Leggere la statistica dei recuperi nel campionato Italiano

L'Angolo del Coach Rubriche

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<<La mia difesa preferita è la difesa a uomo, perché richiede responsabilità individuale e nello stesso tempo la volontà di aiutarsi quando necessario.>>

– Ettore Messina, Assistant coach San Antonio Spurs e 4 volte campione Eurolega

Il campionato Italiano, nel suo percorso storico, ha risentito dell’effetto benefico di grandi maestri dell’insegnamento del gioco (Giancarlo Primo, Dan Peterson e più recentemente Ettore Messina, Simone Pianigiani, Luca Banchi) che nel corso del tempo hanno dato un’impronta al modo di giocare di tutte le squadre. Se in attacco ci sono stati periodi in cui si privilegiava il gioco in campo aperto ed altri in cui il controllo del ritmo la faceva da padrona, difensivamente parlando, in modo coerente, si adeguavano gli insegnamenti di difesa individuale e di squadra.

La parola chiave per la difesa nella accezione italiana attuale è: SISTEMA. Ogni squadra di alto livello ha una organizzazione complessa con regole chiare che tendono a fare in modo che ogni giocatore in campo sappia cosa fare, sappia quali sono le proprie responsabilità e di conseguenza non ci siano alibi dietro a cui potersi nascondere rispetto ad una determinata situazione di gioco. Questo ha determinato un innalzamento dell’attenzione alle proprie responsabilità da parte di tutti i giocatori, sia quelli con capacità normali, sia quelli di talento superiore.

Questo aspetto di costruzione dei sistemi difensivi è stato ancora più importante negli ultimi anni, con l’aumentare del numero di giocatori stranieri presenti della lega, provenienti da realtà diverse, da scuole tecniche diverse, da esperienze formative diverse. Ad un’iniziale difficoltà di apprendimento, si è invece aperta una nuova possibilità di crescita del proprio modo di giocare e diversi giocatori, innestati in un sistema con regole di squadra ben delineate hanno poi migliorato il proprio rendimento individuale facendo un deciso salto di qualità.

Esempio emblematico in tal senso è stato Shaun Stonerook, giocatore con un’intelligenza cestistica elevatissima che ha approfittato di un sistema in cui diventava la guida difensiva della propria squadra, ne dettava i ritmi e sfruttava l’aggressività tecnica dei compagni per essere sempre presente dove un avversario finiva un taglio o dove un tiro forzato produceva un rimbalzo.

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Altro giocatore che ha usufruito del “sistema Italia“ è stato certamente Manu Ginobili, allenato per un periodo proprio da Ettore Messina alla Virtus Bologna ( mia ex squadra n.d.r ). La decisione con cui l’allenatore chiedeva il negare linee di passaggio e impedire agli avversari di giocare negli spazi preferiti unito alla pressione costante sul giocatore con palla , permetteva al talento di Bahia Blanca di innalzare il numero di palle rubate trasformate in contropiedi. Ovviamente al servizio del sistema c’era un giocatore di talento immenso che poi sarebbe diventato una stella assoluta a San Antonio, ma la dedizione e la disponibilità a dare importanza al sistema difensivo sono stati certo un aiuto all’esplosione immediata in una realtà diversa come la NBA, dove le situazioni di 1vs1 in isolamento sono prevalenti rispetto al gioco Europeo.

In conclusione, la lettura di una statistica come quella delle palle recuperate nella lega Italiana va fatta pensando che la costruzione di un sistema difensivo di squadra, che abbia delle regole precise e tolga gli alibi ai giocatori, ha determinato un’attenzione al gioco anche nella metà campo di difesa da parte di giocatori di grande talento offensivo o di grande intelligenza, i quali, rendendosi conto dei vantaggi che ne avrebbero tratto anche individualmente, si sono messi al servizio degli altri aumentando il livello di efficienza del proprio gioco e in qualche caso mascherando lacune nel proprio bagaglio tecnico offensivo.

Come Riccardo Pitts, che a metà della propria carriera, a seguito di problemi fisici, faceva fatica a segnare da lontano, con percentuali stabilmente sotto il 30% nel tiro da tre punti, ma che come conseguenza della propria capacità di recuperare palloni e difendere su chiunque rimaneva in campo in top team quasi sempre e vinse due Euroleghe, due coppe Korac, una coppa intercontinentale, due coppe Saporta e sette titoli nazionali.

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