Italiani d’America #2: i tre italiani giocano bene ma solo gli Spurs di Belinelli vincono!

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bargnani Come lunedì scorso siamo qui per analizzare la settimana appena finita per i nostri tre italiani d’oltreoceano. Iniziamo questa volta da colui che riteniamo abbia fatto il miglioramento nelle proprie prestazioni personali, stiamo parlando di Andrea Bargnani.

Situazione complicata per l’ex Toronto Raptors, visto che la sua squadra è in crisi e ad est è la dodicesima. Tuttavia per Bargnani durante questa settimana sono arrivati dei buoni risultati: appena arrivato a New York è stato criticato sia dai newyorkesi sia dagli italiani per la sua scarsa capacità di catturare rimbalzi, questa settimana il #77 dei Knicks è riuscito a migliorare arrivando a catturarne 8 di media, rispetto ai 3 d’inizio stagione. Dal punto di vista offensivo anche la media punti a partita è nettamente migliorata, passando da 11 a 20. Nelle partite giocate questa settimana i Knicks prima hanno vinto contro gli Hawks, dopo è arrivata la sconfitta al Madison contro i Rockets e successivamente, sempre al Madison, gli Hawks anche vinto di 20. Un dato personale positivo per Bargnani è questo: l’unica volta che i Knicks hanno vinto è stato grazie alla sua prima doppia-doppia stagione con 20 punti e 11 rimbalzi. Questo fa capire che l’italiano c’è, ha voglia di giocare e vuole riscattarsi a New York.

datome

Adesso passiamo ad analizzare la settimana di Gigi Datome. Per l’ultimo arrivato in Nba il discorso è analogo a quello di Bargnani, cioè quello di un giocatore che ha voglia di dimostrare il suo valore, si sta impegnando per stupire coach, compagni e tifosi, ma la squadra non riesce a vincere. I Detroit Pistons hanno lo stesso record dei Knicks, un misero 3-6, troppo poco per una squadra che d’estate è riuscita a strappare grandi firme, una su tutte quella del nostro capitano azzurro. In questa settimana la sua squadra ha giocato tre partite e il suo coach ha deciso di concedere, anche se assai limitato, spazio a Datome. Brutta spedizione in California dove i Pistons hanno trovato la vittoria solo una volta: contro i Warriors è arrivata una pesante sconfitta, nei minuti finali c’è stato spazio per Gigione che in 17 minuti ha collezionato 10 punti tirando dal campo col 67%.  Due giorni dopo a Sacramento è arrivata una vittoria grazie a un sofferto 97-90: qui c’è poco da dire visto che gli è stato concesso un solo minuto anche se Datome ha realizzato due punti. L’ultima partita di questo ciclo in CA è stata quella di stanotte contro i Lakers dove in 6 minuti di spazio sul parquet l’italiano non è riuscito ad andare a referto, ma può vantare di un plus/minus +10.

All’appello manca colui che si è già inserito bene nella propria nuova squadra e che è Ovest è prima, stiamo parlando di Marco Belinelli. I suoi San Antonio Spurs arrivano da una striscia di 7 vittorie consecutive guidate da un coach Popovich che non concede a nessuno più di 35 minuti a partita sul parquet. Come detto anche nell’articolo precedente il Beli sta giocando molto bene a San Antonio, aiutato dal sistema di gioco che avvantaggia le proprie caratteristiche, ossia lo specialista da tre punti. Tiratore che nelle ultime tre gare, tutte vinte, sta sparando col 54 % dal campo.

Boris Diaw, Marco Belinelli, Manu Ginobili, Patty MillsSquadra che difende, corre e segna, Marco quest’ultima cosa la sa fare molto bene nelle situazioni offensive che lo riguardano con oltre 8 punti di media a partita. Questi punti possono sembrare poco, anche se in realtà non lo sono visto che in media questa settimana ha giocato 19 minuti e tirato, come detto prima, col 54%. Oltre a segnare si impegna anche a creare gioco e soluzioni per i suoi compagni, e questo lo dimostrano le statistiche di queste ultime tre gare con 3 assist e mezzo a partita distribuiti. Complessivamente dalle mani del Beli vengono generati circa 16 punti a gara.

Finisce qui il secondo articolo di questa rubrica, sperando che vi sia piaciuta vi invitiamo a continuare a seguirci.

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Alberto Magarini

 

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