When dreams come true: Trento è qualificata matematicamente alle Last 32 di Eurocup.
L’Aquila Basket Trento è una delle favole più belle che il nostro campionato abbia mai scritto. Tutti i grandi favolisti ci potrebbero insegnare che certe opere d’arte non si iniziano e concludono in una notte, ma soprattutto nessuna favola si scrive senza un brainstorming, una programmazione. Eccola, la parola che più si addice al volo di quest’Aquila.
Tutto ebbe inizio 20 anni fa in un capoluogo di provincia, che molto spesso si sottovaluta, qual è Trento: città stupenda. Il Castello del Buonconsiglio è un vero centro attrattivo della regione, senza dimenticare il MUSE, Museo delle Scienze, uno dei migliori d’Italia.
Proprio qui, nel 1995, nasce l’Aquila Basket Trento dalla fusione della Dolomiti Sport B.C. Trento e della Pallacanestro Villazzano. Cinque anni più tardi viene innalzato uno dei palazzetti più belli e confortevoli d’Italia, il PalaTrento, tant’è che l’Italbasket ha scelto questo luogo per allenarsi in vista delle rassegne europee o mondiali, abbandonando lo storico palazzetto bormiese in Valtellina.
In quest’arena è cresciuta prima una società di pallavolo che è arrivata in cima al mondo e poi una di pallacanestro che, piano piano, passo dopo passo, è arrivata proprio ieri sera alle Last 32 di Eurocup.

Trento crede fermamente in questi tre ragazzi e piano piano ne aggiunge altri che la renderanno grande: uno di questi arriverà nel giugno 2013, stiamo parlando di Filippo Baldi Rossi, Fill8 per gli amanti dei Social.
Durante il primo anno di A2 questi ragazzini, stiamo parlando di poco più che ventenni (a parte Forray), conquistano una Coppa Italia di A2, mentre Dada porta a casa il titolo MVP. L’anno seguente dominano il campionato ed ai Playoff umiliano Capo d’Orlando ma, in semifinale, compiono un vero e proprio miracolo contro Torino e gran parte del merito va sempre a quel Dada Pascolo, ben aiutato dagli altri sopracitati, soprattutto in gara 5, a cui va aggiunto un ottimo giocatore come Brandon Triche: è Serie A. Ma la storia non è finita qui, anzi.

L’emblema di questo progetto è proprio il canestro messo a segno a 40 secondi dalla fine della partita contro Nanterre: realizzazione operaia e marcatura di Davide Pascolo, e chi avrebbe potuto metterlo se non proprio lui?
Last 32.
Storia.
Per il momento l’Aquila si è posata su una delle tantissime vette che si scorgono dalla Fontana del Nettuno, aspettando il momento propizio per tornare a spiccare il volo verso nuove vittorie. Ma state ben certi che non resterà a lungo a riposo.
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