Esclusiva BU, Klaudio Ndoja: “Con voglia e passione nulla è impossibile. A Capo d’Orlando con CJ Wallace e Pozzecco…”

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Klaudio Ndoja, dopo aver giocato in molte squadre, tra cui Capo D’Orlando, Brindisi e Cremona in Serie A e molte piazze di A2, ora è alla Virtus Bologna, anche se costretto al riposo per un infortunio. Michele Pettene ha scritto un libro sulla sua vita, intitolato “La morte è certa, la vita no”, nel quale racconta la storia molto particolare del giocatore, da immigrato ad atleta professionista in uno dei campionati migliori d’Europa. Lo abbiamo incontrato proprio in occasione di un evento per il suo libro, al Teatro Civico “Memo Bortolozzi” di Manerbio, in provincia di Brescia.

 

Qual è l’obiettivo della Virtus Bologna per la stagione?

L’obiettivo principale è quello di far crescere i giovani, che a mio parere sono davvero molto forti, ma se ti chiami Virtus Bologna non puoi pensare solo a vivacchiare all’interno del campionato di A2, devi fare di tutto per cercare di portare la squadra e la città nelle posizioni che le competono.

Quando pensi di poter tornare in campo? Quali sono le tue condizioni fisiche? 

Devo svolgere le terapie fino all’otto dicembre, e il nove dovrei ritornare ad allenarmi, spero di non avere ulteriori complicazioni e di uscire definitivamente da questo incubo!

Hai giocato in molte squadre senza rimanere per molto tempo nella stessa città, secondo la tua opinione qual è la causa?

Secondo me ci sono varie motivazioni: nei posti dove mi sono trovato bene, per esempio Capo D’Orlando, la squadra è stata estromessa dal campionato. Un altro luogo in cui mi sono trovato bene è Ferrara e, dopo l’anno in cui ho giocato in Emilia Romagna, la società ha venduto il titolo alla Fortitudo Bologna. Io comunque ho bisogno di trovarmi bene nelle città nelle quali gioco e ho avuto l’occasione di visitare e scoprire l’Italia in lungo ed in largo. In conclusione posso dire che nei posti in cui mi sono trovato bene non ho potuto continuare a giocare per cause esterne, mentre nei posti in cui non mi sono trovato a mio agio, per motivi riconducibili al mio impiego durante le partite o al fatto che non ho legato con le persone o con il posto, me ne sono andato.

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Hai un aneddoto divertente da raccontare, avvenuto durante la tua esperienza a Capo D’Orlando?

A Capo D’Orlando ho vissuto il mio primo anno nella massima serie. Ci sono numerosi avvenimenti davvero divertenti, uno che mi viene in mente e che racconto anche all’interno del mio libro è quando giocavamo a nascondino in aeroporto per far passare il tempo e C.J. Wallace, per nascondersi, faceva il manichino e nessuno riusciva a trovarlo perché era davvero bravo a mimetizzarsi. Un altro aneddoto riguarda Pozzecco, che ad ogni volo che prendevamo recuperava tutti i numeri delle hostess e poi le richiamava facendole venire tutte a Capo D’Orlando!

Come è nata l’idea di scrivere il libro (di cui abbiamo scritto una sorta di recensione qui, e che parla della storia di Ndoja, ndr)?

Il libro ha il fine di aiutare le persone che vivono dei momenti di difficoltà ed aiutarli a superare questi ostacoli. Con la mia storia ho voluto dimostrare che nulla è impossibile se si conserva la voglia e la passione per una determinata cosa, perché se ci sono riuscito io, che provengo da un’altra terra, senza avere soldi ed una casa, vivendo per moltissimo tempo come un senzatetto… Se ci sono riuscito io, lo può fare chiunque.

Che sensazioni hai avuto quando sei sbarcato in Italia? E quando poi hai fatto ritorno in Albania?

Le sensazioni erano quelle di andare in un posto nuovo, per migliorare la propria vita, lasciandosi indietro le cose brutte che ho incontrato. Quando ho fatto ritorno in Albania, a cui sono molto legato, in quanto terra che mi ha dato i natali, ho potuto rincontrare le persone con le quali ho condiviso l’infanzia. Inoltre trovo il bisogno di tornarci ogni tanto, dato che sono molto legato alle mie origini.

Quanta importanza ha avuto la tua storia di vita sul rendimento in campo?

Secondo me c’è un legame importante tra le due cose, e la vita che ho vissuto mi ha insegnato a non abbattermi e ha forgiato il mio carattere. 

Quali progetti hai per il futuro?

Ultimamente sto riflettendo molto su questa cosa. Sicuramente voglio fare qualcosa per aiutare gli altri, non so ancora con quale mezzo, magari tramite una società Onlus, oppure allenando i ragazzi.

 

Ringraziamo per la disponibilità Klaudio Ndoja e gli auguriamo una pronta guarigione ed un positivo proseguo di stagione con la Virtus Bologna.

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