Specchietto della macchina rotto ad un giovane arbitro dopo una partita di under 13

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Un giovane arbitro comasco, Jiahao Zhang, si è sfogato attraverso il proprio profilo Facebook perché, giunto alla sua macchina dopo la partita di under 13, ha trovato un specchietto retrovisore rotto, spaccato da un genitore della squadra sconfitta.
Gesto davvero difficile da comprendere e soprattutto da condannare aspramente.

“Volevo “ringraziare” quella grandissima persona incivile/genitore (per non usare altri termini più consoni) che ha pensato bene per ripicca di togliermi il vetro dello specchietto destro retrovisore della macchina durante una partita di ragazzini di 13 anni; dopo che tutta la tifoseria di una squadra in particolare ha insultato e protestato tutta partita fino a mettere di mezzo il mio paese d’origine (“torna in Cina a fischiare”, come se centrasse qualcosa) e fatto calmare all’intervallo dal dirigente.
Purtroppo non ci sono telecamere o prove che possano certificare l’atto, ma sono altroché sicuro che chi lo abbia fatto non abbia la coscienza a posto, io penso che soprattutto nel nostro sport il tifo sia la cosa più importante e bella in assoluto, e se tu da genitore devi venire a una partita di tuo figlio a gridare ed inveire esclusivamente verso l’arbitro per ogni decisione presa in campo al posto di tifare, allora forse meglio che tu stia a casa.
Subire certe vigliaccherie è la prima volta che mi capita in 5 anni di arbitraggi e oltre 500 partite sulle spalle, in una partita in cui perdi di 30 punti sicuramente non puoi cercare alibi nelle decisioni arbitrali e tanto meno insultare gratuitamente qualcuno che è lì per passione o per lavoro. Io credo ancora nella bellezza di questo sport e non saranno queste cose a intimorirmi.
Ringrazio la società ospite di cui il dirigente ha preso le mie difese ed era disposto a ritirare la squadra in caso di altre frasi “razziste” e io stesso avrei sospeso la gara.
Non faccio nomi perché non ne ho le prove inconfutabili, ma se la persona che ha fatto questo leggesse per puro caso questo post, la invito a fare un esame di coscienza, non è possibile che una persona che deve solo fare il suo lavoro debba avere paura di parcheggiare davanti alla palestra”
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