Milwaukee – Boston, le pagelle: Antetokounmpo domina, Irving e Tatum deludono

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Boston Celtics

Kyrie Irving 5.5 Dovrebbe essere il leader di questi Celtics, ma nonostante i 20.4 punti di media tenuti nella serie, si arena nel momento decisivo, collezionando pessime percentuali al tiro (35% dal campo e 21% da tre). Dopo una Gara 1 da urlo, chiusa con 26 punti e 11 assist (tirando con il 57% dal campo), scompare completamente in Gara 2 e nonostante nelle partite successive cerchi di riscattarsi e caricarsi la squadra sulle spalle, le sue prestazioni non convincono  mai del tutto. Esce battuto dal confronto con la stella dei Bucks.

Al Horford 6.5 Anima e cuore di questi Celtics, in Gara 1 limita Antetokounmpo, chiudendo con 20 punti e 11 rimbalzi conditi da 3 fondamentali stoppate che regalano la vittoria ai ragazzi di Stevens. Nelle partite successive il suo apporto nel pitturato è importantissimo, tantissimo lavoro sporco, soprattutto a rintuzzare i buchi di una difesa messa a dura prova dalle scorribande di Antetokounmpo. In Gara 4 è l’ultimo dei suoi ad arrendersi (20p, 8rim e 5ast), mentre nella decisiva Gara 5 affonda insieme con tutta la squadra.

Jayson Tatum 4.5 Ci si aspettava il salto di qualità dopo gli ottimi Playoffs giocati lo scorso anno, invece Tatum rimane schiacciato dal peso delle aspettative e chiude la serie con 12 punti e 7.6 rimbalzi di media, condite da percentuali poco confortanti. Dopo due prime partite da incubo, chiuse con 4 e 5 punti, si riscatta in Gara 3 (20p e 11rim) e fornisce buone prestazioni nelle due partite successive, entrambe perse. Quando Irving non è in serata dovrebbe essere lui a caricarsi la squadra sulle spalle, ma questo non avviene mai.

Marcus Morris 6.5 Il suo apporto si rivela sempre prezioso. Parte titolare nelle prime quattro partite, rivelandosi decisivo in Gara 1, grazie al suo grande contributo in difesa e a rimbalzo. Nei match successivi si prende qualche responsabilità in più in attacco, chiudendo con quasi 15 punti e 9.4 rimbalzi di media. In Gara 5 parte dalla panchina, con Stevens che schiera Baynes titolare al fianco di Horford, nel tentativo di chiudere le linee di penetrazione e riempire l’area, Morris risponde comunque presente (14p e 11rim), ma il suo contributo non basta per vincere e allungare la serie.

Jayleen Brown 6 Gioca tutta la serie come guardia titolare al fianco di Irving, portando energia e intensità in entrambe le metà del campo, dopo la grande prestazione in Gara 1 (19p), conferma il suo buono stato di forma nelle partite successive chiudendo la serie con 16p di media. Si spegne nella partita decisiva, come del resto tutta la squadra.

Gordon Hayward 4 Dovrebbe essere il leader della second-unit dei Celtics, l’uomo che col suo ingresso in campo spacca la partita, conferma invece quanto mostrato nel corso della stagione. Dopo una buona Gara 1 (13p tirando con il 62% dal campo), colleziona errori al tiro chiudendo con 12/35 e 5/15 da tre. Dopo l’infortunio dello scorso anno, sembra non essersi ancora ritrovato completamente.

Terry Rozier 4 Fondamentale nella cavalcata dello scorso anno, in questa edizione dei Playoffs sembra irriconoscibile. Complice anche il limitato minutaggio (17 minuti di media), tira con percentuali bassissime 28% dal campo e 15% da tre, non riuscendo mai a realizzare quei tiri decisivi che nella scorsa edizione entravano con grande continuità.

Semi Ojeleye 5.5 Prova a dare intensità quando entra, giocando sopratutto nella propria metà campo difensiva, ci riesce a fasi alterne.

Aron Baynes 5 Innegabile il suo grande impegno e la sua tenacia quando viene chiamato in causa, ma contro Giannis in stato di grazie c’è ben poco che possa fare.

Marcus Smart 5.5 Assente per gran parte della serie, al suo rientro cerca di dare il suo contributo soprattutto in difesa, il minutaggio è però limitato e il suo apporto passa in secondo piano.

Brad Stevens 5.5 Trova la giusta strategia per fermare Giannis in Gara 1, ma non riesce poi ad apportare le giuste modifiche e i giusti accorgimenti quando i Bucks iniziano a difendere con efficacia e ad alzare il ritmo. I suoi Celtics non riescono a reagire, il controllo della serie, che sembravano aver acquisito dopo il primo match gli sfugge di mano e non riescono più a recuperarlo. Nonostante le modifiche apportate al suo sistema di gioco, non riesce a trovare la chiave per scardinare la difesa dei Bucks e fermare la loro devastante transizione.

 

Milwaukee Bucks

Giannis Antetokoumpo 8.5 I Celtics lo imbrigliano in Gara 1, facendo credere di aver trovato la chiave di volta per fermare the Greek Freak. Nulla di più sbagliato. Mette in mostra tutto il suo repertorio, fatto di tecnica, fisicità e atletismo. In Gara 2, in coppia con Middleton, scardina la difesa dei Celtics, domina Gara 3 e 4, segnando 32 e 39 punti al TD Garden, sfoderandouna potenza e una sicurezza nei propri mezzi quasi irreale. Trascina i Bucks alle Finali dopo anni di oblio. Incontenibile.

Khris Middleton 7.5 Se Antetokounmpo è Batman, lui è il suo degno scudiero, Robin. Dopo una buona Gara 1, alza ulteriormente il livello del suo gioco, ne mette 28 nella gara successiva e 20 nella decisiva vittoria al TD Garden che porta i Bucks sul 2-1. Dopo una Gara 4 da dimenticare (13p con 21% dal campo), si riconferma fondamentale in Gara 5. Giocatore che non si fa notare moltissimo in campo, ma capace di contribuire notevolmente al gioco della squadra in entrambe le metà del campo.

Eric Bledsoe 6.5 Nel corso della serie mostra alti e bassi, in Gara 1 e Gara 3 litiga col ferro (20% al tiro) mentre risulta decisivo nel secondo match con 21 punti e nelle ultime due partite, segnando 13 e 18 punti. Rimane l’interrogativo su quale sia il vero Bledsoe, ma se in serata riesce a far girare la squadra e non sfigurare in difesa.

Brook Lopez 4.5 Serie difficile per il lungo, fattosi notare per i suoi miglioramenti dall’arco durante la RS. In questa serie tira malissimo (22% da tre) e molto spesso Horford lo mette in difficoltà nel pitturato. Budenholzer se ne accorge e lo alterna con Ilyasova e Connaughton. L’unica prestazione degna di nota arriva in Gara 3, quando segna 10 punti.

Sterling Brown 4 Parte in quintetto in Gara 1, non dovrebbe far rimpiangere l’assenza di Brogdon, ma le sue prestazioni costringono Coach Bud a rivedere i suoi piani. Tira con il 14% dal campo e il suo contributo è quasi nullo. Nelle restanti partite si accomoda in panchina a favore di Mirotic e il suo minutaggio cala drasticamente.

George Hill 7 La sua esperienza da veterano è fondamentale per i giovani Bucks, così come il suo apporto dalla panchina quando Bledsoe non è in serata o deve rifiatare. In Gara due contribuisce alla W con 10 punti, mentre nella partita successiva ne mette 21 al TD Garden. Nei momenti decisivi risponde presente, chiude la serie con 14 punti di media, tirando con il 57% dal campo e il 47% dall’arco.

Nikola Mirotic 6 Chiamato a gestire clienti pericolosi come Tatum e Morris, non sfigura e, quando chiamato in causa, dà il suo contributo. Dopo l’avvio in panchina in Gara 1, entra stabilmente nel quintetto titolare segnando 13 punti nella fondamentale Gara 3 e mettendo a referto una doppia doppia (10p e 11rim) nella Gara che chiude la serie.

Ersan Ilyasova 5 Dovrebbe portare alla squadra rimbalzi e tiri da tre punti, in realtà il suo apporto è limitato in entrambi i casi, tira male (25% da tre) e soffre la fisicità di Horford e Morris. Budenholzer gli preferisce Connaughton, limitandone il minutaggio durante la serie.

Pat Connaughton 6.5 Dopo una Gara 1 da dimenticare, si riscatta nelle partite successive. Segna 14 punti in Gara 3 e si fa sentire soprattutto a rimbalzo dove il suo apporto è fondamentale, tanto da portare Budenholzer a preferirlo a Lopez e Ilyasova. Chiude la serie con 8 punti di media e 8 rimbalzi, brillando soprattutto per la sua tenacia e la sua grinta.

Malcolm Brogdon 6 Rientra per Gara 5, dopo aver saltato le precedenti partite per infortunio. Budenholzer gli regala 16 minuti in campo e lui risponde subito presente segnando 10 punti e contribuendo nella propria metà campo, mettendo in mostra quell’intensità difensiva che lo caratterizza e che tanto era mancata ai Bucks in Gara 1.

Mike Budenholzer 7 Rimette insieme i pezzi di un gruppo che dopo Gara 1 sembrava sul punto di crollare, trova le parole giuste per motivare i suoi ragazzi, insistendo sulla loro fame di vittorie e ergendo davanti a Boston un muro difensivo contro cui i Celtics vanno a sbattere ripetutamente, senza riuscire ad abbatterlo. Da vero allievo di Popovich si conferma un grande stratega e un altrettanto grande motivatore.

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