La Virtus Bologna vince contro una Pesaro mai doma

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Virtus Segafredo Bologna – VL Pesaro 78-70

(22-11, 23-26, 16-10, 17-23)

Per la 23esima giornata del campionato va in scena al Paladozza di Bologna l’anticipo di campionato tra la Virtus Segafredo Bologna e la VL Pesaro, due squadre che certo non si sono mai amate e con le rispettive tifoserie acerrime rivali. Djordjevic cerca il suo terzo successo consecutivo dal suo arrivo in panchina mentre Boniciolli deve provare a cambiare una inerzia sicuramente negativa di ben 6 sconfitte consecutive con una VL invischiata nella lotta salvezza.

Pronti via e la VL sembra partire con il piede giusto grazie a Mockevicius e Lyons con Boniciolli che decide di lasciare Murray in tribuna nel gioco delle rotazioni per far posto al giovane russo Shashkov anche se con il senno del poi magari, vista la prova del russo in campo per nove minuti senza mai incidere, forse si poteva puntare proprio su Murray, in odore di taglio per fare spazio ad un quattro. La Virtus invece ha Martin in tribuna per un guaio fisico subito in settimana e lascia per scelta tecnica Qvale fuori per far spazio a Chalmers al suo debutto nel campionato italiano. Dopo il buon avvio pesarese è la Virtus a prendere le redini del gioco in mano soprattutto grazie ad un chirurgico Aradori ed alla verve offensiva del francese M’Baye  me è tutta la squadra che inizia a girare e rendersi a turno pericolosa. Anche Chalmers si iscrive a referto con un bellissimo sottomano a fil di sirena del primo quarto chiuso con la Virtus che doppia la VL 22-11. L’inizio di seconda frazione è di certo pessimo per gli uomini di Boniciolli che causa una panchina sicuramente corta e mal costruita per la massima serie si trovano con uno svantaggio che arriva fino al +18 del 36-18 dopo il canestro di Aradori, con appena 4 minuti giocati e con il coach a chiamare subito time-out. Pesaro rientra in campo con altro piglio serrando le maglie in difesa e cercando di contenere le transizioni bianconere. Poco a poco i biancorossi ritrovano anche le conclusioni pesanti di Artis e di Lyons che riportano Pesaro ad un più decoroso svantaggio di soli 8 punti per il 45-37 con cui si chiude il primo tempo.

La seconda parte di gara vede un peggioramento collettivo di gioco, di percentuali al tiro e con una serie innumerevole di palloni persi anche in modo banale da parte di entrambe le squadre. Pesaro nella terza frazione prima sprofonda di nuovo sul -16 ma poi è brava a reagire grazie a McCree e Mockevicius e con Bologna che sembra sempre pronta a scappare via ed invece si limita al compitino rischiando di vedere riavvicinare gli avversari. Il vantaggio dopo 30 minuti è comunque consistente  (61-47), ma Pesaro è comunque meritevole nel non mollare mai la presa ed almeno provare a riavvicinarsi anche nell’ultima parte del match caratterizzato da molta confusione su entrambe i lati del campo e bel gioco che latita anche per il nervosismo che invece cresce e con una terna arbitrale che sembra scontentare un po’ tutti. In questo gioco di nervi a farne le spese maggiori è proprio Pesaro con Lyons reo di un fallo tecnico gravissimo perchè combacia con il suo quinto fallo a causa di una esultanza con il bicipite in evidenza dopo un suo bel canestro in penetrazione. Anche Boniciolli e la panchina perdono la bussola per altri due tecnici proprio nel momento di maggiore sforzo di una VL che sta provando a rientrare sotto la doppia cifra di svantaggio. Con il tempo che scorre inesorabile la Virtus amministra il vantaggio fino al 78-70 finale. Ben 4 uomini in doppia cifra per Bologna, con 19 per Aradori, mentre agli ospiti non sono bastati i 26 di McCree coadiuvato da un Mockevicius sempre solido e presente. Qualche segnale positivo per Lyons che comunque sbaglia molto, mentre Blackmon sottotono ingabbiato dalle continue rotazioni difensive.

Virtus Segafredo Bologna: Punter 7, Moreira 9, Taylor 10, Baldi Rossi 2, Kravic 12, Chalmers 5, Aradori 19, M’Baye 10, Cournooh 4.

VL Pesaro: Blackmon 13, McCree 26, Artis 7, Lyons 13, Ancellotti 0, Monaldi 0, Shaskhov 0, Zanotti 0, Mockevicius 12.

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