Ci sono alcune statistiche incredibili che riguardo i playoff dei New York Knicks. Numeri che testimoniano la “magia” che in questo settimane si è percepita intorno alla squadra della Grande Male.
I Knicks hanno registrato una differenza punti di +283 (con una media di +15 a partita), il migliore nella storia dei playoff NBA. Hanno perso solamente tre partite (due al primo turno con Atlanta e una in finale con San Antonio) per un complessivo -6. Non hanno perso nessuna partita con più di 4 punti di scarto, come era riuscito solamente ai Bulls nel 1991 e nel 1998, inoltre hanno collezionato 12 vittorie in doppia cifra, pareggiando anche in questo caso il record. Cinque di questi 12 successi sono arrivati con almeno 29 punti di scarto, comprese quelle per chiudere le prime tre serie. Anche i nove sorrisi in trasferta in una singola post season sono un record pareggiato.
Le rimonte
I Knicks hanno registrato un record di 6 vittorie e 2 sconfitte nelle partite di playoff in cui si sono trovati in svantaggio in doppia cifra. È il miglior record del genere per qualsiasi squadra nei 30 anni di dati play-by-play.
In Gara 1 delle finali della Eastern Conference, hanno rimontato uno svantaggio di 22 punti per battere i Cleveland Cavaliers, che in precedenza avevano un record di 40-1 nelle partite in cui si erano trovati avanti di almeno 15 punti.
Nelle Finals, incredibilmente, i Knicks sono andati sotto in doppia cifra in tutte e cinque le partite, perdendo i primi quarti con un passivo totale di 57 punti. Ma hanno rimontato ogni volta, e lo svantaggio di 29 punti recuperati in Gara 4 ha pareggiato la seconda più grande rimonta per vincere una partita di playoff nei 30 anni con i dati storici a disposizione. È stata la più grande rimonta mai completata nelle Finals in questo arco di tempo, ma in questa serie hanno fatto registrare anche la quarta e l’undicesima.
I singoli
OG Anunoby ha chiuso i playoff con una percentuale reale dal campo (effective field goal percentage) del 67,2%, la più alta di sempre nella storia della NBA per chi ha tentato almeno 150 tiri. A trainare questo dato è stato il tiro da tre punti (49% totale, con un eccezionale 59% dall’angolo sinistro). Parliamo del quarto miglior dato al tiro pesante per un giocatore con almeno 75 tentativi in una singola postseason. Karl-Anthony Towns, invece, ha stabilito il miglior plus-minus individuale della postseason negli ultimi 30 anni (+258), superando il +245 di Curry nel 2017.
Un pizzico di fortuna
In questa clamorosa run c’è stato anche un pizzico di fortuna. Gli avversari dei Knicks hanno tirato appena 123 su 355 (34,6%) nei tiri da tre punti completamente smarcati (wide-open). Si tratta della quinta percentuale più bassa nei playoff tra le 51 squadre i cui avversari hanno tentato almeno 200 triple smarcate nelle 13 stagioni da quando esistono i dati di tracciamento.
Gli Spurs hanno avuto un buon 47 su 117 (40,1%) in questo dato nelle Finals. Ma nei due turni precedenti, i Philadelphia 76ers (14 su 55, 25,5%) e i Cleveland Cavaliers (24 su 74, 32,4%) hanno tirato complessivamente con il 29,5% nelle triple aperte contro la difesa di New York. I Knicks hanno beneficiato anche di non aver dovuto affrontare i Boston Celtics (nella top 5 della lega sia in attacco che in difesa) o i Detroit Pistons (che li avevano superati di ben 28 punti a partita nei tre incontri stagionali sulla strada verso le Finals).
I loro avversari hanno tirato appena con il 21% (4/19) da tre nei finali di partita combattuti (clutch) e solo 10/21 (48%) nei tiri liberi decisivi, contribuendo al record di 6-3 nelle partite decise da 5 o meno punti negli ultimi cinque minuti. A tutto ciò si aggiungono alcuni episodi come la scelta scellerata di Fox e il successivo tap-in di gara 4 che contribuiscono alla definizione di “squadra in missione”.
Il cronometro
Nel corso dei playoff, i Knicks hanno segnato 345 punti dal campo negli ultimi sei secondi del cronometro dei 24 secondi. I loro avversari ne hanno segnati 166.
Quindi, quando si è trattato di segnare a fine azione, i Knicks hanno più che doppiato i loro avversari. Hanno anche subito 17 falli in più (49 a 32) rispetto agli avversari negli ultimi sei secondi del possesso.
In parte ciò è dovuto semplicemente al fatto che i Knicks giocano a un ritmo molto più lento rispetto agli avversari. I loro 16,1 secondi per possesso hanno rappresentato la media più alta dei playoff, mentre il dato dei loro avversari (14,3 secondi per possesso) è stato il più basso concesso a un’avversaria.
Forse nessun giocatore si sente più a suo agio in questo di Jalen Brunson, che ha guidato questi playoff con 100 canestri realizzati negli ultimi sei secondi del cronometro.
Ma se Brunson è il creatore di gioco primario, non è certo l’unico in grado di segnare allo scadere. Negli ultimi due anni (combinando stagione regolare e playoff), ci sono stati 46 giocatori con almeno 300 tiri tentati negli ultimi sei secondi del possesso. Tra questi 46 giocatori, Brunson (51,6%), Bridges (51,3%), Anunoby (50,2%), Towns (50,0%) e Hart (47,7%) si classificano rispettivamente al secondo, terzo, quarto, quinto e nono posto per percentuale reale dal campo nei tiri nei pressi della sirena.
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