Il pagellone di fine anno di Serie A: Grissin Bon Reggio Emilia

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Grissin Bon Reggio Emilia: 6,5

Si chiude l’annata di Reggio Emila. Un’annata di transizione, di una squadra che doveva rigettare le fondamenta dopo gli addii di Pietro Aradori e Achille Polonara la scorsa estate. Si prospettava un’annata completamente negativa, senza ambizioni dal momento che la squadra era (quasi) tutta nuova con molti volti giovani. Ed invece non è andata proprio così. E’ stata proprio la grinta e la voglia di onorare la maglia reggiana che ha spinto questi giovani giocatori, in primis un superlativo Amedeo Della Valle, a compiere imprese che in pochi si aspettavano ad inizio campionato.

Ma ripercorrendo le varie tappe del lungo (e impervio) cammino della squadra guidata da coach Menetti, balza subito all’occhio come siano state dolorose le 6 sconfitte iniziali. Sconfitte che potrebbero anche essere giustificate dal momento che la squadra era stata completamente rivoluzionaria, ma che per come si è risolto il campionato reggiano sicuramente hanno inciso in maniera negativa. Reggio ha trovato la prima vittoria in campionato alla settima giornata, l’11 novembre, dopo più di un mese dall’inizio dei giochi. Dopo la vittoria con Pistoia, Reggio è riuscita ad ingranare le marce e portarsi a casa delle vittorie preziose. Nel frattempo iniziava il cammino in Eurocup dove alla fine della fase a gironi Reggio è riuscita a qualificarsi alla fase successiva grazie ad un’ottima prestazione contro la corazzata tedesca del Bayern Monaco (9-1 di record, unica sconfitta inflitta dai reggiani). L’anno nuovo inizia con una vittoria seguita da tre sconfitte consecutive in poco meno di una settimana tra campionato e coppa. Il percorso continua con alti e bassi per i due mesi successivi, dove i giocatori di Menetti non riescono a qualificarsi per le Final Eight di Coppa Italia. Poi a marzo Reggio ha avuto l’opportunità di giocare eventi importanti per migliorare la propria stagione. Per quanto riguarda la coppa, Reggio è riuscita a raggiungere una storica semifinale contro i russi del Lokomotiv Krasnodar. Per il campionato invece Reggio ha subito diverse sconfitte con dirette pretendenti playoff (Milano-Brescia-Venezia-Cremona per citarne qualcuna) è ciò ha chiuso il discorso playoff in anticipo.

Sono tre quelli che considero i principali punti di svolta della stagione reggiana: il primo è la prima vittoria in campionato contro Pistoia con un (imbarazzante) punteggio di 90-42; il secondo è la vittoria inaspettata del 27 dicembre sulla corazzata del Bayern Monaco; il terzo è (come si può ben immaginare) la vittoria nella serie dei quarti di finale di Eurocup contro lo Zenit di San Pietroburgo. Punti di svolta che hanno avuto significati ed importanza diversi. La prima vittoria serviva a sbloccare una squadra rimasta fino ad ora bloccata senza mai esser riuscita a portare a casa la vittoria. La vittoria sul Bayern invece è fondamentale per il cammino in Eurocup dal momento che grazie a quella vittoria Reggio è potuta accedere alla fase finale della competizione. Il terzo momento, invece, è il punto più alto della stagione reggiana, che è riuscita prima a qualificarsi per i quarti di finale di Eurocup, poi, grazie alla vittoria con lo Zenit, a entrare tra le quattro potenze di questa competizione.

In linea generale tutta la squadra si è dimostrata presente, anche se discontinuamente. Mentre Amedeo Della Valle ha giocato per tutta la stagione una pallacanestro sopraffine (con il rimpianto di quell’infortunio alla schiene sul finale di stagione), nel reparto guardi inizialmente era apparso molto convincente il giovane Garrett Nevels che però lentamente ha lasciato il posto ad un’importantissimo Chris Wright, autore di un finale di stagione da vero trascinatore. Anche il veterano Llompart si è rivelato utile alla causa, ma forse da un giocatore della sua esperienza, come d’altronde White e Markoishvili, ci si aspettava qualcosina di più nei momenti più bui. Julian Wright e Cervi, due lunghi completamente diversi,  hanno portato punti preziosi soprattutto in Eurocup, nonostante abbiano “sporcato” le loro prestazioni con qualche sbavatura di troppo. Jalen Reynolds sta forse esplodendo in questo momento e le sue ultime prestazioni ne sono una prova evidente, nel finale di stagione ha dimostrato quanto vale. De Vico è stato impiegato con il contagocce da coach Menetti ma nelle ultime apparizioni ha dimostrato di essere un ottimo giocatore su entrambi i lati del campo. Candi e Mussini li lascio volutamente per ultimi. Non perchè non siano stati utili, ma perchè saranno la Reggio del futuro. La squadra di via Guasco proverà (e siamo sicuri che ce la farà) a rigettare le fondamenta per una squadra solida e compatta come quella degli anni passati, proprio con questi due giovani. Questo è un segnale positivo per tutto il panorama italiano, dal momento che piuttosto che investire su stranieri o consumati veterani verso il tramonto, si preferisce puntare sui giovani, per provare a costruire una “dinastia” che possa perdurare nel tempo portando solidità e coerenza al progetto reggiano.

Ovviamente il voto finale non può essere quello degli ultimi tre anni, poichè il 12esimo posto in campionato pesa come un macigno. Il 6,5 va soprattutto alla cavalcata in Eurocup e anche al coraggio e alla grinta del solito Menetti, che si rivela anno dopo anno di fondamentale importanza per la Grissin Bon.

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