Willie Cauley-Stein sta continuando a criticare i Sacramento Kings

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Già qualche giorno fa Willie Cauley-Stein, che in estate ha con i Golden State Warriors, aveva lanciato qualche frecciatina ai Sacramento Kings, sua ex squadra che lo scelse con la sesta chiamata al Draft 2015. Il centro, che sta mantenendo 8.1 punti e 6.4 rimbalzi di media in questa stagione, ha indirizzato altre critiche ai Kings, che affronterà per la prima volta a metà dicembre: in particolare WCS imputa alla sua ex franchigia la narrazione sviluppatasi intorno a lui negli ultimi anni, ovvero che fosse un giocatore pigro e con scarsa voglia di allenarsi.

A Sacramento mi hanno dato un’etichetta, dicevano che non fossi coinvolto o che non mi interessasse giocare, molte cose del genere sono state dette su di me. Non potete andare da un allenatore o un trainer [dei Kings, ndr] e dire che non lavoravo duro. Ma è comunque una cosa che si diceva su di me. “Non lavora abbastanza, bla bla bla”. Non sapete quanto duro lavori. Quindi la cosa più importante in estate era l’aura che aveva questa squadra. I titoli. Le vittorie. Ma ancora più importante, gli Warriors capiscono. Capiscono da una prospettiva che per alcune squadre è del tutto sconosciuta… Se non mi interessasse giocare a basket, non sarei venuto qui. Questo livello è troppo duro. Tutti ci guardano. Se non mi interessasse giocare, sarei andato da qualche altra parte.

Questo è un posto perfetto per cercare di vincere qualcosa, nonostante tutto quello che sta accadendo. C’è ancora la prossima stagione [Cauley-Stein ha firmato un biennale, ndr], e poi l’anno dopo ancora. Sento di aver varcato una porta in questa Lega, come se finalmente ci fossi entrato, firmando con gli Warriors.

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