Cantù è viva: la Reyer crolla e rimanda tutto in gara5!

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Acqua Vitasnella Cantù – Umana Reyer Venezia 81-64

(22-17; 13-13; 24-16)

Cantù e Venezia si affrontano in una sfida dall’importanza stratosferica, soprattutto per i padroni di casa perché sono al “win or go home”. A spuntarla è la squadra brianzola, che controlla dal primo al secondo la partita, annichilendo una Reyer ormai con la testa in Laguna. Sarà Gara-5 a stabilire la semifinalista.

Il pivot veneziano è l'unico a creare pericoli alla difesa canturina
Il pivot veneziano è l’unico a creare pericoli alla difesa canturina

E’ biancoazzurro il primo canestro della partita e a firmarlo è il capitano canturino con una precisa schiacciata dopo un ottimo lavoro di smarcamento sotto canestro. Cantù continua a tenere in mano le redini del match con due giocatori a fare la differenza, sui due lati del campo: Feldeine in attacco e Metta World Peace in difesa. A metà della prima frazione di gioco, il tabellone luminoso della Mapooro Arena segna 11 a 6 per i padroni di casa, con 5 punti di Abass.
La Reyer prova a rifarsi sotto con i canestri dell’ex Ben Ortner, protagonista di una finale con Cantù nel 2011, decidendo così di non giocare perimetralmente ma di attaccare il canestro in post basso.
Le due formazioni non fanno fatica a trovare la via del canestro e Metta World Peace segna il +8 (22-14) canturino, ad 1:20 dal primo intervallo del match. La prima frazione di gioco si conclude con la stoppata di Williams su Stone e con il punteggio fermo sul 22 a 17 Cantù.
Al ritorno dai primi due minuti di sospensione obbligatoria, Cantù prova ad allungare grazie a delle ottime difese sui pick and roll avversari ma i veneziani sono una squadra estremamente lunga e Charlie Recalcati sa estrarre sempre il giocatore giusto dal cilindro: questa volta prova con l’arma Tomas Ress. La scelta sembra non pagare i frutti sperati e il vantaggio canturino è in doppia cifra a metà dei secondi dieci minuti; da sottolineare che non si segna da più di due minuti al Pianella e il tabellone luminoso indica sempre 30 a 20 per la Vitasnella. Dopo un’astinenza lunghissima ci pensano i due “quattro” titolari a togliere i coperchi dai canestri: prima Peric, poi The Panda’s Friend e il risultato, a poco più di due e mezzo dall’intervallo lungo, è di 32 a 24 per i brianzoli di Sacripanti. Le difese continuano a decidere la partita, anche se, un fallo piuttosto evitabile di Dequan Jones a 40 secondi dalla fine e il canestro da tre punti in transizione di Goss, fissano il punteggio sul 35 a 30 Cantù all’intervallo lungo.

Abass, MVP di gara-4
Abass, MVP di gara-4

Al ritorno dalla pausa lunga sono ancora una volta le due ali forti a trovare con comodità la via del canestro, anche se il Panda canturino ha sbagliato una tripla apertissima, la quale si è infranta sul primo ferro. I padroni di casa provano a vincere la sfida allargando il campo, mentre la Reyer continua nel suo gioco ad attaccare il canestro e il punteggio oscilla continuamente fra l’uno e i due possessi di vantaggio per Cantù. A metà della terza frazione di gioco si scaldano gli animi e tutto si apre con un tecnico fischiato a Shermadini, a seguito di un fallo discutibile sotto il canestro canturino. Le diatribe continuano imperterrite e si ottiene così una partita piena di interruzioni e di valzer dalla lunetta. A tre minuti dall’ultimo intervallo del match il punteggio è fermo sul 50 a 42, grazie ai primi due punti (dalla lunetta) di Stefano Gentile che non è ancora al 100% a causa di quella botta subita in Gara 2. Abass continua ad essere il vero MVP del match e sono proprio suoi i due liberi a 1:19 dalla fine (17 fino a questo momento), regalando il massimo vantaggio biancoblu: 44 a 56. Il terzo quarto si conclude con la bomba da nove metri abbondanti di Stefano Gentile, mandando le due squadre in panchina sul +13 Vitasnella, 59 a 46.
Il terzo quarto inizia con giocate ad alto grado di spettacolarità: Jones recupera palla, Johnson-Odom inchioda con la bimane in contropiede solitario: +15. Venezia prova a riaprire il match con i tiri dall’arco dei sei metri e settantacinque ed inizia niente affatto male, vista la bomba improvvisa del giovane Ruzzier. Eppure Cantù è “in the game” e non ha nessuna intenzione di chiudere qui la serie: vuole tornare in Laguna. La grande forza canturina sta, stranamente, nella difesa, il vero punto debole di questa stagione, ma l’innesto di MWP ha migliorato anche le rotazioni sui cambi dei compagni. A metà dell’ultimo periodo di gioco, i ragazzi di coach Pino Sacripanti conducono 69 a 55 e non mollano un centimetro, soprattutto con il capitano. Gli ultimi minuti di gioco sono un puro pro forma: Cantù torna a Mestre battendo gli orogranata 81 a 64.

Cantù: Johnson-Odom 12, Feldeine 9, Abass 19, Bloise 0, Bugatti ne, Maspero ne, Jones 0, Shermadini 4, Buva 10, Gentile 5, Williams 13, World Peace 9.

Rimbalzi: 41 (Feldeine, WIlliams 6) Assist: 13 (Johnson-Odom 4)

T2: 28/45 T3: 4/16 TL: 13/16

Venezia: Stone 3, Peric 10, Goss 11, Jackson 8, Ruzzier 3, Ress 2, Ortner 21, Nelson 2, Aradori 0, Viggiano 0, Ceron ne, Dulkys 4.

Rimbalzi: 28 (Peric 7) Assist: 14 (Jackson 3)

T2: 22/47 T3: 3/16 TL: 11/16

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