Gresta ancora senza confini: “In Cina con Iverson”

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Luigi Gresta non la smette proprio di stupire; dopo l’esperienza da allenatore in Kuwait,  l’ex coach di Cremona sarà impegnato in Cina con una selezione di giocatori americani, tra i quali, ci sarà addirittura Allen Iverson, scelta numero 1 al draft del 1996, quello dei vari Bryant, Nash e Allen, nonché straordinario Mvp della stagione 2001 con i Philadelphia 76ers, guidati a delle improbabili Finals contro i Lakers. Questa particolare squadra, ancora da ufficializzare, sarà impegnata contro alcune delle migliori compagini del massimo campionato cinese, la Cba. La tournée durerà poco più di un mese: il 24 aprile ci sarà il primo degli incontri, che si terranno oltre 3/4 giorni. Gresta, per gli amici noto come “Gigio”, farà rientro in patria il 31 maggio.

Ecco le dichiarazioni rilasciate dall’allenatore italiano alla Gazzetta dello Sport su come è maturata questa occasione e sull’ansia di viverla in maniera completa:

 “Il mio amico Brock Gillespie, una guardia bianca che ha giocato in molti club e farà parte del team, al ritorno dal Kuwait mi chiese se volessi partecipare a questa tour di esisbizione, alla guida di una squadra invitata in Cina come attrazione principale e io diedi la mia disponibilità. Cercavano un tecnico che parlasse bene la lingua inglese, che sapesse stare con gli americani e che conoscesse le regole Fiba, che sono quelle che si seguiranno. Sarà l’occasione per visitare una nazione dove la pallacanestro è differente e in crescita, con un livello e un seguito ben diversi da quelli del Kuwait. Parto sempre con grande entusiasmo, amo conoscere posti nuovi da quando, giovanissimo, andai a Luisiana State. Sono curioso e non vedo l’ora. Mi farò conoscere in quell’ambiente, è grande la mia volontà di esplorare altri mondi. Il difficile è mettere la prima volta il piede fuori dall’Italia, poi è una catena che si autoalimenta”.

Luigi Gresta in attesa di una nuova grande avventura
Luigi Gresta in attesa di una nuova grande avventura

Non mancano, ovviamente, riferimenti e paragoni con la recente esperienza in Kuwait, sicuramente più performante dal punto di vista personale e culturale che non professionale:

“Ho la fortuna di fare una vacanza pagata in posti che non ho mai visto. Se riuscirò anche ad accrescere la mia esperienza nel basket, sarà una cosa buonissima. Per un mese si guadagna bene, ma non è l’aspetto economico che mi ha spinto a dire sì, come accadde in Kuwait. Là il livello è diverso e sono molto molto indietro. Ho conosciuto la cultura araba, con le sue difficoltà di integrazione. Ripeto, penso a quanto siamo fortunati in Italia, sebbene più poveri. Credo che in Kuwait non lavorerò più,  basta così grazie. La Cina invece mi attira. Voglio vivere le emozioni che dà lo sport, in Kuwait le provavo una volta al mese, quando andavo a ritirare lo stipendio. Se devo fare qualcosa che non mi dà il fuoco, tanto vale che sfrutti la mia laurea in Economia e mi metta a fare il commercialista”.

Tra Cina e Iverson, sembra impossibile poter provare nostalgia dell’Italia, eppure la Serie A conserva il proprio fascino su Gresta: 

“Il basket italiano mi ha sempre dato emozioni. E’ più difficile ricevere delle chiamate e sono molto meno remunerative, ma la domenica sera e il lunedì gioisci o soffri per un risultato. Voglio avere emozioni continue, ogni giorno”.

Un grande in bocca al lupo a Gresta dunque, sperando che questo mese possa rivelarsi per lui una palestra stimolante come allenatore e come uomo.

 

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