La WNBA ha raggiunto un importantissimo accordo con la WNBPA, l’associazione delle giocatrici: è stato sventato il pericolo di un lockout e c’è l’intesa, per ora solo verbale, per il nuovo contratto collettivo. Negli ultimi anni la Lega femminile ha visto aumentare a dismisura la propria popolarità, per merito di alcune nuove giovani atlete come Caitlin Clark, Paige Bueckers e Angel Reese oltre che grazie anche al talento di giocatrici più navigate come A’ja Wilson, Breanna Stewart e Kelsey Plum. Di pari passo va anche la crescita economica della WNBA, come testimoniano i dettagli del nuovo accordo tra Lega e atlete.
Il salary cap delle franchigie verrà incrementato dagli attuali 1.5 milioni di dollari a oltre 7 milioni, il che porterà naturalmente anche a salari molto più alti, in proporzione. Una boccata d’aria fresca per le giocatrici che oggi hanno stipendi quasi irrisori in confronto ai colleghi uomini: la più pagata, Kelsey Mitchell, guadagna meno di 270.000 dollari l’anno. Ora il minimo salariale sarà pari a circa 300.000 dollari, mentre la media degli stipendi salirà a 600.000 dollari. Il supermax, ovvero il contratto più redditizio che può essere offerto a una giocatrice in sede di rinnovo solo alla presenza di determinate condizioni di anzianità, sarà circa 1.4 milioni di dollari.
“I progressi compiuti in queste discussioni rappresentano un passo avanti trasformativo per le giocatrici e per la Lega e stanno sottolineando un impegno condiviso per la continua crescita del gioco. È stato un processo, ma siamo molto orgogliose di essere all’avanguardia nello sport femminile, queste giocatrici sono straordinarie, e ci aspetta una fantastica 30° stagione che inizierà a maggio” ha dichiarato la commissioner WNBA Cathy Engelbert.
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