Chi saranno l’MVP di Serie A, il miglior U22, la squadra rivelazione e chi si è mosso meglio sul mercato?

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Tra la redazione di BasketUniverso, abbiamo deciso di fare una previsione su chi saranno l’MVP del campionato, la squadra rivelazione, il miglior U22 del campionato che sta per iniziare, e abbiamo anche dato il nostro parere su quale squadra si è mossa meglio in estate.

Lo abbiamo fatto in forma di sondaggio, ponendo una domanda e dando una risposta ciascuno, hanno partecipato i nostri Roberto Caporilli, Alessandro Saraceno e Luigi Borriello.

 

Chi sarà secondo te il miglior giocatore della Poste Mobile Serie A 2017-2018?

  • ROBERTOTolti i fenomeni di Milano, che molto probabilmente verranno centellinati per gran parte della regular season, in questo campionato c’è solamente un giocatore che spicca nettamente sugli altri per il suo talento: Alessandro Gentile. Punto forte sul figlio di Nando innanzitutto perché, da eterno innamorato di questo gioco, nutro sempre la speranza che la bravura superi tutto il resto. Le incognite sono tante e la mia scelta potrebbe essere un azzardo, ma sono convinto che quello virtussino sia l’ambiente ideale per il rilancio di Gentile: sarà responsabilizzato al massimo all’interno di una società storica che ha puntato moltissimo su di lui. I compagni di squadra sono sufficientemente forti ed esperti per supportarlo a dovere e non lasciargli in mano tutte le responsabilità, dopo tanto buio la stella di AleGent tornerà a brillare a sarà la più luminosa.
  • ALESSANDRO: Scegliere chi sarà l’MVP del campionato italiano non è assolutamente semplice, per tanti motivi: in primis perché la Lega, negli ultimi anni, ha dimostrato di non andare sul più convenzionale, ma di puntare sul migliore per punti segnati e per valutazione (Marcus Landry è l’esempio lampante di tutto ciò), in secundis perché i giocatori di Milano sarebbero troppo scontati e ho paura che i top player (Andrew Goudelock e Jordan Theodore su tutti) calcheranno poco i parquet del Bel Paese durante la stagione regolare. Ecco perché la mia scelta è ricaduta su Travis Diener. Può sembrare una scelta azzardata – e lo è – essendo fermo a livello agonistico da tre stagioni, ma il nativo di Fond du Lac ha già dimostrato in pre-campionato di essere ancora in ottima forma fisica e, sul lato tecnico, non c’è nulla da discutere, possedendo delle mani che scrivono poesia in movimento.
  • LUIGIMettendo da parte stelle del livello di Andrew Goudelock e Jordan Theodore, che durante lo scorso weekend hanno regalato il primo trofeo della stagione alla società meneghina, dato che verosimilmente saranno impiegati soprattutto in EuroLega, punto tutto su Bruno Fitipaldo. Il nativo di Montevideo, che la pallacanestro europea ha potuto conoscere soltanto grazie al DS dell’Orlandina Giuseppe Sindoni, ha lasciato la Sicilia durante lo scorso dicembre per mettersi in gioco con la maglia del Galatasaray. Probabilmente Bruno ha preferito prendere quel “treno che passa una sola volta” facendo un passo più lungo della gamba. Ora, poiché un’altra stagione positiva gli consentirebbe di trovare una sistemazione tra i team migliori in Europa, è padrone sia del suo destino che di quello della Scandone Avellino: la visione di gioco, la capacità di mettere a referto punti e la spregiudicatezza ci sono, resta da capire se sarà in grado di confermarsi al livello della scorsa stagione.

 

Tra le tante squadre del campionato, quale non rispetterà il nostro power ranking e stupirà maggiormente?

  • ROBERTO: La squadra più sorprendente di questa stagione sarà l’Openjobmetis Varese e non lo dico solamente per l’ottimo pre-campionato giocato. La formazione di Caja parte a fari spenti e avrà il tempo di portare a compimento il processo di maturazione richiesto alla maggior parte del suo roster: Okoye e Hollis sono stati dei crack in A2 ma non sono mai riusciti a confermarsi al piano di sopra, Avramovic e Pelle hanno fatto intravedere buone cose e ora sono chiamati a dare continuità alle loro prestazioni. La coppia di centri formata da Cain e dal caraibico è fra le più interessanti del campionato, ma tanto dipenderà dalla capacità di adattamento degli esterni Walker e Wells; penso infine che anche Matteo Tambone sia pronto al grande salto.
  • ALESSANDRO: Dopo un anno di calvario, terminato con la retrocessione sul campo, la Vanoli Cremona potrebbe tornare a ricalcare palcoscenici importanti, come quello delle Final Eight di Coppa Italia e quello dei playoff, cosa già avvenuta nell’annata 2015-2016. Cremona ha dalla sua un parco italiani interessante, composto da giocatori che conoscono la categoria e che, con Meo Sacchetti, grandissima aggiunta in panchina, potranno dare ancor più di quanto mostrato finora. In più Cremona ha i due cugini Diener, che con il coach ex Brindisi e Sassari si esaltano, diventando dei mattatori infermabili, chiedete conferma a Milano se non ci credete. Tra gli americani abbiamo due lunghi che ben conosciamo: Landon Milbourne ed Henry Sims. Il primo perché ha già giocato in Italia, a Pistoia, facendo registrare ottimi numeri, mentre il secondo ha alle spalle un rispettabile passato in NBA con i Philadelphia 76ers. Negli ultimi giorni è stato riportato a Cremona Darius Johnson-Odom, già in Lombardia nel finale della passata stagione. L’aggiunta di DJO può essere molto interessante perché porterà la Vanoli a giocare con tre piccoli, avendo perciò un potenziale da fuoco che quasi nessuno ha in Serie A.
  • LUIGI: Anche se è sbagliato attribuire l’appellativo “squadra rivelazione” ad una società che, in un modo o nell’altro, nelle prime quattro stagioni della sua storia in Serie A ha conquistato ben tre volte la qualificazione alla post-season, sono sicuro che la The Flexx Pistoia possa sorprenderci ancora una volta. Fino alla stagione 2014/15 sulla panchina sedeva Paolo Moretti, adesso il ruolo di head coach è stabilmente nelle mani di Vincenzo Esposito, che ha saputo costruire un roster di tutto rispetto: insieme agli italiani Laquintana, Mian e Gaspardo è arrivato Duda Sanadze. Il punto di forza della formazione toscana è costituito dal duo Ronald Moore-Tyrus McGee, letteralmente strappato dalle mani della Reyer Venezia campione d’Italia.

 

Quale sarà il miglior Under 22 dell’anno?

  • ROBERTOLa nostra Serie A continua a non abbondare di diamanti grezzi ma la maggior parte delle poche gemme si nascondo nello scrigno dell’Orlandina: fra queste Vojislav Stojanovic è quella da tenere maggiormente sottocchio. Un giocatore di grande pulizia tecnica che, al contrario di molti coetanei, sembra aver bypassato il fisiologico periodo di adattamento al “basket dei grandi” e colpisce soprattutto per l’autorità con cui sta in campo. Vedendolo giocare senza conoscere la sua età non lo si scambierebbe mai per un ventenne anche perché di errori di gioventù ed inesperienza ne commette davvero pochi. Da verificare la tenuta fisica dopo l’infortunio dello scorso aprile ma, quando avrà recuperato la forma migliore, potrà essere un fattore importante nella seconda parte della stagione di Capo d’Orlando.
  • ALESSANDRO: Il mio miglior under 22, più che una previsione, è un augurio personale di consacrazione totale: Diego Flaccadori. Sono stato molto combattuto nella scelta tra lui e Federico Mussini, playmaker se ce n’è uno della Grissin Bon Reggio Emilia, ma poi la mia scelta è ricaduta su “Flacca”. Il bergamasco non si può più definire ragazzo, ma obbligatoriamente uomo, e non semplicemente per il pizzetto: infatti Diego è alla sua quarta stagione in Serie A e questa deve essere necessariamente quella della consacrazione definitiva, come detto sopra. L’anno scorso ha chiuso a 9.2 punti di media, tirando con il 49% da due e il 36% da tre. Queste cifre si possono e si devono migliorare, soprattutto ora che avrà un ruolo da titolare in quest’Aquila perché la Dolomiti Energia ha deciso di puntare tantissimo su Flaccadori e adesso lui deve assolutamente ripagare la fiducia, non che non l’abbia fatto lo scorso anno, basta vedere la serie di semifinale playoff contro Milano, ma non c’è mai limite al miglioramento. Non dimentichiamoci poi che quest’estate i 1996 entrano di diritto al draft NBA, senza necessità di dichiararsi, chissà che magari qualcuno dall’America mandi qualche emissario, specialmente in Eurocup, per visionarlo, perché, ahinoi, “Dieghito” è forse l’unica speranza di chiamata di questa nuova generazione Azzurra, che non porta nessuno al draft dal 2014 (Alessandro Gentile).
  • LUIGILa Serie A nostrana non brilla più come qualche decennio fa: l’Italia si è trasformata da “punto di arrivo” a “punto di partenza”. Certamente sarebbe meglio se i migliori giovani d’Europa arrivassero nel nostro massimo campionato però, allo stesso tempo, è un orgoglio poterli lanciare nella pallacanestro che conta: durante le ultime due stagioni in Sicilia è esploso Vojislav Stojanovic mentre quest’anno avremo la possibilità di ammirare due italiani come Leonardo Candi e Federico Mussini. Se da un lato il talento ormai ex Fortitudo non sembra avere grandi margini di crescita, dall’altra parte c’è un Federico, voglioso di dimostrare tutto il suo valore dopo l’esperienza negli States. Il “Musso nazionale”, le cui qualità sono state apprezzate anche da Chris Mullin, ripartirà con la sua Reggio proprio da Avellino, dove realizzò 11 punti nella stagione 2014/15.

 

Quale formazione si è mossa meglio in estate?

  • ROBERTODire Olimpia sarebbe stato troppo facile anche perché le risorse economiche sono talmente superiori a quelle di tutti gli altri da collocare le Scarpette Rosse al di fuori di questa classifica. Scelgo Venezia perché ha dovuto affrontare criticità importanti come l’ “affaire Stone” e l’infortunio di Tonut, ma ha saputo reagire sempre al meglio, andando a individuare i tasselli giusti per regalare a De Raffaele una rosa sulla carta più forte di quella dello scorso anno. Le scelte sono state improntate alla duttilità, il roster dei lagunari non ha nessun “doppione” proprio per dare la possibilità all’allenatore di varare i quintetti versatili che tanto ama. Aver preso Biligha molto prima dell’Europeo è una grande nota di merito, dare una chance importante a un giocatore che adoro come De Nicolao li fa schizzare in cima alla mia classifica.
  • ALESSANDRO: Troppo facile dire Olimpia Milano, sarebbero capaci tutti così. Motivo per il quale ho deciso di consegnare la mia “Palma d’oro” a Trento, del solito “artista” Salvatore Trainotti. Come sempre l’Aquila non ha a disposizione un budget abnorme, come nel caso della Scarpette Rosse, però quest’anno ha saputo trattenere i suoi migliori giocatori (Dominique Sutton su tutti, un vero fenomeno a mio modo di vedere) e ha fatto delle aggiunte più che interessanti: Jorge Gutierrez è un play di totale affidamento, con un passato NBA alle spalle, e Ojars Silins è una certezza per il nostro campionato, essendo cresciuto tra le mura del PalaBigi. Da valutare il centro “bonsai” – 198 centimetri di altezza – Chane Behanan, che alla prima uscita stagionale non ha sfigurato con Milano ma che è da scoutizzare meglio nel corso della stagione, italiana e soprattutto europea.
  • LUIGIEscludendo l’Olimpia Milano che, da qualche stagione a questa parte, nella fase di costruzione del roster è nettamente avvantaggiata rispetto alle altre rivali, ritengo che la Grissin Bon Reggio Emilia abbia dimostrato, ancora una volta, quanto sia importante il progetto tecnico all’interno della società. Coach Menetti, insieme al suo staff, dopo il fallimento della scorsa stagione è riuscito ad operare una mini-rivoluzione senza dover rinunciare alle proprie idee: ora il gruppo degli italiani è costituito, oltre che dai soliti Cervi e Della Valle, anche da giovani del calibro di Federico Mussini e Leonardo Candi mentre il “reparto stranieri” è nettamente migliorato rispetto allo scorso anno con la conferma di Wright e gli arrivi di Markoishvili e Sander Vene. L’unico dubbio credo sia quello che riguarda Garrett Nevels e la sua prima vera stagione europea dopo quella nella seconda serie spagnola.
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