NBA Preview: Detroit Pistons, PO o nulla nella stagione dell’ennesima ricostruzione

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Detroit Pistons

Undicesimi ad Est nel 2012-13 (29-53)

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Roster :

Brandon Jennins, Will Bynum, Peyton Siva/ Rodney Stuckey, Chauncey Billups, Kentavious Caldwell-Pope/Josh Smith, Kyle Singler, Luigi Datome/Greg Monroe, Jonas Jerebko, Charlie Villanueva, Tony Mitchell/Andre Drummond, Josh Harrelson

La stella: Josh Smith

Parecchi la indicano come “La” sorpresa della stagione a venire. Come dar loro torto. I Detroit Pistons sono una delle squadre che è uscita dal mercato con più talento guadagnato rispetto alla stagione precedente. Acquistati, su tutti, Brandon Jennings e Josh Smith. Ma come? J-Smoove?! Proprio nell’anno in cui si spera di consacrare Monroe e Drummond come nuovi Wallaces?! Ebbene sì, Dumars non ha badato né ad aspetti tecnici né ad aspetti economici sul mercato dei free-agent ed ha spostato il mirino grosso su Josh Smith. Tuttavia non è in pericolo la crescita della coppia Monroe-Drummond. Per fortuna. Sicuramente si partirà con Smith in quintetto a fare l’ala piccola. Naturalmente saranno enormi (e dico ENORMI) i problemi di spaziature fra i tre lunghi, sopratutto perché nessuno dei tre ha un jumper affidabilissimo dalla media-lunga distanza. Ma questo è un affare che deve sbrigare il buon Cheeks (nuovo coach) . Fatto sta che Smith dovrà adattarsi a stare un po’ più lontano dal canestro in molte più occasioni. Serviranno come il pane jumpshots, triple e difesa da parte sua.

bildeL’arma in più: Andre Drummond

Dopo l’anno da rookie che l’ha battezzato come un signor giocatore difensivo dalla panchina dietro Maxiell, quest’anno riceverà i gradi del titolare in posizione di centro. Come compagno di merenda l’adorato Greg Monroe. Uno super nell’evitare i canestri agli avversari, a saltare, a schiacciare; l’altro superbo nel passaggio da post alto ed in generale in post basso offensivo (da rivedere il post basso difensivo). Hanno tutte le carte in regola per completarsi e diventare una delle coppie di lunghi più temute della lega. Basti pensare che, lo scorso anno, con la “sola” coppia Maxiell-Monroe (ed Andre dalla panchina), i Pistoni si sono classificati 8° come squadra con miglior percentuale di rimbalzo offensivo da tiro in attacco (il 28.3% delle volte arrivava l’offensive rebound) ed ottenuto 12.1 OR di media. Quest’anno, oltre all’upgrade nel promuovere Drummond a starter e sbolognare il buon Maxiell, sono arrivati altri due signori rimbalzisti come Josh Smith e Caldwell Pope. Ecco, appunto: Kentavious Caldwell-Pope. Sono stato indeciso fino all’ultimo secondo se affidare al rookie prodotto dei Georgia Bulldogs od a Drummond il premio di “arma in più”. La G/AP può veramente essere il jolly della stagione, il 6° uomo inaspettato. In allenamento si gioca tanto nella sfida interna con Stuckey e Billups. Tre potenziali titolari. KCP ha tutto per diventare una signora G: l’anno scorso ha chiuso la stagione in NCAA con 2.6 triple di media, 7.1 rimbalzi di media e 2 steals di media. E’ alto, veloce, fisico. Deve sicuramente migliorare in difesa e deve apprendere appieno il “know how” dell’NBA ma, nel corso della stagione, ci punto qualche euro, potremmo davvero apprezzarlo. Dovrà puntare sul tiro da fuori e non sulla penetrazione se vorrà far parte dello starting-five: non è in discussione, infatti, che i Pistons, almeno in posizione di G, abbiano disperato bisogno di un tiratore e non di un altro giocatore abile in penetrazione.

Il coach: Maurice Cheeks

Mandato via Lawrence Frank, incapace di far resuscitare la fenice dalle ceneri del post Bad-Boys, è stato chiamato in panchina l’ex giocatore dei Philadelphia 76ers Maurice Cheeks. Cheeks ricopriva il ruolo di vice allenatore in quel di OKC da qualche anno (dal 2009) ma prima era stato anche head coach di Portland (2001-2005) e della stessa Philadelphia (2005-08). Con Phila è stato capace di raggiungere i Playoffs alla terza stagione nonostante le stelle Iverson e Webber fossero belle che andate. Nei due anni antecedenti, invece, Cheeks non era riuscito a portare la squadra della città dell’amore a giocare in post-season. Assistente il messia Rasheed Wallace. Ci aspettiamo almeno 5 espulsioni da Big Sheed.

Brandon Jennings e Josh Smith, i nuovi acquisti principali dei Pistons
Brandon Jennings e Josh Smith, i nuovi acquisti principali dei Pistons

Il mercato: addirittura otto nuovi arrivi

Come già annunciato, i Pistons, sono state una delle squadre più attive sul mercato. Ben 8 giocatori nuovi di zecca nel roster. Gli acquisti più eclatanti sono senz’altro quelli di Josh Smith (FA) e Brandon Jennings (acquistato dai Milwaukee Bucks in cambio di Brandon Knight – di cui prenderà il posto anche in quintetto – e Middleton). Sono arrivati anche il nostrano Gigi Datome dall’Italia (deve necessariamente fare apprendistato – difensivo sopratutto – prima di poter rompere la rotazione), Chauncey Billups (FA, sarà il back-up di Jennings ma occhio alla prospettiva di G titolare. Di certo però non è più quel Billups che i Pistons li ha lasciati, nel 2008, ma è un giocatore intelligente ed estremamente fragile, vedi le 106 partite saltate in due stagioni) e Josh Harrelson (FA). Lasciano MoTown gli emblemi del fallimento dell’ultima ricostruzione: Maggette (svincolato) ed appunto Knight (Milwaukee). Via anche Kratsov (a Phoenix) e Maxiell (ad Orlando). La più grande cessione è stato però quella di Calderòn, forse più utile e meno testa calda di quel Jennings che partirà titolare. Lo spagnolo lascia Detroit e se ne va a Dallas senza tanto clamore. Ma, almeno io, sono sicuro che sarebbe stato molto più funzionale al nuovo sistema di quanto possa esserlo un Jennings che ha bisogno di tiri ed attenzioni per sentirsi appagato. Draftati Tony Mithcell (ala grande che difficilmente vedrà il campo, parte dietro Monroe ed i più esperti Villanueva e Jerebko), Caldwell-Pope (può essere la rivelazione ma – ripetiamo – deve fare all-in e diventare, almeno in quest’anno della sua carriera, uno spot-up shooter) e Peyton Siva (mascotte in spogliatoio, discreta point-guard che può dire la sua).

Aspettative:

Quest’anno, dopo le Big 5 (Miami, Indiana, NY, Brooklyn e Chicago), ci si gioca solamente i restanti tre posti del tabellone dei Playoffs. Quattro le candidate principali per tre posti disponibili: Detroit, Washington, Cleveland e Toronto. I Pistons hanno l’obbligo di tornare ai PO (che mancano dal 2004) dopo il mercato che hanno fatto . Dal 6° posto all’8° va tutto bene, ma fallire l’entrata alla post-season sarebbe un fallimento macroscopico.

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