Finals NBA: Miami lotta, recupera e vince una partita di quelle che restano nella storia

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He got game
Gara 6 delle finali NBA , alla triple-A di Miami

La partita è di quelle “pesanti”, se San Antonio vince, si mette l’anello al dito e castiga Lebron e compagni, se Miami vince, la serie sia a livello di gioco sia  a livello psicologico gira per l’ennesima volta…
C’è elettricità nell’aria, ma i volti dei giocatori non trapelano emozioni.
Concentrazione, determinazione e si parte:

Il match si apre subito in grande equilibrio e le squadre sembrano sfidarsi a colpi di fioretto, senza paura.
LBJ macina gioco, Duncan trascina i suoi e il ritorno di Andersen mette ancora più carica all’American Airlines Arena (come se non bastasse l’importanza della partita).
Nei primi due quarti, guidati dal caraibico gli Spurs toccano i 5 di vantaggio, Parker è incontenibile, ma Green, Neal e Ginobili non riescono ad entrare in partita…
Inizia il terzo quarto e Miami va ancora più sotto, Leonard prima e  Duncan poi segnano i punti di un +10, che comincia a profumare di vittoria finale.
Quarto quarto: Lebron al bivio della sua carriera, Allen e Wade in parabola discendente e Bosh, dominato a rimbalzo, con la possibilità di riscattarsi…
Miami inizia subito fortissimo, capitanati dal The King, in 6 minuti risistemano il tabellone, parità a quota 82 (da sottolineare una tripla di Miller senza scarpa).
Da qui in poi, ricomincia la partita: prima Heat avanti poi contro-sorpasso San Antonio con Parker sulle righe…
Errori su errori di Miami riportano il vantaggio degli Spurs a 5 punti, ma Lebron spara: tripla sul ferro… rimbalzo Wade, e palla di nuovo all’MVP della stagione regolare che ri-spara e sta volta fa centro 94-92 per i texani.
Fallo sistematico su Leonard che sbaglia il primo libero e segna il secondo: 95-92.
Lebron ancora dall’arco per il pareggio… Nuovamente palla sul ferro; Bosh però vola e consegna la palla nelle mani più sicure e come in un film Ray Allen (He Got Game) da tre fa esplodere una bomba dalle sue mani, che non può far altro che finire dentro 95 pari a 5.2 dalla fine.
Parker ha ancora il tempo di portarla a casa, ma la difesa di LBJ è ineccepibile, francese mandato dalla parte dove voleva il prescelto, leggero tocco con l’avambraccio che toglie stabilità, senza commettere fallo, al francesino.

Si va dunque ai supplementari, dove sul 101-100 per Miami segnato da Lebron, gli attacchi si fermano per due turni di fila; Ginobili attacca, passi di partenza, non fischiati, manata da Wade sul braccio, colpo terminale di Allen che prende palla e mani, gli arbitri non fischiano niente… La palla va ad Allen che dalla lunetta ammazza la partita.
Da sottolineare nell’overt-time le due stoppate di Bosh la prima su Parker e la seconda sul tiro disperato di Green.

Ci viene solo un dubbio, ma dove era Popovich sul più tre quando poteva fare fallo e non permettere la tripla di Ray Allen?
Certo in America non è considerata una mossa corretta, ma probabilmente il vecchio Pop si mangierà anche più di un’unghia per questa scelta…

Si andrà a gara 7
La partita dell’anno… La partita che assegnerà il titolo a solo una di due squadre che meriterebbero, per motivi diversi, il titolo.

Il box-score:
MIAMI SANANTONIO
Gli high-lights:

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