Dopo oltre vent’anni di carriera tra NBA e competizioni internazionali, Dwight Howard ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal basket professionistico. La notizia segna la fine di un percorso straordinario per uno dei lunghi più dominanti del basket moderno, capace di lasciare un segno profondo nella storia della lega grazie alla sua potenza fisica, alla difesa e alla sua presenza sotto canestro.
La carriera di Howard era iniziata nel 2004, quando fu scelto con la prima scelta assoluta del Draft NBA dagli Orlando Magic. Proveniente direttamente dal liceo, senza passare dal college, il giovane centro si impose subito come un talento fuori dal comune grazie alla sua straordinaria combinazione di forza, atletismo ed esplosività. Proprio con gli Orlando Magic arrivarono i momenti più brillanti della sua carriera: Howard diventò il leader della squadra e uno dei simboli della franchigia, guidandola fino alle Finals 2009 contro i Los Angeles Lakers. In quegli anni il centro americano era anche un dominatore dell’area in difesa: non a caso conquistò per 3 anni consecutivi il premio di Defensive Player of the Year, un risultato che pochi giocatori nella storia della Lega possono vantare. A questi riconoscimenti si aggiungono 8 partecipazioni all’All-Star Game e diverse selezioni nei migliori quintetti stagionali.
Nel corso della carriera Howard ha vestito la maglia di numerose squadre NBA, tra cui Houston Rockets, Atlanta Hawks, Charlotte Hornets, Washington Wizards e Philadelphia 76ers. Il coronamento della sua carriera arrivò però nel 2020, quando riuscì finalmente a vincere il titolo NBA con i Los Angeles Lakers. In quella stagione Howard ebbe un ruolo importante all’interno della squadra guidata da LeBron James e Anthony Davis, contribuendo alla conquista dell’anello nella “bolla” di Orlando. Negli ultimi anni della sua carriera, il lungo americano ha deciso di continuare a giocare anche fuori dagli Stati Uniti, vivendo nuove esperienze soprattutto a Taiwan per poi venire inserito nella Hall of Fame nel 2025.
Nell’annunciare il proprio addio al basket giocato, Howard ha salutato anche il soprannome di Superman: “Non sono un superereo: piango, inciampo e ho sentimenti come chiunque altro. Anche di fronte alle bugie, ai media e all’odio continuo a sorridere attraverso la tempesta. Ma ora tolgo il mantello e mi ritiro definitivamente dal basket, per dedicarmi alla mia famiglia e restituire qualcosa alle comunità di tutto il mondo. So che alcuni di voi potrebbero pensare: ‘Ma non si era già ritirato?’ In realtà no… è stato il gioco a ritirare me!” ha scritto la leggenda NBA su Instagram. Poi la promessa: “Ogni 12 del mese, da ora in poi, sarà il D12 Day, una giornata in cui visiterò città in tutto il mondo e compirò atti di gentilezza verso persone a caso, per dare loro un motivo per sorridere”.
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