Fortitudo Bologna, Matteo Boniciolli: “Se non dovessimo essere promossi, giusto farmi da parte”

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Questa sera l’allenatore della Fortitudo Matteo Boniciolli è stato ospite della trasmissione “Il Pallone nel sette” in onda su Ètv, emittente locale di Bologna. Tra i temi trattati nel corso dell’intervista, due i principali: la scelta di formare una squadra di veterani e il suo futuro. Riguardo al primo, il coach e la società furono molto criticati per aver “smantellato” un roster molto giovane per allestire un gruppo più esperto. Tra quei giovani oggi troviamo nella massima categoria italiana Leonardo Candi (Reggio Emilia) e Michele Ruzzier (Vanoli Cremona). Il suo futuro invece, come disse anche tempo fa, dipenderà dai risultati raggiunti al termine della stagione. Se la squadra non conquisterà la promozione, è pronto ad andarsene per lasciare il suo posto a qualcun’altro.

Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

Con una squadra fatta per il 70% da ragazzini, che non erano nelle condizioni né tecniche né psicologiche né umane di sopportare un campionato da dover arrivare nei primi posti, bisognava dar loro un tempo di crescita che non fosse quello della singola partita e a testimonianza che avevo ragione io c’è il fatto che siamo arrivati una volta secondi, facendo i playoff senza un americano, e una volta terzi. Adesso è cambiato lo scenario. La società ha deciso di accorciare i tempi e di ingaggiare una squadra di veterani. È chiaro che con i veterani non ci si racconta le storie, fermo restando che una promozione sola su trentadue è molto difficile. Però so anche che avendo avuto dalla società una grande fiducia e avendo ottenuto fin qui risultati molto importanti, perchè abbiamo vinto da quando sono arrivato il 75% delle partite, molti di quelli che parlano non ne hanno vinte neanche la metà e infatti sono a casa che guardano la televisione perchè non li ha chiamati nessuno.

La realtà è che mi sembra giusto al termine di quest’anno, se non dovessimo essere promossi, farmi da parte e lasciare a un altro quello che mi è accaduto molto spesso. Credo di sapere quale sia il momento di dire grazie e arrivederci e penso che nessuno avrebbe intenzione di impormi di rimanere. Ci sono bravissimi allenatori in giro per l’Italia che potrebbero fare meglio di me. È chiaro che me ne andrei con la consapevolezza di aver fatto abbastanza.

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