Il weekend delle coppe nazionali: tra pronostici ribaltati, conferme e sorprese

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Weekend di coppe nazionali in giro per l’Europa. Per quattro giorni (a volte cinque) tutti i principali campionati del vecchio continente si sono presi una pausa dalla stagione regolare, al fine di dare spazio ai vari tornei che, per via del formato, non mancano mai di sorprendere, come la Coppa Italia ha confermato ancora una volta in maniera clamorosa.
Il caso italiano è particolare. Il torneo, che ha visto Cremona alzare la sua prima storica Coppa Italia, ha visto le principali contendenti (Milano, Avellino e Venezia) venire eliminate al primo turno, tra risultati che sorprendono a prescindere, come il nuovo fallimento dell’Olimpia Milano, oppure che sorprendono per il modo in cui sono arrivati, come le rimonte subite da Avellino e, in maniera più netta, dalla Reyer Venezia.

Ma vediamo in giro per l’Europa cosa ci ha riservato questo weekend di fuoco.

Partiamo dalla Serbia. Come l’anno scorso, la finale (nessuna sorpresa a riguardo) è l’infuocatissimo derby Stella Rossa-Partizan Belgrado, e anche quest’anno roster alla mano la Crvena parrebbe la favorita. Ma si sa, la “carta” nella pallacanestro conta quel che conta, e l’esito del torneo rispecchia esattamente quello dell’anno precedente: vince il Partizan, al termine di una finale tiratissima (terminata 76-74), con Alex Renfroe nominato MVP.

Andiamo in Israele. Il formato israeliano prevede la partecipazione di un numero maggiore di squadre rispetto alle classiche final eight a cui siamo abituati. Ai quarti di finale sono già qualificate tre squadre, mentre i restanti cinque posti vengono assegnati tramite scontri diretti tra dieci squadre. Tra queste, vi è il Maccabi Rishon (campione di Israele nel 2016), che distruggendo l’Ironi Nahariya si è conquistata un posto ai quarti di finali. Ad attenerla ai quart c’è il Maccabi più famoso, quello di Tel Aviv, che vanta un roster di alti livelli europei e che è ampiamente in corsa per i playoff di Eurolega. Il risultato, sulla carta, parrebbe scontato, ma si sa che in gara secca può succede di tutto. E infatti, esattamente come l’Olimpia Milano, anche il Maccabi Tel Aviv fallisce clamorosamente l’appuntamento con la coppa nazionale, venendo eliminata proprio al primo turno. La sconfitta, per 88-77, consente al Maccabi Rishon di avere la carica necessaria per arrivare sino alla finale dove la attende l’Hapoel Jerusalem di James Feldeine e Josh Owens. Al Maccabi Rishon non riesce la seconda impresa, e a vincere la Coppa di Stato Israeliana dopo 9 anni dall’ultima volta è l’Hapoel. La finale termina 67-82, e l’MVP viene assegnato all’ex-Vanoli TaShawn Thomas.

In Spagna, probabilmente il campionato dal livello tecnico più alto del continente, il torneo risulta sempre molto equilibrato. Tuttavia, a vincere sono sempre (o quasi sempre) Real Madrid o Barcellona, spesso in finale l’una contro l’altra. Anche quest’anno, la finale è stata uno spettacolo incredibile, uno spot per la pallacanestro da vedere e rivedere, e anche quest’anno ad alzare la Copa del Rey è il Barcellona, sempre con Heurtel MVP. La finale termina 94-93, dopo un overtime e una chiamata finale su Randolph che sta già destando diverse polemiche

Di polemiche ce ne sono state, eccome, anche in Grecia. A vincere è il Panathinaikos, per la settima volta nelle ultime otto edizioni, in finale contro il PAOK (73-79, Calathes MVP). Ma a far notizia non è stato certamente l’esito, quanto lo sviluppo del torneo, che ha visto l’Olympiacos abbandonare il campo in semifinale proprio nel derby contro il Pana, che non ha perso l’occasione di rinfacciare l’accaduto in ogni modo possibile. Oltre all’umiliazione da parte dei rivali di sempre, la squadra del Pireo dovrà anche affrontare una penalizzazione in campionato.

Tutto decisamente più regolare in Turchia, dove il Fenerbahçe riesce ad alzare la Coppa dopo due anni di astinenza, superando 80-70 in finale l’Efes campione in carica. Tra tutti tornei disputati nel weekend, la Coppa di Turchia è quella che ha mostrato il minor numero di sorprese, sia sul campo che fuori, svolgendosi rispettando praticamente tutti i pronostici della vigilia. MVP del torneo Luigi Datome, che chiude con 22 punti e 4 assist.

Sorprese invece ce ne sono state in Germania. Come in Italia, la super-favorita della vigilia è senza dubbio l’unica squadra a disputare l’Eurolega, ossia il Bayern Monaco (campione in carica), come d’altronde lo era l’anno scorso il Bamberg. Eppure, ancora una volta, la predisposizione iniziale risulta quasi essere un peso. A vincere la BBL-Pokal è infatti il Brose Bamberg, che torna ad alzare un trofeo dopo un anno complicato, superando in un’altra finale tiratissima (83-82) l’Alba Berlino. A eliminare la corazzata bavarese ci ha pensato l’Alba, che non è riuscita a portarsi a casa il torneo. Decisiva, in finale, una tripla di Nikos Zisis.

Insomma, sorprese ce ne sono state, anche se la finale avuta in Italia (per storia e aspettative della vigilia) è certamente un inedito in giro per l’Europa. Una cosa è certa: i pronostici in competizioni del genere non servono praticamente a niente. E non è questo quello che le rende così avvincenti ed interessanti?

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