere un fattore in una serie di playoff e lo ha dimostrato. Spesso ci prova e da tutto se stesso, ma non raccoglie i frutti sperati.

Michael Beasley: 6

E’ uno spettacolo. In difesa spesso si contraddistingue per giocate prive di senso, ma in attacco è capace di segnare sempre e comunque. Pochi minuti ma 4 volte su 5 in doppia cifra. Se avesse avuto un minimo di testa sarebbe ai vertici della lega senza alcun dubbio.

Josh Smith: 5

Pensavo non avesse proprio disputato questa serie. Pochi minuti e nessun impatto.

Capela, Harrell, Goudelock senza voto.

J.B. Bickerstaff: 6

Premiamolo con la sufficienza per esser riuscito ad uscire indenne da una situazione del genere e a strappare una vittoria ai Golden State Warriors. Stagione incredibilmente complicata per lui che, come McHale, non è sembrato avere la squadra in mano. Gestire questo roster è diventato troppo difficile, attesa una rivoluzione in estate.

 

 

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