Messina a tutto tondo: “Il basket riparta dalle scuole, in Italia troppa rabbia e poca fiducia”

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L’allenatore dell’Olimpia Milano, Ettore Messina, ieri è stato ospite a Torino del Campus Piemonte Basketball nell’ambito del Progetto 9-14, tenendo un incontro con i giovani del vivaio torinese. A margine dell’evento è stato intervistato da La Stampa spaziando a tutto tondo dai problemi del nostro basket a quelli dell’Italia attuale, parlando anche della Nazionale e dei suoi primi mesi a Milano.

Ecco i passaggi salienti dell’intervista.

Olimpia. “Sono contento delle persone che ho trovato, in EuroLega stiamo andando oltre le aspettative, lasciando per strada qualcosa di troppo in campionato. Non mi hanno chiesto di vincere subito, altrimenti non sarei venuto, lascia il Real Madrid proprio per questo motivo”.

Nazionale. “Ogni volta che torno a Torino mi viene il magone (riferendosi alla sconfitta in finale nel Preolimpico 2016, ndc). Andare a Tokyo sembra una missione impossibile ma per questo è ancora più intrigante. Il reclutamento negli Stati Uniti? Non giudico, se la Federazione lo fa vuol dire che è possibile e probabilmente utile”.

Il movimento. “Siamo 13esimi nel ranking? Il campo non mente, sono questi i risultati degli ultimi anni. Le cause sono tante, basti pensare che qualche anno fa la Lega autorizzò i club a non avere un settore giovanile. Oggi i ragazzi sono più insicuri e la società non aiuta, in Italia poi lo sport nelle scuole è un disastro, ripartire da lì sarebbe un passo importante”.

Il Paese. “Vedo gente arrabbiata e sfiduciata, in difficoltà economica e che non si sente rappresentata dalla politica. Siamo in attesa di soluzioni che non arrivano e la nostra etica non esiste più, per ogni c’è sempre un ma. Le sardine? Mi piacciono ma non devono farsi strumentalizzare”.

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