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Il Baskonia ha spiegato i motivi dietro il licenziamento di coach Paolo Galbiati

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Settimana scorsa Paolo Galbiati e il Baskonia si sono separati dopo poco più di una stagione: l’anno scorso, alla guida dei blaugrana, l’allenatore azzurro ha vinto la Copa del Rey per la prima volta dopo 17 anni. Una decisione da molti definita improvvisa, perché Vitoria era prima in Liga con ancora nessuna sconfitta, nonostante un rendimento sottotono in EuroLega, dov’è ultima con un record di 1-5. Al posto di Galbiati è stato richiamato Velimir Perasovic, già allenatore dei baschi dal 2005 al 2007 e nelle stagioni 2015-16 e 2018-19.

Oggi, a distanza di una settimana da quella decisione, il Baskonia ha spiegato le ragioni dietro l’esonero di Galbiati. A parlare è stato il DS Félix Fernández: “Galbiati in estate ci ha detto che voleva allenare il Barcellona, dopodiché abbiamo iniziato a notare una sconnessione dal resto del comparto sportivo del club. Non voleva Tedas (Sedekerskis, ndr) e due o tre altri giocatori, alcuni molto importanti per la nostra squadra. Abbiamo la sensazione che la squadra si sia spenta dopo la vittoria della Copa del Rey, non possiamo permetterci di dire addio all’EuroLega già al 10 ottobre”.

“Non ci siamo accordati col Barcellona perché volevamo tenere Galbiati, ma poi i suoi agenti sono venuti a chiedere un aumento per lui e un prolungamento del contratto di altri 2-3 anni” ha spiegato Félix. Col rifiuto del Baskonia, forte di un altro anno di contratto garantito per l’allenatore, il rapporto si sarebbe quindi definitivamente incrinato: Galbiati sarebbe diventato passivo nelle riunioni interne per la costruzione del roster, portando rapidamente ad un punto di non ritorno nei rapporti con il resto dell’area sportiva. Da qui la decisione di separarsi lo scorso 14 ottobre, all’indomani della sconfitta contro Dubai in EuroLega, dopo la quale il coach in conferenza stampa aveva ironizzato dicendo che al Baskonia servirebbero “i milioni” per poter competere nel torneo.

Francesco Manzi

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