Eurobasket: i primi “flop” dopo la fase a gironi

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La fase a gironi di questa edizione di Eurobasket si è da poco conclusa, ma non c’è molto tempo per riposarsi perché già domani cominceranno le prime partite degli ottavi di finale. Tra mille sorprese e delusioni, in questo articolo andremo ad analizzare i principali “Flop” di questa prima fase, non necessariamente in ordine di importanza. Premessa: non confondente la parola “flop” con la parola “fallimento”, ma per “delusione” o “aspettativa non mantenuta” così da evitare di smettere di leggere questo articolo dopo la prima riga. Grazie.

1) RUSSIA

La più grande delusione di tutta la manifestazione, senza sé e senza ma: dopo tutte le vicende che hanno colpito la federazione russa prima del torneo, che inizialmente non sembrava nemmeno destinata a partecipare all’europeo, ci si aspettava una reazione che desse un segnale forte, per ricordare a tutti l’importanza di una nazionale che ha fatto nel bene e nel male la storia del campionato europeo. La Russia ha chiuso il girone al quinto posto con solo una vittoria, arrivata peraltro nell’ultima giornata contro la Bosnia. Nonostante le assenze importanti, la squadra ha fatto troppo affidamento sul solo Andrey Vorontsevich, alla prima volta nei panni di “franchise player” e ha sofferto troppo a rimbalzo viste le caratteristiche del roster (8 giocatori sopra i 2 metri di altezza e il più basso alto 1.90 metri, ma comunque sono finiti 13esimi nel ranking). Positive le prestazioni di Vitaly Fridzon (miglior scorer della squadra) e Dmitry Khvostov, ma la mancanza di un giocatore simbolo per la squadra e di alternative offensive ha influito soprattutto nei finali di partita punto a punto.

2) SERGIO SCARIOLO

Scariolo

Lo so, lo so. La Spagna si è qualificata come seconda in un girone di ferro e io sto inserendo il suo allenatore nei flop di questa prima fase. Adesso sinceramente non siete rimasti delusi anche voi dalle prestazioni delle furie rosse? Non vi è sembrato che mancasse ancora qualcosa? E’ inevitabile che viste le numerosissime assenza il gioco della squadra di coach Scariolo sarebbe dovuto cambiare, ma forse l’allenatore italiano è il primo a non essersi reso conto di questa cosa. In una selezione che ha vinto TUTTO con un organico a pieno regime, le assenze sotto canestro di due giocatori come Marc Gasol e Serge Ibaka pesano molto sul povero Pau, che però viene costantemente cercato e spremuto fino all’ultima goccia, snaturando così di conseguenza il gioco di una squadra che ha insegnato pallacanestro per un decennio. Lo stesso Rudy Fernandez sembra soffrire questo stile di gioco ed è apparso decisamente sottotono rispetto le sue prestazioni. Infine per quanto riguarda la metà campo difensiva, mi sembra palese come il rendimento della Roja sia in netto calo e poco costante, nonostante la presenza di eccellenti difensori.

3) UCRAINA

Oleksandr Lypovyy
Oleksandr Lypovyy

Non si può considerare una nazionale alla pari delle già citate Russia e Spagna, ma anche in questo caso mi permetto di definire l’Ucraina un’enorme delusione di questi campionati europei. Dopo la passata edizione, quella del 2013 in Slovenia, dove la sconfitta della nostra Italbasket proprio contro l’Ucraina ci è praticamente costata la qualificazione ai Mondiali, ci si aspettava molto ma molto di più. La squadra allora allenata da Mike Fratello ha chiuso al sesto posto e al mondiale l’anno successivo ha comunque fatto “la sua porca figura”. In questo europeo l’Ucraina ha vinto una sola partita, contro la Lettonia, di un solo punto, e ha dovuto subire l’umiliazione della sconfitta contro l’Estonia, che mancava dall’Europeo del 2001. Gioco inesistente, 18esimi per punti segnati a partita e addirittura 20esimi per assists: salvano la faccia i soli Jerome Randle e Kyrylo Fesenko, ma da un punto di vista prettamente individuale.

4) LITUANIA

La "nuova" Lituania  (http://www.litnews.lt/)
La “nuova” Lituania   (http://www.litnews.lt/)

Anche qua potrete storcere il naso, ma vale lo stesso discorso fatto precedentemente per la Spagna: la Lituania aveva oggettivamente parlando il girone più facile da affrontare e nonostante tutto l’impresa non è stata poi così scontata. Senza prendere in considerazione la sconfitta occorsa contro il Belgio (si esatto, il Belgio), sono arrivate due vittorie contro Estonia e Ucraina di solo 2 punti e 1 punto di scarto. Un gioco molto meno divertente e funzionale degli anni scosi, dovuto probabilmente dalla giovane età del gruppo, ma che non giustifica la difficoltà della truppa di coach Jonas Kazlauskas nel “mettere il pallone dentro il cesto” (17esimi nel ranking globale) e solamente 15esimi per assist a partita. Non si vuole sminuire una squadra che è passata come prima nel girone D e che rimane comunque ostica da affrontare: le prestazioni di Jonas Valanciunas dimostrano sempre di più come sia un giocatore in crescita, capace di caricarsi la squadra sulle spalle all’età di 23 anni. La stessa cosa si può dire per Paulius Jankunas e Mantas Kalnietis, che si confermano ancora una volta sul panorama europeo, ma l’impressione è che la Lituania delle passate edizioni sia, purtroppo, solo un dolce ricordo.

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