Memories of Busts: Gregory “Bo” Kimble

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Ci sono episodi che possono segnare una vita intera e lasciano dentro un vuoto così grande che lascia solamente due possibilità: reagire o venirne schiacciati. La storia di Gregory “Bo” Kimble è legata a doppio filo con quella di Hank Gathers. I due ragazzi sono accomunati da un enorme amore per il basket e da un talento smisurato per il gioco: impossibile che tra due personalità così affini non nasca una saldissima amicizia. I due si fanno notare ben presto per le loro qualità. Guidano la Dobbins Technical School di Philadelphia al titolo nella Public League Championship nel 1985 e l’anno successivo compiono il primo passo verso una carriera professionistica, venendo reclutati dalla University of Southern California. La squadra, oltre a Gathers e Kimble, può contare su altri due All-American, ma la stagione prende subito una brutta piega e termina con un record di 11-17. Coach Morrison viene silurato e sostituito dal più duro Raveling che chiede ai propri giocatori se vogliano o meno rimanere in squadra dopo il cambio sulla panchina. Non ricevendo risposta da Gathers e Kimble, il nuovo head-coach revoca le borse di studio ai due, che, sempre insieme, decidono di trasferirsi alla Loyola Marymount University, consapevoli di dover saltare la stagione 1986/1987, in accordo con le regole della NCAA riguardanti gli studenti trasferitisi da un ateneo all’altro. L’anno successivo però l’Uragano Kimble-Gathers si abbatte sul college basket. Facilitati dal gioco run&gun e pressing a tutto campo di coach Paul Westphal, i due mettono insieme medie incredibili: nella RS 1987/1988 Gathers segna 32.7 punti a match conditi da 13.7 rimbalzi, mentre l’anno successivo è Kimble a mettersi in luce con 35.3 punti e 7.7 rimbalzi a partita.

L’annata 1989/1990 rappresenta, per i due ragazzi, il trampolino di lancio verso la NBA. Si tratta di due prospetti che fanno gola a molti. Kimble è una shooting guard che in attacco dà il meglio di sé, Gathers occupa il ruolo di ala grande, dominando il pitturato nelle due metà del campo. Gli esperti sono sicuri che nel successivo Draft rientreranno tra le prime dieci scelte.

Il 4 marzo del 1990 accade però l’impensabile.

Gathers, a cui era stato riscontrato un battito cardiaco anomalo pochi mesi prima, si accascia al suolo. Al ragazzo erano state prescritte medicine specifiche per tentare di tenere sotto controllo il problema senza impedirgli di giocare, tuttavia lui aveva deciso di interrompere le cure in quanto i farmaci, a suo parere, ne influenzavano negativamente il gioco in campo. Morirà poche ore dopo, dopo aver smesso di respirare ed essere stato trasportato in ospedale. Per Kimble è un colpo devastante. Dopo la morte di Gathers, il West Coast Conference Tournement viene sospeso e Loyola, in virtù anche del proprio piazzamento, viene ammessa al torneo NCAA di diritto. Il cammino di LMU si interrompe nell’Elite Eight, ma Kimble avrà l’occasione di giocare in memoria dell’amico, nelle fasi finali del torneo. Dalla scomparsa di Gathers, Kimble tirerà il primo tiro libero di ogni gara con la mano sinistra, nonostante egli fosse destro.

Il 27 giugno 1990, a New York, va in scena il Draft NBA. Kimble si presenta come una papabile scelta in top-3, ma molti GM gli preferiscono altri giocatori, timorosi che il ragazzo, dopo il trauma subito, non si sarebbe più ripreso psicologicamente. Alla #1 i New Jersey Nets chiamano Derrick Coleman, poi è la volta dei Seattle Supersonics che scelgono il futuro Hall of Famer Gary Payton, mentre i Denver Nuggets si aggiudicano Mahmoud Abdul-Rauf alla #3. Bo scende fino alla #8, quando sono i Los Angeles Clippers a chiamare il suo nome, prima di futuri All-Star come Tyrone Hill, Jayson Williams, Antonio Davis e Cedric Ceballos. I Clippers sono un cantiere aperto, alla ricerca di un leader offensivo, e la guardia proveniente da LMU sembra fare al caso loro. Kimble è un attaccante micidiale, capace di vedere il canestro da qualsiasi posizione, uno scorer puro. La franchigia, ai tempi, giocava le partite casalinghe alla Los Angeles Memorial Sports Arena, proprio dove Gathers e Kimble avevano fatto il loro esordio in NCAA con la canotta della University of Southern California. Il primo anno Kimble gioca poco (16 minuti a gara) mandando a referto 6.9 punti e 1.9 rimbalzi in 62 gare. L’anno successivo inizia il calvario legato agli infortuni che gli permetteranno di scendere sul parquet solo 34 volte, con minutaggio dimezzato (8.1 minuti a gara) rispetto l’anno precedente (3.3p e 0.9rim a match). Il giocatore comincia a dare i primi segni di cedimento, soprattutto a livello mentale. Bo dichiarerà nel 2015 che, durante il suo periodo con i Clippers, pensò più volte al suicidio. Lascia LA nell’estate del 1992, trasferendosi a New York, ai Knicks, nella speranza di lasciarsi alle spalle il proprio passato e soprattutto il dolore per la perdita di Gathers, mai completamente superata. A NY va anche peggio, se possibile: nella RS 1992/1993 scende in campo 9 volte (3.7 punti e 1.2 rimbalzi a partita). annunciando a sorpresa il proprio ritiro al termine della stagione, all’età di 27 anni. Continuerà a giocare nella CBA, quella che ai tempi era la lega minore statunitense, indossando le divise di Rapid City Thrillers, La Crosse Bobcats e Hartford Hellcats e Yakima Sun Kings. Lascerà il basket definitivamente con 5.5 punti 1.5 rimbalzi e 1.2 assist di media in carriera.

Dopo la sua infelice esperienza in NBA, Kimble ha supportato la fondazione dell’organizzazione no-profit Forty-Four For Life Foundation, impegnata nel ridurre il rischio di decesso dovuto a patologie cardiache. Il ricordo dell’amico fraterno Gathers è rimasto indelebile nella memoria di Bo, che si è impegnato al massimo affinché la medesima tragedia non si ripetesse altrove. Nel 2005 è stato introdotto, insieme ai compagni della squadra 1989/1990, nella LMU Hall of Fame. Nel frattempo si è impegnato in campagne di sensibilizzazione per quanto riguarda malattie cardiache, con particolare attenzione ai giovani sportivi. Nel 2011 si è recato a Holland, nel Michigan, dove la squadra di basket della Fennville High School ha vissuto la terribile tragedia di perdere la propria star, Wes Leonard, a causa di un arresto cardiaco. Bo ha voluto far sentire la sua vicinanza ai compagni del povero Wes, in un contesto che lui stesso ha vissuto da vicino, durante la sua giovinezza. La carriera di Bo è stata segnata irrimediabilmente dalla perdita di Gathers, e alla fine non è riuscito a realizzare il suo sogno di sfondare in NBA, tentando però di non rendere vana la morte dell’amico prodigandosi per aiutare gli altri. Una tragedia può segnare la vita di una persona in profondità, in questo caso Kimble ha voluto rialzarsi cercando di dare alla morte di Gathers un significato e prefiggendosi uno scopo, aiutando altri ragazzi trovatisi nella sua medesima situazione e avviando campagne di sensibilizzazione riguardo l’attenzione che lo sport deve prestare alla salute degli atleti, soprattutto a livello giovanile.

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