QF, le pagelle della serie tra Milano-Cantù: gli ex Cinciarini e Micov, aiutati da Goudelock, affondano Culpepper e Thomas

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OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

Andrew Goudelock: 7.5. È l’uomo decisivo di gara-3 con le sue 6 triple, a riscattare una gara2 anomala per lui, con solo 2 punti a referto. È sempre però presente nella serie, presente in attacco, coinvolge amche i compagni, ma soprattutto a sorprendere è l’atteggiamento difensivo tenuto sia su Smith che su Culpepper in tutte le gare, cosa raramente vista quest’anno. Una piacevole sorpresa e un ottimo inizio di playoff.

Vladimir Micov: 8. Nelle 2 gare al Forum è semplicemente perfetto: ogni scelta offensiva è quella giusta; da il là al dominio di gara-1 e chiude definitivamente gara-2, cacciando indietro l’ultimo tentativo di rimonta canturina. Un po’ di calo in gara-3, non trova il canestro ma fa girare benissimo la palla. MVP indiscusso della serie.

Davide Pascolo: 6.5. Trova più il campo rispetto al campionato e, come sempre, risulta essere duttile e prezioso con le sue giocate. Il suo coast-to-coast di gara-2 è probabilmente la giocata più bella dell’intera serie; sembra essersi un minimo ritrovato e per Milano ciò è fondamentale.

Kaleb Tarczewski: 7. La sfida con Thomas è affascinante e piena di colpi sotto canestro. Sfiora la doppia doppia in gara-2, difende benissimo in gara-3, mostrandosi sempre più fondamentale per questa squadra.

Mindaugas Kuzminskas: 7-. Diciamo la verità, da quando è arrivato si è vista una bruttissima controfigura del giocatore che tutti conoscevamo, il che ha fatto sorgere molti dubbi sul suo acquisto. Invece con Cantù attacca dal primo minuto di gara-1, sempre vivo nel match, lotta anche in difesa, chiude con 35 punti complessivi nella serie, seppur con qualche sbavatura di troppo, soprattutto nella sifda di Fesio. Ma pare il Kuz visto in precedenza e questo per l’Olimpia è un vantaggio indescrivibile.

Andrea Cinciarini: 7.5. Condottiero milanese, gran cuore di capitano, indica la strada da percorrere in gara-1, dominando letteralmente il match (record stagione di punti, 15) e distribuendo assist a ripetizione.  È l’anima della squadra assieme a Micov e, difatti, il suo calo in gara-3 è coinciso con forse l’unico momento negativo di Milano su 120 minuti, ma ciò non cancella una serie di quarti ai limiti della perfezione.

Cusin, Abass: s.v. Piccoli scampoli di gioco, ormai è chiaro che il loro utilizzo è limitato solamente ai momenti di garbage time.

Dairis Bertans: 7. Altro giocatore che sembra rinato in questi playoff: 3 gare su 3 in doppia cifra, un 9/12 da 3 complessivo pauroso e soprattutto gli 8 punti consecutivi decisivi in gara-3 per schiantare definitivamente Cantù. Sembra palese che senza Theodore anche lui riesca a prendersi più tiri, costruiti adeguatamente; poi bisogna metterli e Bertans in questi 3 match lo ha fatto egregiamente.

Curtis Jerrells: 6.5. Una serie in crescendo per Curtis, iniziata abbastanza male in gara1, ma terminata nel migliore dei modi (6 assist in gara3), nonostante con lui in campo l’attacco viaggi sempre a ritmi inferiori rispetto a quando c’è Cinciarini. Mette comunque i suoi soliti canestri pesanti, difende da mastino quale è e porta il giusto contributo alla causa.

Arturas Gudaitis: 7. Esce Tarczewski, entra lui, e sotto canestro per Milano non cambia nulla. Come sempre è un rebus per tutti: prende rimbalzi a dismisura, guadagna liberi su liberi, stoppa chiunque. Una coppia di pivot così in Italia, se sfruttata a dovere, risulta semplicemente illegale.

All. Simone Pianigiani: 7. È arrivato a questa serie playoff con 3 sconfitte nelle ultime 4 giornate, ne esce con un 3-0 netto come non mai, forse inaspettato visto il momento milanese (ma non impronosticabile per quanto recitano i roster delle squadre) ma assolutamente meritato. Ormai ha fatto capire le gerarchie per questi playoff: M’Baye e Theodore saranno spettatori e questo pare aver dato alla squadra un’importante segnale, dando fiducia ai 12 che scendono sul parquet, che sembrano trovarsi bene su tutti i 28 metri del campo. Si guadagna la semifinale con Brescia, ritrova sicuramente morale e fiducia e anche l’appoggio di un pubblico rimasto freddissimo per tutto l’anno. Ora Pianigiani e questa Milano devono continuare quanto fatto con Cantù.

A CURA DI LUCA CONSOLATI

RED OCTOBER CANTÙ

Jaime Smith: 5. La vera delusione di questa serie playoff. Il playmaker ha giocato una regular season di altissimo livello, dimostrando uno dei migliori nel proprio ruolo di tutta la Lega e arrivando alle luci della ribalta europea. In gara-1 tutto sommato fa il suo, realizzando 17 punti, ma il -32 è comunque un divario importantissimo, mentre stecca gara-2 e gara-3, soprattutto la seconda, segnando il primo canestro dal campo al 39′. Per poter competere, la Red October avrebbe avuto bisogno del solito Smith da oltre 13 punti di media, se non forse qualcosa in più.

Randy Culpepper: 7.5. Il migliore di questo quarto di finale per i canturini. Conduce i suoi sia nell’ultima partita al Forum sia in quella di ieri al PalaDesio. Ha chiuso questa serie a più di 19 punti per allacciata di scarpe, giocando praticamente sempre, e forse questo ha influito sulle sue basse percentuali ai liberi.

David Reginald Cournooh: 6.5. Stagione fatta di luci ed ombre, complice i problemi al tiro dalla lunga distanza ma in questi playoff si è davvero ben comportato, soprattutto in difesa, provando a limitare Jerrells e Goudelock e in parte riuscendoci.

Andrea Crosariol: S.V. Gioca solo gara-1, poi però non si vede più, si dice a causa di una febbre molto alta, anche se alcune voci di corridoio parlano di altro.

Jeremy Chappell: 6. Fa veramente il possibile e, certe volte, anche l’impossibile. Il giocatore più piccolo che deve marcare è Vlado Micov, che è comunque più grosso di lui, figuratevi quando si è trovato davanti Kuzminskas. Piange sul parquet del PalaDesio insieme a Culpepper e questo dimostra il peso degli uomini di cui stiamo parlando.

Christian Burns: 6.5. Viene da un’annata chiusa in doppia doppia di media ma la presenza ingombrante di Gudaitis e Tarczewski non gli permettono di mantenere quelle cifre, tranne in gara-2, terminata a 18+11. Nonostante sia promesso sposo di Milano, ciò non si è mai nemmeno dubitato per un secondo sul parquet.

Charles Thomas: 7. È un giocatore molto vistoso, con i gesti dell’arciere o con quei suoi baci sul bicipite. Ma è anche un giocatore concreto, che ha tante frecce al suo arco, per rimanere in tema: sa tirare dalla lunga distanza, sa andare al ferro di forza e sa discretamente mettere la palla per terra. Una bella scoperta per il nostro campionato.

Perry Ellis: 4.5. Totalmente fuori contesto. Nelle prime due partite sembra un pesce fuor d’acqua mentre nella terza fa vedere sprazzi di talento ma veramente troppo poco, soprattutto contro i lunghi milanesi.

All. Marco Sodini: 7. Cosa si può dire di più ad un neofita della Serie A e dei playoff? Tolta gara-1, dove Milano ha giocato la partita perfetta, è sempre stato in partita, forse non dando mai l’idea di poter strappare un match, ma obbligando sempre l’Olimpia a non spegnere totalmente la luce per non incorrere in brutti scherzi.

A CURA DI ALESSANDRO SARACENO

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