Usman Garuba, un giocatore di potenza per la Spagna del futuro

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Nella Spagna regina d’Europa, e ora anche del mondo, ha catturato le attenzioni di tutti gli addetti ai lavori: la sua prima annata da professionista è sotto stretta osservazione per capire quale sarà l’impatto dalle categorie giovanili alla dura competizione dei pro. Usman Garuba, gioiello del Real Madrid, ha intenzione di mettere subito tutti d’accordo in ACB: in quello che è considerato il campionato più eterogeneo e d’alto livello del vecchio continente, il prospetto 17enne blanco è partito due volte nello starting five madrileno (accanto a Walter Tavares, notare bene) nelle prime due giornate di campionato. Se contro lo Joventut Badalona aveva dato un assaggio del proprio potenziale in 13′ di impiego, nella recente gara contro il Murcia si è erto a protagonista con una doppia doppia da 13 punti e 10 rimbalzi (più 2 stoppate) in 22′. Ma andiamo a scoprire più nel dettaglio questo giocatore.

Usman Garuba Alari è il maggiore di tre fratelli, figlio di genitori di origini nigeriane, che negli anni ’90 decisero di scappare da Benin City, una delle città più ostili della Nigeria, per tentare la fortuna in Europa. La prima tappa fu il Belgio, ma fu ad Azuqueca de Henares, un piccolo comune della Castiglia, che papà Mustapha e mamma Betty trovarono fissa dimora alla fine del decennio; all’Ospedale 12 Ottobre di Madrid, nacque Usman il 9 Marzo 2002. Lo formazione con la palla a spicchi cominciò proprio nella cittadina castigliana, scoperto dal direttore sportivo David Serrano; nel 2013 avvenne il passaggio alla casacca blanca. Dalla categoria Infantil a oggi, Garuba ha scalato, vinto e fatto la differenza in tutte le categorie giovanili, dimostrandosi un giocatore fuori dal comune in ogni occasione; oltre a essere un dominatore a livello club, ha dimostrato le stesse qualità anche in campo internazionale nelle selezioni giovanili spagnole. L’esordio con la selezione U16 è stato da urlo: chiamato nel 2016 appena 14enne, giocò un torneo da 16.3 punti (con il 71.6% dal campo), 12.4 rimbalzi e 2.9 stoppate di media, compresa una finale per l’oro contro la Lituania da tripla-doppia con 15 punti, 11 rimbalzi e 10 stoppate; nonostante abbia mantenuto le stesse cifre due anni dopo, la strada verso il bis gli è stata negata in finale dalla Croazia dell’astro nascente Roko Prkacin, con il compagno di squadra Boris Tisma a consolarlo in un’immagine che ha fatto il giro del web.

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L’anno successivo a questa foto si è ripreso l’oro nella categoria U18. In tutte le selezioni spagnole con cui ha partecipato ai campionati europei giovanili, è sempre entrato nell’All-Tournament Team, così come è avvenuto nelle due edizioni dell’ANGT che ha affrontato con la casacca del Real, laureandosi campione d’Europa alle Finals di Vitoria. Oltre a questo, il 28 Ottobre 2018 è diventato il terzo giocatore più giovane della storia del club ad esordire con la prima squadra in ACB, con Laso che gli ha concesso gli ultimi tre minuti (in cui ha segnato anche il suo primo canestro nella massima competizione spagnola):


FONTE: ACB

Profilo fisico

203 cm d’altezza per 104 kg. A una prima impressione, i suoi centimetri sarebbero lontani dagli standard NBA per un centro puro, ma possiede una struttura muscolare ben definita per tutti i distretti corporei capaci di esprimere alti livelli di forza esplosiva, rapidità e potenza in un mix atletico ineguagliabile nel vecchio continente per un prospetto della sua età. In particolare, possiede un tronco strutturato in modo da assorbire bene i contatti, braccia rapide e spalle possenti per essere reattive in verticale e gambe potenti da conferirgli una inusuale capacità di correre il campo e avere quell’elasticità necessaria per essere aggressivo nell’affondare al ferro. Quindi non un centro grosso, ma potente vero, dotato anche di una mobilità notevole e di una coordinazione già ben assimilata per tutte le componenti del corpo. Completa il pacchetto un buon uso di entrambe le mani e anche una rapidità e un lavoro di piedi che gli consentono di spostarsi velocemente dallo scivolamento al salto in verticale.

Tecnica e applicazione su ambo le metà campo

Sotto il profilo tecnico si presenta un giocatore ancora in via di sviluppo, probabilmente per adattare uno stile più da 4 che da 5, avendo già un repertorio atletico di primo ordine. Tuttavia il background sotto gli occhi è già insolito di per sè: infatti possiede proprietà di palleggio oltre la media per il suo ruolo, essendo capace di correre in transizione o in contropiede da palleggiatore, con un versatile uso dei cambi di mano; non ha ancora la velocità e la rapidità di una guardia in questo fondamentale, ma sa applicarlo molto bene in situazioni fronte e spalle a canestro, usando il corpo per proteggere la palla. Per uno stile da ala forte dovrebbe imparare a costruire il vantaggio dal palleggio.
Oltre la media sono anche le qualità di passaggio, non solo per la tecnica in sè precisa, forte e con i tempi giusti: in particolare dalle situazioni di post-up o post-basso riesce ad avere lo spazio e la visione del campo necessaria per leggere i tagli o mettere in ritmo i compagni sul perimetro.
Il tiro è stato il fondamentale da sviluppare maggiormente nel corso della sua carriera: a oggi si presenta con una posizione di tiro che ancora sembra scomoda per lui e con un’esecuzione del gesto, combinata ad un morbido rilascio, in continua progressione. Nonostante una raffinatezza ancora da trovare nel gesto, sta crescendo per efficienza e raggio d’azione, in particolare per la media-lunga distanza, osando anche in partita; le percentuali si impennano nei pressi del ferro dove riesce a dominare in tutti i modi, che sia appoggiando al vetro o affondando le mani sopra l’anello.
Offensivamente, l’applicazione dei fondamentali con la palla avviene soprattutto nei pressi del ferro, in particolare nel gioco spalle a canestro dove, facendo leva sul suo fisico e proteggendo adeguatamente la palla riesce ad attaccare il centro o il lato lasciato libero, riesce a creare un vantaggio andando a concludere forte e aggressivo, facendo ausilio anche del piede perno e di finte per sbilanciare l’avversario; da qui riesce a cambiare soluzione optando anche per un passaggio, anche se questa soluzione a volte può risultare piuttosto difficile, al punto da costringerlo a perdere palla. Fronte a canestro, è in grado di attaccare forte a canestro mostrando la versatilità d’uso dei propri mezzi, ma non disdegna nemmeno il tiro da fermo da qualsiasi posizione.
Particolarmente forte è la sua capacità di segnare in situazioni senza palla, rollando a canestro dal pick&roll e restando sempre vigile e pronto a ricevere se si crea un vantaggio dai blocchi nella sua zona di competenza; se riceve, cerca di ottenere il massimo risultato affondando le mani nel ferro, ma se deve opporsi a dei contatti in situazioni di equilibrio in volo preferisce non rischiare e affidarsi al tabellone.
Dimostra intelligenza e capacità di leggere il gioco anche in contesti a zona.


FONTE: SpainBBFuture

Sotto il proprio tabellone, si dimostra uno specialista dei rimbalzi: sempre reattivo sulle gambe con il baricentro pronto ad esplodere in verticale, riesce a posizionarsi correttamente per essere il più rapido nel catturare le carambole sia nei pressi del proprio ferro che in quello avversario, tenendo stretta la presa sul pallone. Può saltare anche a più riprese se non riesce ad afferrare la palla. Non un giocatore dominante tanto da saltare sopra la testa dei pari ruolo, ma solido. A questa solidità a rimbalzo, si combina una capacità di stoppare da vero “rim protector“: lateralità di piedi, timing di salto e braccia rapide pronte a togliere il pallone dalle mani dell’avversario sono il marchio di fabbrica.
In difesa si dimostra un giocatore pronto alla sfida, generalmente in situazioni spalle a canestro contro pari ruolo, presentandosi con le gambe piegate in posizione fondamentale, un tronco pronto ad assorbire il colpo, piedi reattivi e braccia pronte a chiudere la linea di tiro; non mostra molta aggressività per negare al diretto avversario la possibilità di attaccare e difficilmente cerca il pallone, ma la sua presenza riesce a mettere abbastanza pressione da costringere l’avversario a cambiare opzione.
Lontano dalla palla e nel gioco di letture non presenta ancora quel livello di intelligenza e di esperienza da consentirgli di leggere tutte le sfumature del gioco, ma ha abbastanza lunghezza dei movimenti e reattività per compensare i ritardi, anche sul lato debole, e le disattenzioni difensive. E’ capace anche di non saltare alle finte, anche se a volte la sua vena atletica lo spinge nella direzione opposta. Dovrà dimostrare molta più costanza nell’applicazione del tagliafuori, avendo fatto il salto di categoria da giovanile a professionistico. Raramente viene chiamato a difendere sul perimetro, abbassandosi nella difesa sul pick&roll, ma riesce ad avere una lateralità veloce per uscire e rientrare in area in caso l’avversario decida di penetrare.

Personalità

E’ da sempre un punto forte, ma anche un tallone d’Achille pesante: giocando si appassiona e si carica platealmente con giocate di alto livello tra schiacciate o stoppate, cercando sempre di rimanere concentrato sul gioco. Tuttavia dimostra a volte di avere ancora una testa calda, entrando in sfiducia o crollando quando le cose vanno male, ed è sempre pronto a rispondere, anche a muso duro, al trash talking. Sotto la direzione di Pablo Laso sarà importante per lui sviluppare una serenità e una durezza mentale tale da renderlo un giocatore inattaccabile verbalmente, consentendogli di concentrarsi solo su sè stesso e sul gioco. Molto pratico, di poche parole, ma pronto a scambiarle con i compagni di squadra anche fuori dal parquet.

 

Tirando le somme, abbiamo di fronte uno dei lunghi 17enni più dominanti, e con un futuro quasi scritto dietro l’angolo, d’Europa; attualmente il suo anno prevede assoluta concentrazione e sviluppo all’interno del sistema complesso del Real Madrid, con occhio vigile alla possibilità di misurarsi anche in Eurolega. La NBA rimane una possibilità molto concreta, ma già da quest’anno si potrà evincere la natura dell’atleta iberico in un contesto professionistico ad alto livello nel riuscire ad esprimere con naturalezza i propri punti di forza e quanto questi riescano a mascherare le lacune ancora lavorabili. Nel presente di una Spagna campione, si accende una luce per il futuro: un dominatore, una potenza del parquet chiamata Usman Garuba.

 

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