Italiani d’America: il Beli è decollato

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Nuovo appuntamento con Italiani d’America, la rubrica che vi tiene settimanalmente aggiornati sulle prestazioni dei quattro rappresentanti del basket nostrano in Nba. Sette giorni fa vi avevamo lasciato con tutti i nostri giocatori in difficoltà, incapaci di trovare continuità di rendimento e di dare una svolta definitiva e positiva alla loro stagione.

Per la maggior parte di loro questa situazione di stallo prosegue ancora imperterrita, mentre il solito Marco Belinelli, sempre più ancora di salvataggio del nostro basket negli States, ha dato vita ad un filotto di ottime prestazioni, in grado di rilanciarlo in maniera prepotente. Dopo la bella sfida di sabato vinta in quel di Memphis, dai suoi Spurs, con ben 6 punti a referto, l’ex giocatore di Bologna ha chiuso in doppia cifra e con ottime percentuali le tre partite successive. Contro Minnesota è subito avvenuto l’exploit più sorprendente grazie ai 20 punti collezionati e ai 6 assist smistati, trovando delle percentuali invidiabili dal campo: 7/12 con tanto di 4/6 da dietro l’arco e un bellissimo buzzer-beater a fine secondo quarto. Se contro la franchigia di Minneapolis la contesa era stata una sorta di passeggiata di salute per gli Speroni, la medesima cosa non si può dire per la partita successiva contro Utah, che ha visto la truppa di Popovich sorprendentemente sconfitta. Belinelli è riuscito però a destreggiarsi in maniera più che discreta anche in un contesto più complicato, avendo raggiunto i 13 punti con 5/9 dal campo e 4 rimbalzi annessi. Nella partita a senso unico disputata, in ultimo, contro i New York Knicks, la guardia ha potuto continuare a mettersi in mostra, poiché che i big erano stati lasciati saggiamente a riposo; il responso del parquet è stato più che positivo: 22 punti uscendo sempre dalla panchina e miglior marcatore dei suoi con 6/13 dal campo e un bottino pieno da fuori, 3/3. Le medie globali delle ultime tre sfide lo hanno visto chiudere a 18.3 punti, 53% dal campo e 64% da 3. Sebbene abbia ormai dimostrato il suo valore, la sua importanza, la sua capacità di rivalsa, sia in un contesto singolo, che all’interno di un collettivo ben organizzato, Belinelli è ancora l’uomo che più tiene alto l’orgoglio italiano nella lega più importante del mondo. Un onore e una gioia non da poco per chi, nei primi 3 anni di carriera americana, vedeva il campo con il contagocce. La voglia di confermarsi è tanta, così come quella degli Spurs, desiderosi di raggiungere il primo back to back della loro storia e salutare, come si deve, la leggendaria epoca di Duncan e compagnia. Belinelli, fra l’altro, sarà free agent a fine stagione e il suo obiettivo è quello di meritare il rinnovo di contratto o, in caso contrario, la proposta di un nuovo contratto più soddisfacente.

Grande settimana per Belinelli
Grande settimana per Belinelli

Datome e Bargnani proseguono coi loro problemi di natura tecnica e fisica e si tengono ancora troppo distanti dal gioco e dal campo. Un bene visto che non possono accusarsi degli scempi messi in mostra dai loro team, Detroit e New York, ma anche un male perché non possiamo permetterci di avere in Nazionale, nell’ottica di Eurobasket 2005, due giocatori fondamentali, ma poco in forma e arrugginiti.

Chi in forma ancora non riesce ad entrarci del tutto è Danilo Gallinari, ala dei Denver Nuggets. L’ex talento di Milano ha toccato nell’ultima settimana il punto più basso dopo il rientro dall’infortunio. I 7 punti contro Washington di sabato scorso si sono rivelati il bottino migliore, oltre che l’unico. Infatti, il Gallo non è riuscito ad iscriversi al tabellino nelle due successive partite contro Atlanta e Toronto, stando fra l’altro per pochissimi minuti in campo. A peggiorare la situazione è arrivato un nuovo stop precauzionale per via del consueto ginocchio. Ha già saltato la sfida con gli Heat e si appresta a non prender parte alle prossime due gare, sperando che ciò lo aiuti a riacquistare uno stato di forma migliore. Il momento è però difficile e, come detto dal diretto interessato al Denver Post, il fatto di partire dalla panchina e non avere più il posto da titolare lo sta frenando nella sua crescita e ripresa. Shaw si è mostrato però categorico, affermando che fino a quando Wilson Chandler si esprimerà a determinati livelli, il posto da ala piccola in quintetto continuerà ad essere suo.

Problemi fisici e scelte tecniche: Gallinari sembra essere la sintesi di quanto accade sia a Bargnani che a Datome. Il rammarico per il popolo italiano è tanto ma, nel frattempo, ci gustiamo un nuovo grande Beli. Tanto per cambiare.

 

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