NBA Finals 2013: There will be Game 7

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NBA Finals 2013

Nessuna immagine descrive meglio la situazione, stiamo parlando di una vera e propria guerra, che vedrà la sua fine fra 48 ore. Stiamo parlando di due concezioni della pallacanestro diametralmente opposte, stiamo parlando di San Antonio Spurs e di Miami Heat.

La verità è che la finale del thriller mai come ora è stata così incerta, o meglio, diversi fattori (statistiche e non) permettono di trovare altrettante chiavi di lettura (la percentuale dagli angoli da oltre l’arco o quella “in the paint” sono a dir poco decisive, per dirne due) per cercare di analizzare quella che ad oggi forse è la serie finale più rocambolesca della National Basketball Association, ma per ovvi motivi ci sarà sempre qualche variabile che verrà dimenticata, che farà periodicamente saltare gli schemi.

San Antonio è andata vicinissima dal chiudere questa serie, più vicina di quanto mostrava il segnapunti o il cronometro. E’ andata vicinissima a far crollare le speranze della Triple A e del 95% delle persone al suo interno, ma tutto questo, non è bastato. Si potrebbero trovare diverse analogie con il passato (in particolare con GM 7 del 2010, dove dei maestosi Celtics sciuparono un preziosissimo vantaggio e videro i proprio sogni di gloria svanire, a discapito degli odiati Lakers, nettamente più grossi e più possenti sotto le plance), ma questi sono i classici momenti fuori-script della lega, dove nessuno riesce capirci qualcosa, dove tutto il mondo (non solo quello della palla a spicchi) si ferma per riflettere ma non trova mai la soluzione del giallo.

Molti daranno la colpa/merito ad un singolo episodio (vedi tripla impossibile di Ray Allen per forzare il supplementare o il fallo netto commesso su Ginobili a 5.2 secondi dalla fine, ingiustamente non sanzionato), ma in realtà mai come ora anche i dettagli fanno propendere la serie da una parte (Florida) piuttosto che dall’altra (Texas). Vedere per credere: le enormi (e comprensibili) difficoltà incontrate da Danny Green (mai entrato in ritmo), la tripla messa su un piede solo di Mike Miller (che ha svolto un lavoro a dir poco encomiabile se pensiamo alla sua schiena), la fascetta persa dal #6 che magicamente, come per incanto  si ricorda di essere uno dei migliori della storia di questo gioco (ma probabilmente non IL migliore, per una serie di situazioni che potete facilmente intuire),  le tre genialate senza senso di Tony Parker (tripla in faccia a LeBron, recupero decisivo e valzer con “gol allo scadere” contro Wade), o l’errore impercettibile (in pochi se ne sono accorti in diretta) di Ginobili (a dir poco deleterio per i suoi) nella sua ultima serie di tiri liberi, così come quello di quel genio incompreso che risponde al nome di Kawhi Leonard, che dimostra ancora una volta una spaventosa tenacia e determinazione (che vanno ben oltre la sua commovente difesa, i suoi pesantissimi punti e gli altrettanto importanti rimbalzi) per uno che è nel mondo dei Pro da meno di due anni (un SOPHOMORE, si avete letto bene, un SOPHOMORE) , ma sbaglia sul più bello dalla lunetta l’occasione per regalare allo Spurs Universe il quinto titolo NBA della storia, o ancora gli incredibili errori di Popovich che opta per non commettere fallo intenzionale sul +3 e successivamente sceglie di privarsi di Duncan, situazione che poi porterà al pesantissimo rimbalzo di Chris Bosh, con quest’ultimo che saggiamente affida l’ultimo tiro a Sugar Ray anziché andare da LeBron .

Ad alimentare questa guerra ci hanno pensato i grigi, che onestamente toppano e non di poco l’appuntamento decisivo: alcuni falli molto dubbi su Parker, così come su James sono solo briciole in confronto al caso “da moviola” avvenuto a 5.2 secondi dalla fine del supplementare. Si ha la netta sensazione che queste due squadre sono per certi versi l’una il peggior avversario possibile dell’altra. E di questo aspetto largo merito va dato a Popovich, che nonostante tutto è evidentemente l’ago della bilancia di questa serie (a panchine invertite lo sweep degli Heat verrebbe quotato a 1,0001).

Anche e soprattutto a mente lucida, tentare di prevedere gara 7 è semplicemente IMPOSSIBILE, sia per noi, sia per i giocatori. Finalmente il Larry O’Brien Trophy verrà alzato, e solo una delle due fazioni scriverà una nuova pagina di storia, lasciando all’altra rimpianti e delusioni.

La soluzione del giallo dunque è fissata per giovedì sera alle 21.00 (in Italia la notte tra giovedì e venerdì alle 3.00), su una sola cosa siamo sicuri, tutti i giocatori dovranno dare quel qualcosa di magico che hanno dentro per vincere, dovranno buttare il cuore oltre l’ostacolo.

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