Raptors-76ers, le pagelle: Kawhi show! Embiid e Butler i migliori tra le fila di coach Brown

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Toronto Raptors

Kawhi Leonard, 9: F-A-V-O-L-O-S-O! Gioca una prima parte della serie con delle cifre irreali, tirando 16/23 in gara 1 e 12/20 in gara 4. Kawhi è il motore di questa squadra e ha saputo trascinare i suoi compagni nei tanti momenti di buio offensivo che i Raptors hanno sofferto durante la serie. Mette il punto esclamativo nella partita più importante, realizzando 40 punti su 92 di squadra e segnando un canestro tanto fortunato quando decisivo. Mostra lampi di onnipotenza su entrambi i lati del campo, con giocate e movimenti da cyborg, così come non manca mai un ottimo rendimento difensivo su chiunque sia costretto a marcare. Termina a quasi 35 di media, con un True shooting del 63,4% e 9.9 rimbalzi, a cui bisogna aggiungere la solita leadership silenziosa che fa sognare i tifosi canadesi.

Pascal Siakam, 8: la maturità raggiunta durante questi playoff è qualcosa di strabiliante. Esordisce nella serie con 29 punti mandando a segno 12 tiri su 15 tentativi: mette in grossa difficoltà la difesa dei 76ers e chiude sopra quota 20 in altre quattro partite. In gara 4 è palesemente condizionato dall’infortunio occorso nella sfida precedente e fatica a trovare continuità (2/10 al tiro), ma si riscatta mandando in crisi la marcatura di Embiid nelle partite successive. Chiude con appena il 23,5% dall’arco, ma non manca mai per impegno ed energia su entrambi i lati del campo, facendo registrare anche 2 recuperi di media.

Kyle Lowry, 7,5: serie giocata in modo molto maturo dal playmaker dei Raptors. Lowry fatica a trovare ritmo in attacco in gara 1 e in gara 3 (6/20 al tiro, 0/8 dall’arco) e decide quindi di fare la differenza nella propria metà di campo. Non riesce mai ad essere incisivo da tre (23%), ma impara a venire fuori nei momenti più importanti e chiude con una discreta prova a 360 gradi: mette a segno 13 punti di media, a cui si aggiungono 6 assist, oltre 5 rimbalzi e un numero non definito di sfondamenti presi. Servirà il miglior Lowry contro Milwaukee, perché quando il numero #7 gira (23 punti di Net Rating nelle 4 partite vinte) la squadra sembra correre forte (-17 punti invece nelle sconfitte contro Phila).

Marc Gasol, 6,5: sono ben lontani i tempi in cui il lungo spagnolo era il fulcro dell’attacco dei Memphis Grizzlies, nonostante tutto anche questa nuova versione di Gasol non è affatto da scartare. Appena 8.7 punti di media, con l’exploit in gara 4 da 16 punti (7/13), e poco più di 5 rimbalzi, ma il suo IQ cestistico e la sua lettura del campo regala alcune giocate preziose (anche nella metà-campo difensiva): non a caso la palla gli passa spesso tra le mani in fase di impostazione. Contiene molto bene Embiid nelle prime due sfide casalinghe e cerca sempre di togliergli lo spazio, facendo una discreta figura nonostante le prestazioni del centro avversario.

Danny Green, 6: quinto giocatore di discreto livello per un quintetto nba. Disputa un’ottima gara 5, realizzando 17 punti frutto di 5 triple: pecca di continuità al tiro (36% dal campo), ma si dimostra ancora una volta un ottimo difensore lontano e sulla palla. Gioca 30 minuti in gara 7 provando appena 3 tentativi: sarebbe importante per lui riuscire a dare un contributo sempre più costante nel prosieguo dei playoff.

Fred VanVleet, 4: assente ingiustificato per tutte e sette le sfide con Philadelphia. Con una rotazione corta come quella dei Raptors il suo contributo deve essere imprescindibile per dare freschezza all’attacco di coach Nurse. Un fantasma in quasi tutte le gare: 3 canestri realizzati su 24 tentativi, appena 1/14 da tre punti e 87.4 punti di offensive rating. L’atteggiamento di gara 7 ha lasciato intravedere qualche segnale di riscatto, ma servirà ben altro.

Serge Ibaka, 7: prestazione in crescendo per lui dopo un impatto piuttosto negativo nella serie. In difesa si dimostra uno dei migliori di tutti i Raptors (94 punti di defensive rating, 87 nelle 4 vittorie), ad eccezione di gara 2 dove si ritrova completamente in balia di Embiid e chiude con 4 falli dopo appena 13 minuti. Da gara 4 realizza 12 punti di media, con un’ottima prova in gara 7: 17 punti e 8 rimbalzi, tirando 6/10 dal campo, con canestri pesantissimi nel finale soprattutto dall’arco (3 su 5, gli unici canestri da tre nella serie).

Powel: s.v.

Coach Nurse, 7: alla sua prima esperienza da head coach si sta dimostrando un discreto allenatore. Paga la totale assenza di VanVleet in questa serie e la mancanza di alternative dalla panchina, fatta eccezione per Ibaka. Per contrastare la fisicità dei 76ers lascia in campo un quintetto enorme con Leonard-Siakam-Ibaka-Gasol nel finale di gara 7 (16 rimbalzi offensivi contro i 5 di Philadelphia) e strappa le finali di Conference. Contro Milwaukee sarà fondamentale trovare forze fresche tra le riserve, nella speranza che Powell e lo stesso VanVleet ritrovino la forma per alimentare un attacco che ha vissuto troppi momenti di buio: sarà fondamentale inoltre la squadra mantenga una prova difensiva di alto livello.

 

Philadelphia 76ers

Joel Embiid, 8: giocatore fondamentale e imprescindibile per i suoi 76ers. Purtroppo i soliti infortuni e la febbre lo condizionano anche durante questa serie, ma quando sano è determinante: nelle tre vittorie conquistate da Phila, Embiid ha fattore registrare la bellezza di 44 punti di Net Rating, risultando tanto decisivo in attacco (122 di Offensive Rating), quanto in difesa. In gara 3 riscatta le due brutte prove precedenti (7/25 al tiro) con una doppia doppia da 33 punti e 10 rimbalzi, a cui aggiunge ben 5 stoppate. Si assume la colpa della sconfitta in gara 7, nonostante 21 punti e 11 rimbalzi. Termina con un discutibile 36% dal campo e l’impressione che debba ancora migliorare molto nelle letture di gioco, ma rimane uno dei primi tre centri della Lega se sano e anche contro i Raptors ha mostrato lampi di livello inestimabile.

Ben Simmons, 7: giocatore indecifrabile. Gioca una serie molto matura, perché accetta il fatto di non poter essere la prima o la seconda opzione offensiva di questi 76ers a causa delle sue carenze a questi livelli: questo non gli impedisce di realizzare 11 punti di media, trascinando i suoi in gara 6 con 21 punti, 8 rimbalzi e 6 assist. Simmons si dimostra molto intelligente e sfrutta al massimo le poche occasioni che Toronto gli concede, giocando sulle penetrazioni e chiudendo la serie sopra il 62% dal campo. Non sfigura nemmeno in difesa, dove si rivela più adatto a marcare Kawhi rispetto Harris o Butler.

Jimmy Butler, 8: si può dire di tutto e di più su Butler, ma è stato senza dubbio il giocatore più continuo della sua squadra. Si carica i 76ers sulle spalle per tutta la serie e sembra quasi godere nel trovarsi in situazioni di difficoltà. Chiude a 20 di media, con due prove da doppia doppia in gara 2 (30+10) e in gara 4 (29+11). Anche quando non riesce a sbloccarsi al tiro, trova il modo di dare il suo contributo nel momento del bisogno, rifugiandosi in lunetta (6 punti di media su 7 tentativi a partita). Fornisce una prova concreta, come per ricordare a tutti che forse meriterebbe maggiore rispetto e considerazione come giocatore, nonostante il suo carattere fuori dal campo.

Tobias Harris, 6,5: prestazione in netto calo rispetto al primo turno. Harris è stato brutalmente bullizzato da Siakam, così come non è riuscito a dare un contributo effettivo in attacco nei primi due atti della serie. Litiga molto con il ferro, ma trova comunque il modo di realizzare 14 punti di media. Svolge senza dubbio un ottimo lavoro a rimbalzo con più di 9 catturati a serata, chiudendo tre volte sopra quota 10), ma la sua efficienza offensiva cala drasticamente con appena 100 punti di offensive rating rispetto i 122 della serie contro i Nets.

JJ Redick, 7: serie molto positiva per Redick su entrambi i lati del campo. In difesa soffre particolarmente la fisicità di Green e la sua tenuta non più eccellente, ma si distingue per personalità e impegno, soprattutto nelle gare casalinghe. Realizza quasi gli stessi punti di Harris, tirando con un ottimo 42% dall’arco (3 le partite chiuse sopra il 50%) e si scatena in gara 4 con 19 punti. Fallisce l’approccio alla partita solamente in gara 5, ma era decisamente troppo chiedergli più di quanto è riuscito a fare.

James Ennis, 6: cresce per lui il minutaggio nella sfida contro Toronto, un traguardo ampiamente meritato. Dalla panchina riesce a dare energie fresche e una prova piuttosto solida su entrambi i lati del campo, specie nella metà offensiva durante le prime tre gare (11, 13 e 10 punti). Quando cala di rendimento, compensa sempre con una discreta difesa, a cui aggiunge 4 rimbalzi su 22 minuti di media.

Mike Scott, 5,5: salta le prime due per infortunio e ci mette un po’ a ritrovare la condizione. Mette insieme due ottime prove in gara 5 e in gara 6, registrando rispettivamente 10 e 11 punti con un totale di 8/10 al tiro.

Monroe, Marjanovic: s.v.

Coach Brown, 7: difficile bocciare tutti gli accorgimenti fatti da coach Brown. Dopo la brutta prova difensiva in gara 1 decide di accoppiare Simmons con Leonard e di affidare Siakam a Embiid, ottenendo risultati positivi. Funziona bene anche in gara 6 la scelta di raddoppiare Kawhi ogni qualvolta sia possibile. Il gioco offensivo non è dei più brillanti, ma quando Phila ha saputo sfruttare la sua maggiore fisicità ha mostrato lampi di onnipotenza (vedi gara 3 e 6). Viene eliminato da un tiro incredibilmente fortunato, che non può condannare il lavoro in una serie in cui ha dimostrato molta flessibilità tecnica.

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