Esclusiva BU, Della Valle: “Allenarsi in casa è davvero difficile. Della mia stagione sono soddisfatto”

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Amedeo Della Valle è stato ospite di “Restiamo a casa con…” e abbiamo parlato della situazione attuale con un bilancio generale se la stagione dovesse concludersi qui.

ALLENARSI A CASA (minuto 2)

“Non sono a Milano ma sono venuto ad Alba, a casa mia perché qui c’è mia mamma ed ho uno spazio maggiore per allenarmi rispetto a Milano. Tra una serie tv e l’altra cerco di allenarmi: tutti i giorni ho la possibilità di fare qualcosa. Ci hanno dato un programma da seguire ma devo dire che mi sono chiesto come farò ad allenarmi da solo una volta che smetterò di giocare, perché è davvero difficile. Una cosa è andare in palestra con tutti pronti per allenarsi, un’altra è allenarsi da solo a casa.”

CONTINUARE O ANNULLARE LA STAGIONE? (minuto 5)

“Assegnare lo scudetto con partite secche la vedo inutile, se si riuscisse a fare qualche partita in più sarebbe meglio. Si riprenderà a giocare? Non lo so, in casa ovviamente non ci divertiamo, è molto più motivante giocare per la nostra squadra. Giocare oltre il 30 giugno è una cosa fattibile, ma dipenderà sempre da quelle che saranno le condizioni sanitarie. Ci vuole tempo per rimettersi in forma, non vorrei dare un brutto spettacolo alla gente che guarda (ride ndr). È una situazione talmente strana che è difficile prevedere: 15 giorni di allenamento, 10, 20, basta tornare a giocare in campo.”

EUROLEGA DISPENDIOSA E IL CAMPIONATO NE RISENTE (minuto 13)

“A Milano è cambiato tanto rispetto allo scorso anno, dal presidente all’allenatore, dal General Manager al playmaker titolare che era Mike James che, senza togliere a nessuno, è uno dei primi tre dell’Eurolega. Siamo stati sempre tra le prime otto d’Europa, tranne per una o due partite. Chiaramente guardandola cronologicamente è diverso, perché all’inizio eravamo tra le prime cinque e adesso siamo ottavi a pari merito con altri. È difficile valutare l’Eurolega, siamo dove volevamo essere. Per quanto riguarda il campionato abbiamo fatto discreta fatica in alcuni tratti: giocare l’Eurolega è molto dispendioso a livello fisico e quest’anno posso dirlo perché l’anno scorso non giocavo. Potevamo fare meglio in campionato, ci sono stati anche giocatori che non si sono ambientati: non è facile avere tutto subito.”

SODDISFATTO DELLA STAGIONE (minuto 15)

“L’anno scorso ero fuori dal progetto, non era una scelta solo mia o solo dell’allenatore, era una scelta di entrambi, a volte le cose non funziona e non c’è nulla di scandaloso. Adesso non c’è niente di particolarmente diverso, semplicemente Messina mi ha fatto sentire dentro una programmazione, colmando le mie lacune. Penso di essere diventato un giocatore specialista, uscendo dalla panchina portando intensità: questa penso sia stata la chiave. In una stagione ci sono tanti up&down, soprattutto per i giocatori non da quintetto e io sono comunque soddisfatto dei momenti che ho avuto.”

UN RICORDO “MONDIALE” (minuto 32)

“Il giorno in cui scopri di fare parte dei 12 che faranno il Mondiale è una liberazione, perché quando poi ci ripensi non è una cosa da poco, tra 15-20 anni tra i ricordi hai quello di aver giocato una competizione come un Mondiale. Una aneddoto della spedizione con la Nazionale? È stato complicato stare in Cina, non è certo il mio paese preferito. Un giorno sono andato con Hackett in giro per la città e siamo passati in un mercatino di animali: il famoso pipistrello non c’era ma rane, scorpioni, serpenti, vivi ovviamente. Ricordo ancora Hackett che mi implorava di tornare a casa.” 

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