A2 Est – il punto dopo il girone d’andata

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Giunti alla fine del girone d’andata, noi di BU vi proponiamo una nostra visione della prima metà di campionato del girone Est della Serie A2, con voti annessi. Buona lettura!

* manca una partita 

Foto by A.IZZO
Ph. A. Izzo

SEGAFREDO BOLOGNA (12-2*) voto 9: Miglior score di entrambi i gironi, la Virtus è partita nel migliore dei modi in questa sua nuova avventura nella seconda serie nazionale. Gli strascichi della sciagurata retrocessione potevano essere pesanti, invece la squadra di Ramagli ha saputo rialzarsi in fretta senza guardarsi alle spalle. Ed è proprio il coach livornese l’artefice di questa fantastica prima parte di stagione: ottimo gioco, coinvolgimento in minuti e responsabilità dei più giovani (Penna e Oxilia più di Pajola e Petrovic) con una lettura tattica simile a quella vista sull’altra sponda di Bologna lo scorso anno. Tanta corsa e aggressività che viene concessa dal fatto che i bianconeri riescono ad avere un sistema corale che sensibilizza tutti gli attori, non risultando dipendente dalle giocate degli americani come molte altre compagini della categoria. Se poi i due USA a disposizione di dimostrano del calibro di Lawson (miglior centro del campionato) e Umeh (killer come pochi) ecco spiegato il primo posto in solitaria. Ci si aspetta qualcosa di più dalla truppa degli italiani, Spizzichini e Spissu in particolare, dato che hanno dimostrato il loro talento solo nelle ultime uscite dopo un’inevitabile sofferenza nei due mesi iniziali. Infine la grana più scottante riguarda Ndoja: arrivato come prima punta dopo la coppia di stranieri, l’ala non è mai stata a disposizione al 100% a causa di un lungo problema alla caviglia. Se dovesse recuperare definitivamente e tornare sui suoi livelli, sarebbe lui il vero upgrade della Virtus.

DE’ LONGHI TREVISO (11-4) voto 8,5: ancora una volta la compagine trevigiana ha dimostrato di essere una delle squadre migliori della Serie A2, piazzandosi al secondo posto in classifica. Treviso, infatti, è riuscita a far convivere, come da qualche anno a questa parte, l’esperienza di alcuni veterani con l’entusiasmo dei molti giovani presenti nel suo roster. Coach Pilastrini, infatti, ha saputo responsabilizzare ancora di più il talentuoso Moretti, esploso definitivamente questa stagione, affiancandogli la freschezza in regia di capitan Fantinelli e la maggiore esperienza di Ancellotti, Negri, Rinaldi e Saccaggi. ll tutto condito con due americani di sicuro affidamento, come Perry nel ruolo di centro e De Cosey come guardia, con il primo maggiormente determinante rispetto al secondo. Una squadra costruita per giocarsi fino in fondo la promozione in Serie A, che ha cambiato pochissimo rispetto all’anno scorso e ha inserito, molto bene, nel suo sistema di gioco, i nuovi innesti. Nonostante la sconfitta nel recupero contro la rivale Verona, Treviso è sicuramente in grado di continuare nella sua cavalcata verso le prime posizioni, potendo puntare, a mani basse, anche alla promozione. Ora anche con un nuovo innesto di sicuro talento come La Torre, che conferma la scelta della De’ Longhi di puntare su molti giovani talenti.

Ph. Andrea G. Costa
Ph. Andrea G. Costa

ALMA TRIESTE: (10-5) voto 8: un girone d’andata eccellente quello della compagine giuliana, chiuso al terzo posto. Posizione che ha permesso all’Alma di accedere alle Final Eight della Coppa Italia, vent’anni dopo l’ultima volta in cui la squadra di Trieste aveva avuto l’opportunità di competere per un trofeo. L’esplosione dell’americano Green, che ha dimostrato grande forza e atletismo sia in attacco che in difesa, doti unite ad una spiccata intelligenza cestistica, oltre alla conferma del suo connazionale Parks, tornato nelle ultime gare agli alti livelli dello scorso anno, insieme all’aiuto sotto le plance da parte dei lunghi Da Ros e Cittadini (aggiunto in corsa al roster giuliano), sono state le armi con cui la compagine di Dalmasson, che fa della difesa e del “non mollare mai” i suoi principi, ha costruito i suoi successi. Senza dimenticare l’apporto del giovane play Bossi e dei due veterani Pecile e Prandin, sempre pronti a spendersi per il bene della squadra. Una grande prima parte di campionato, che ha riacceso sempre di più la passione del popolo giuliano per il basket e che conferma i buoni propositi e la crescita dell’ultime stagioni. Trieste può, quindi, puntare ancora in grande ed essere protagonista in questa Serie A2.

DINAMICA MANTOVA: (9-6) voto 7,5:  Dopo le prime quattro sconfitte in casa Stings ci si preparava già ad una stagione dal profilo basso e la panchina di Martelossi era più che mai traballante poi nel supplementare di Chieti è arrivata la prima vittoria ed è scattato quel qualcosa a livello mentale che ha sbloccato la compagine virgiliana. Da li in poi sono arrivate 9 vittorie in 11 partite, il PalaBam è diventato un fortino inespugnabile e le uniche due sconfitte sono state maturate a fil di sirena nelle trasferte di Trieste e Recanati. La Dinamica proprio nell’ultima giornata di andata con la bella vittoria in rimonta nei confronti di Ravenna ha staccato per la seconda stagione consecutiva il pass per la Final Eight di Coppa Italia. La squadra di Martelossi ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutti gli avversari, le tante scelte offensive dei biancorossi hanno messo in seria difficoltà le difese avversarie, il principale punto di forza degli Stings è rappresentato proprio dal gruppo e dalla capacità di trovare in ogni partita protagonisti sempre diversi in modo da non dare punti di riferimento agli avversari. La coppia americana formata da Corbett e Daniels stà rispettando le attese della pre-season, Amici è spesso decisivo e Giachetti (che ha firmato fino a fine stagione) è il regista d’esperienza che serviva ai virgiliani. Dalla panchina,poi, spesso arriva l’importante contributo di Vencato, Casella e Bryan. I talloni d’achille della squadra di Martelossi in questa prima parte di stagione sono rappresentati dai recidivi problemi di falli di Candussi che ne condizionano troppo spesso le prestazioni e i preoccupanti black-out che hanno rischiato di compromettere partite già vinte e fatto perdere agli Stings punti pesanti come nel caso della trasferta di Recanati. La Dinamica Generale è pronta a vivere un girone di ritorno da assoluta protagonista ed a inizio marzo andrà all’Unipol Arena per cercare l’impresa.

(foto tratta dal sito ufficiale dell'UCC Assigeco Piacenza)
Foto tratta dal sito ufficiale dell’UCC Assigeco Piacenza.

ASSIGECO PIACENZA (9-6) voto 7,5: Al giro di boa Piacenza si piazza di diritto tra le sorprese di questo girone. Partita in sordina con l’obiettivo di una tranquilla salvezza, al primo anno di ritorno nella città emiliana i biancorossi hanno trovato un meritatissimo quinto posto al termine del girone d’andata. Grande merito va a coach Andreazza, che ha saputo creare una squadra camaleontica dalla spiccata attitudine difensiva. La parte migliorabile è sicuramente l’ attacco, dove si fatica a trovare alternative agli ottimi americani Hasbrouck (17 punti e 3 assist di media) e Jones (15 con 7 rimbalzi a uscita). Infante non è sempre continuo (nonostante il career high contro la Virtus) ed è l’unico altro giocatore in doppia cifra. Buoni complementi arrivano da Borsato e Raspino, ma il vero problema è legato alla continua assenza di Formenti per infortunio. In infermeria è stato raggiunto di recente da Bobby Jones (rottura dello scafoide) e questo potrebbe rappresentare un problema per l’Assigeco, che potrebbe lanciare un occhio anche al mercato.

ORASI’ RAVENNA (9-6) voto 7: la squadra ravennate ha giocato un ottimo girone d’andata, chiudendo tra le prime sei del girone, dimostrando di essere una compagine ben organizzata e costruita. I due americani Marks e Smith sono state le bocche da fuoco principali su cui l’Orasì, allenata da un coach molto brao e preparato come Martino, ha puntato per costruire le sue vittorie. Il centro ha affinato le sue abilità rispetto alla passata stagione e ha dimostrato di poter essere determinante sotto le plance, mentre la guardia, vista l’anno scorso a Tortona, ha ancora una volta confermato le sue grandi doti, restando su ottimi livelli. Inoltre l’esperienza di Masciadri, Chiumenti e Raschi, unita alla vivacità di Tambone e Sgorbati, hanno completato la ricetta vincente con cui Ravenna è riuscita ad inserirsi tra le prime del campionato. L’obbiettivo resta quello di qualificarsi ai play-off, solo sfiorati l’anno scorso, è l’Orasì può tranquillamente arrivarci se confermerà quanto di buono ha fatto fino ad ora.

Stefano MancinelliKONTATTO BOLOGNA (8-7) voto 6: Troppe aspettative auto-imposte, scelta degli americani sbagliata, e PalaDozza che è già caduto due volte in appena otto tentativi. La Fortitudo vive con il fantasma addosso della squadra che l’anno scorso sfiorò la promozione e ciò non aiuta. I paragoni sono costanti, ma si prende in esame solo la parte finale della scorsa stagione, con una squadra già rodata e dopo il passaggio sul mercato invernale. A parità di calendario questa Fortitudo ha anche una classifica migliore, ma è evidente come le aspettative 12 mesi fa erano quelle di una neopromossa mentre quest’anno si è partiti come “la favorita per l’unica promozione, la squadra da battere” mantra più volte ripetuto da Boniciolli. Di sicuro il gioco non è quello ricercato, alcuni giocatori non stanno rispondendo bene sotto pressione (Raucci, Gandini e Nikolic su tutti) e manca in parte la caratteristica cattiveria sportiva. Ma attenzione a dare per morti i biancoblu prima del tempo: con il miglior back court italiano del girone (Candi, Montano e Ruzzier) su cui poggiarsi, il mercato rivoluzionerà la F dandone una squadra dal volto nuovo. Sicuro l’innesto di Marchetti, arriverà una guardia straniera (Legion e Turner i nomi del momento) e anche Knox non può dormire sonni tranquilli.

VISITROSETO.IT ROSETO (8-7) voto 7: la squadra di coach Di Paoloantonio ha ben figurato in questo girone d’andata, chiudendo in settima posizione,confermandosi tra le squadre più in forma e dimostrando di essere una compagine molto solida. Gli Sharks si sono dimostrati molto concreti sia in fase d’attacco, sia in fase difensiva e hanno trovato nell’americano Smith la punta di diamante sulla quale puntare. La guardia classe 1992 è stata, infatti, un’altra scommessa vinta da Roseto e si è dimostrato uno degli stranieri più interessanti del campionato. Ottimo anche l’apporto degli altri componenti della squadra, tra i quali spiccano l’altro USA Sherrod e gli italiani Fultz, Amoroso, Paci e Casagrande, che hanno permesso agli abruzzesi di vincere diverse partite, anche contro avversari più quotati. Voto, quindi, abbastanza alto per la Visitroseto.it, che, se continuerà su questi livelli, sarà sicuramente la mina vagante del girone Est.

battisti jesiAURORA BASKET JESI (7-8) voto 6,5: un ottimo inizio di stagione, in cui Jesi aveva inanellato tre vittorie di fila, aveva lanciato l’Aurora tra le prime della classe. La sconfitta di Chieti, però, in aggiunta ai successivi risultati negativi hanno ridimensionato la compagine di coach Cagnazzo. Jesi ha poi comunque ritrovato il bandolo della matassa e grazie all’esperienza di Bowers e allo strapotere fisico dell’altro americano Davis è riuscita a posizionarsi al nono posto, chiudendo il girone d’andata dove nessuno si aspettava di trovarla. L’apporto di Maganza, Scali, Battisti e Benevelli è poi stato determinate per ritrovare il buon gioco e uscire da una brutta situazione di classifica. Se l’Aurora giocherà sempre con attenzione e determinazione potrà togliersi delle soddisfazioni e puntare anche più in alto in questa seconda parte di stagione.

GSA UDINE: (7-8) voto 6: Un girone d’andata che si può considerare alla fine dei conti positivo per la neopromossa Udine: non bisogna dimenticare alcune pessime prestazioni ad inizio anno, complice anche un mercato turbolento, ma gli uomini di coach Lardo si sono tolti diverse soddisfazioni, vedi le vittorie prima con Treviso e in seguito con la Fortitudo, grazie al marchio di fabbrica di questa GSA: la difesa. Okoye e ray sono stati certamente i più propositivi e hanno guidato Udine nei momenti difficili, insieme all’esperienza di giocatori come Castelli, Vanuzzo, Cuccarolo e Traini, pronti a dare il loro contributo per la causa friulana. Per una piazza come Udine questa stagione ha riavvicinato diversi tifosi, che possono ancora sperare in una qualificazione ai playoffs.

fall veronaTEZENIS VERONA (7-8) voto 5,5: la Scaligera tentenna ancora, come l’anno scorso, non riuscendo a convincere né il proprio esigente pubblico, né gli addetti ai lavori, a causa di un campionato altalenante, che le ha fatto chiudere il girone d’andata fuori dalle posizioni di testa e dalle prime dieci in classifica. Solo la vittoria nel recupero contro i rivali di Treviso sembra aver riacceso l’entusiasmo in casa Tezenis, entusiasmo che si era spento dopo le molte brutte sconfitte subite dai veronesi, che hanno portato anche all’avvicendamento in panchina tra Frates e Dalmonte, arrivato per invertire la tendenza negativa. Verona ha, infatti, alternato prestazioni insufficienti a partite giocate nel migliore dei modi, confermando il trend degli anni passati, che ha sempre visto la compagine scaligera zoppicare nella prima parte di campionato. Quello che si auspicano i tifosi è che la Tezenis possa recuperare terreno in classifica e tornare nelle posizioni di testa, quelle che le competono. Il roster dopotutto è sulla carta uno dei migliori della categoria, con elementi del calibro di Diliegro, Boscagin, Robinson, Frazier, Portannese, Pini e Brkic, solo per citarne alcuni, giocatori che possono essere determinanti nell’arco di un intero campionato. La rimonta non sembra un’utopia, ma una concreta possibilità.

ANDREA COSTA IMOLA (6-9) voto 6: Dopo la splendida cavalcata della scorsa stagione culminata coi playoff, quest’anno il mirino nella città romagnola era tornato a puntare su un’umile salvezza. Ticchi ha avuto bisogno di tempo per cominciare ad ottenere risultati (prima vittoria alla quinta giornata) complice una pesca degli americani non propriamente fortunata: non si è trovato il Karvel Anderson dello scorso anno, e Travis Cohn ha dovuto rischiare di venir tagliato per cominciare ad essere produttivo. Ora la guardia 27enne è il top scorer di squadra, seguito a ruota da Prato, Ranuzzi, Hassan e Maggioli, tutti in doppia cifra di media. Dell’avvio zoppicante ne ha comunque fatto le spese Brandon Norfleet, il quale è stato messo in disparte (ma non tagliato) per fare spazio a Jiri Hubalek, dopo il fallimento della trattativa con la Fortitudo per prendere Roberts. Proprio la vittoria contro i bolognesi è lo scalpo più importante collezionato fin qui ed è stata la gara che ha dato entusiasmo e fiducia ai biancorossi. Attenzione però alle spalle: Imola non si può definire tranquilla sia per via dei playout, sia perchè ha perso entrambi gli scontri diretti con Recanati, fanalino di coda con appena tre vittorie in totale.

Ph. Andrea G. Costa
Ph. Andrea G. Costa

PROGER CHIETI (5-9*) voto 5: i teatini si sono dimostrati ancora una volta poco ponti per disputare un campionato di questo livello, non riuscendo ad esprimersi, quasi mai, con delle prestazioni degne di nota. Alcune vittorie e qualche buona prestazione, anche contro compagini che si trovano più in alto in classifica non hanno, infatti, acceso del tutto la luce in questa prima parte di stagione e nelle partite più tirate la Proger ha subito pesanti sconfitte. Coach Galli si è così ritrovato in quartultima posizione senza riuscire a dare la scossa ai suoi giocatori. Gli americani Golen e Davis non si sono espressi con continuità e l’esperienza di Allegretti, Piazza, Mortellaro e Sergio non è servita per evitare diverse sconfitte. Un’inversione di tendenza è necessaria se Chieti vuole salvarsi e il solo arrivo di Falluca non sembra poter bastare per rimediare ad una situazione abbastanza negativa, che potrebbe far scivolare la Proger ancora più in basso.

BONDI FERRARA (5-10) voto 4,5: coach Trullo non è riuscito, fino ad ora, a far giocare la Bondi al meglio delle sue potenzialità. Ferrara, infatti, nonostante il roster importante a disposizione non ha saputo esprimersi su buoni livelli e ha sempre sofferto il ritorno degli avversari nelle partite disputate, riuscendo ad imporsi solo cinque volte nell’arco della prima parte del campionato. Le fiammate di Roderick  e le buone cose fatte da Cortese, Moreno, Pellegrino e Soloperto non sono bastate per ambire a posizioni di classifica più alte, quelle che la Bondi si era prefissata di raggiungere. Non c’è pace, quindi, per i ferraresi, che continuano ad essere in difficoltà, anche in questa stagione. Sicuramente la panchina corta e l’indisponibilità dell’altro straniero Bowers non hanno aiutato Ferrara, che però deve correre ai ripari se non vuole ritrovarsi invischiata nella lotta per non retrocedere.

Ph. Andrea G. Costa
Ph. Andrea G. Costa

UNIEURO FORLI’ (4-11) voto 4: L’ultima vittoria contro l’ultima della classe Recanati risale al 27 novembre, dopodiché una striscia di 6 sconfitte consecutive per chiudere il girone di andata. La cosa più preoccupante però è il modo con cui queste sconfitte sono maturate, con una squadra spesso troppo arrendevole con match chiusi già dopo i primi 20’. L’arrivo di Reati non è bastato a rivitalizzare una squadra troppo dipendente dagli americani Crockett e Blackshear, che non ha mai saputo trovare un vero e proprio gioco di squadra. Il lavoro da fare è ancora molto, soprattutto perché il baratro dell’ultimo posto in classifica è sempre più vicino.

US BASKET RECANATI (2-13) voto 3,5: Stagione partita male, e che sta continuando senza un vero cambio di rotta, quella di Recanati. L’avvicendamento in panchina tra Calvani e Sacco sembra aver dato un minimo di barlume alle speranze salvezza, anche se il gioco è troppo dipendente dagli umori degli americani Reynolds e Bader, visto che l’unico degli italiani con un rendimento soddisfacente è Loschi (14.8 punti a partita). Per poter sperare di agganciare almeno il penultimo posto, se non addirittura la salvezza diretta (non impossibile vista la classifica corta) Recanati dovrà ricevere maggiori risposte dal resto del supporting cast.

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