L’Italbasket è la grande nazionale europea più perdente degli ultimi 20 anni

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Un titolo che può sembra provocatorio ma è una mera esposizione dei fatti. Perché i risultati nello sport potranno non essere tutto ma a livello professionistico rappresentano molto, al di là delle ipocrisie attivabili secondo convenienza.

L’Italia del basket non arriva alla semifinale di un grande torneo (Olimpiadi, Mondiali o Europei) dal 2004. L’ultimo acuto del nostro movimento a livello senior maschile è l’argento di Atene 2004: molti degli appassionati attuali non erano neanche nati e tanti altri non possono ricordarsi le gesta dei vari Basile, Galanda, Bulleri e di un Pozzecco in una veste ben diversa da quella attuale.

Questi sono i successi più recenti delle altre grandi nazionali europee, includendo nell’elenco anche Paesi con una tradizione cestistica molto meno radicata della nostra.

  • Spagna: Oro Europei 2022
  • Francia: Argento Olimpiadi 2024
  • Germania: Oro Europei 2025
  • Polonia: Semifinali Europei 2022
  • Finlandia: Semifinali Europei 2025
  • Slovenia: Oro Europei 2017
  • Grecia: Bronzo Europei 2025
  • Turchia: Argento Europei 2025
  • Lituania: Argento Europei 2015
  • Croazia: Semifinale Europei 2013
  • Serbia: Bronzo Olimpiadi 2024
  • Russia: Bronzo Olimpiadi 2012
  • Macedonia del Nord: Semifinali Europei 2011

Il nostro miglior risultato degli ultimi 20 anni, i quarti di finale, è uguale a quello di Georgia (Eurobasket 2025), Repubblica Ceca (Mondiali 2019), Ucraina (Europei 2013 battendoci agli ottavi) e Lettonia (che nei Mondiali 2023 ci ha superato nella finalina per il quinto posto).

Fra le nazionali che ci siamo lasciati dietro “spiccano” (si fa per dire) Bosnia, Montenegro e Israele che non sono mai arrivate ai quarti in questo lasso di tempo. Paesi la cui popolazione sommata ammonta a circa un quarto di quella italiana. Senza tenere in considerazione le varie Belgio, Portogallo, Svezia, Paesi Bassi, Estonia, Islanda e Gran Bretagna. Considerazioni impietose che ci parlano di un’Italbasket rimasta nell’ombra per due decadi con la splendida eccezione del PreOlimpico di Belgrado. Una grandissima impresa da non sminuire ma troppo poco nell’arco di 20 anni.

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