Poco. Inutile nascondersi dietro a un dito. Nelle uniche due partite vere giocate (non contiamo quella contro il Bahrain), abbiamo ampiamente deluso le aspettative. Non ci saremmo aspettati un’Italbasket dominante in questo Pre-Olimpico ma contro Porto Rico e Lituania abbiamo giocato sotto le nostre potenzialità, nonostante alcune dichiarazioni dei protagonisti vadano contro questa nostra affermazione.
Certo, presentarsi al Pre-Olimpico senza il proprio miglior giocatore non è stato semplice per l’Italbasket. Ma mancava anche alla Lituania. E Porto Rico è una bella squadra ma ha 3-4 individualità, il resto sono giocatori di medio-bassa fascia europea. Noi avevamo 8 giocatori e mezzo (Mannion ha iniziato la stagione al Baskonia e poi tornato in Italia a dominare la Serie A) di EuroLega e 1 NBA. Non vogliamo considerare Bortolani e Caruso perché hanno visto pochissimo il campo all’Olimpia quest’anno? Sono sempre 6 e mezzo + 1 NBA + il playmaker titolare di una squadra attrezzatissima per l’EuroCup come la Reyer Venezia.
Non ci siamo proprio presentati con Daniele Magro, Guido Rosselli e Luca Vitali da “4 tattico”, per intenderci. Abbiamo visto Nazionali migliori di questa ma anche peggiori. Eppure è mancato l’ardore agonistico che ha contraddistinto il gruppo azzurro dal 2021 al 2023. Contro Porto Rico abbiamo resistito un tempo ma poi ci siamo afflosciati su noi stessi nella ripresa. Contro la Lituania, invece, sembrava non ci fossero soluzioni, né difensive né offensive. E il -24 finale testimonia la brutta serata e settimana dei nostri ragazzi a San Juan.
Da dove ripartire
Anzitutto dal biennale di Simone Fontecchio in NBA di questa notte. La speranza è averlo per il prossimo EuroBasket con ancora maggiore esperienza e fiducia nei propri mezzi. Inutile dire che abbiamo sentito a dismisura la sua mancanza in un ruolo dove siamo scoperti perché Awudu Abass e John Petrucelli non sono riusciti minimamente a non far rimpiangere l’assenza di Simo.
Se in attacco ce lo saremmo aspettati, in difesa ci saremmo immaginati qualcosa di più dal miglior difensore del nostro campionato nel 2023 e nel 2024 e da un difensore di livello di EuroLega come Abi. Eppure la notte appena trascorsa Marius Grigonis è sembrato un’iradiddio, per meriti suoi fino a pagina 4, perché noi non abbiamo proprio fatto l’impossibile per fermarlo.
La naturalizzazione di Donovan Clingan
Anche quest’estate abbiamo visto un Achille Polonara sotto il livello degli anni al Baskonia o di quello del Fenerbahce. Contro la Lituania non ha fatto male all’inizio ma poi è stato panchinato e non ha potuto continuare la sua prestazione. Detto ciò, ci ha abituato a nottate migliori di questa, a prescindere dal minutaggio.
Cercare di naturalizzare il classe 2004 americano numero 7 all’ultimo Draft NBA sarebbe una manna dal cielo per il nostro reparto lunghi. Nicolò Melli potrebbe fare l’ala forte, suo ruolo naturale, e Danilo Gallinari potrebbe giocare meno minuti da centro, evitando anche accoppiamenti “imbarazzanti” – non per colpa sua, ma per taglia fisica che madre natura gli ha dato – a Pippo Ricci, che questa notte più di una volta ha dovuto marcare Donatas Motiejunas.
Clingan ha dimostrato di poter essere un ottimo prospetto nei suoi anni a UConn ma ricordiamoci che è veramente complesso ottenere il passaporto italiano, a meno che tu non abbia sposato una ragazza di origini italiane. In questo modo è più semplice. Altrimenti basta una piccola sbavatura per far saltare tutto.
Marco Spissu dev’essere ancora il playmaker titolare di questa Nazionale?
La risposta è complessa, quindi ce la caviamo con un “dipende”. Spissu è stato il più deludente di tutti a San Juan, senza se e senza ma. Però Nico Mannion lo segue a ruota o, anzi, è sulla stessa linea. Alessandro Pajola ha delle qualità che ben conosciamo ma sappiamo benissimo che non può essere un riferimento offensivo, a differenza di Matteo Spagnolo, che invece di punti nelle mani ne ha. Se il classe 2003 dell’ALBA Berlino riuscisse a migliorare le sue performance in EuroLega, non saremmo stupiti di vederlo in quintetto stabile al Campionato Europeo che si giocherà tra Lettonia, Cipro, Finlandia e Polonia.
Le alternative non sono tante, a parte Darius Thompson, che comunque andrebbe più che bene. Bisogna però capire le sua reali volontà di giocare con l’Italbasket oppure la decisione di ottenere il passaporto italiano gli permette solamente di giocare in Liga ACB da comunitario e non da extracomunitario, elemento non banale perché in Spagna i giocatori con visto possono essere solamente 2 per squadra.
Gianmarco Pozzecco, Nicolò Melli e gli altri?
La conferma del Poz fino all’Europeo del 2025 è la certezza insieme alla presenza di Capitan Nicolò Melli. Tutto il resto è da capire: ripartire o continuare per l’ultimo ballo. Probabilmente si andrà in continuità, inserendo qualche elemento, com’è stato fatto negli ultimi anni. Spagnolo e Procida non possono non far parte del gruppo, anche se ci aspettiamo un ulteriore salto di qualità da parte di entrambi. Stiamo a vedere se ci sarà Leonardo Totè tra i lunghi, lui che avrà un ruolo chiave nella Napoli di Igor Milicic.
E poi? E poi poco altro. L’unica speranza è che Nico Mannion torni quello del 2021 e non sia quello di Bologna e Vitoria, anche se quello di Varese ci aveva illuso, peccato però che al Pre-Olimpico con l’Italbasket non ha ripetuto quello ammirato con i prealpini...