Nelle scorse settimane, Spencer Dinwiddie aveva deciso di fare qualcosa che non si era mai visto in NBA: cartolarizzare il suo nuovo contratto firmato in estate con i Brooklyn Nets, un triennale da 34 milioni di dollari, dando così la possibilità di investire su di esso e guadagnare nel medio periodo grazie ai dividendi, proprio come se fosse stato una azienda quotata in borsa.
L’idea avrebbe probabilmente rivoluzionato il mondo dei contratti NBA, visto che avrebbe non solo permesso a Dinwiddie di guadagnare più di quanto pattuito con i Nets, ma anche ad altre persone esterne di puntare dei soldi sul suo rendimento (l’investimento minimo sarebbe dovuto essere di 150.000 dollari). La Lega ha però deciso di bloccare tutto, una notizia che era nell’aria ma alla quale fino ad ora il playmaker si era rifiutato di credere: “Non sto facendo nulla di illegale, so che c’è molta disinformazione, pensano che stia creando valuta o roba del genere. Non sto cercando di creare un nuovo bitcoin: è una cosa diversa. E’ una cosa che risolverà alcuni dei problemi di engagement dei tifosi in NBA, davvero. Vogliono provare a fermarmi? Possono provarci, hanno il diritto legale di farlo”.
The NBA has informed the Nets' Spencer Dinwiddie that he is not permitted to sell shares in his contract, the league office told @NYTSports on Friday. Full @nytimes story here WITH repaired link: https://t.co/qgGdzJmmgt
— Marc Stein (@TheSteinLine) September 27, 2019
Nel vietare la strategia di Dinwiddie, la NBA ha citato un particolare passaggio del contratto collettivo che stabilisce che “nessun giocatore può assegnare o trasferire a terzi il suo diritto di ricevere lo stipendio dalla squadra con la quale è sotto contratto”.
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