Le pagelle dell’Italia: Beli giganteggia ancora, Datome e Aradori sul velluto

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Dopo aver travolto giovedì i padroni di casa di Israele, l’Italia ha vinto anche la seconda partita del suo Europeo contro l’Ucraina. Di seguito, le nostre valutazioni sui protagonisti azzurri del match:

Hackett 6,5: capisce che non è la sua giornata ideale al tiro, perciò si sforza sempre di trovare un compagno meglio piazzato o più in palla. Obiettivo sempre centrato, anche in quei momenti in cui il pallone sembra congelato e la circolazione è più statica. Al solito efficiente anche in difesa e a rimbalzo. Giocatore a tutto tondo (miglior assistman e rimbalzista dei nostri).

Filloy 6,5: se Daniboy è il play in grado di rendere al meglio in tutte le varie fasi del gioco, Ariel sta assolvendo in pieno alla sua funzione di tiratore e scorer dalla panchina. La sua perfetta tecnica di tiro gli frutta 12 punti con 4/5 dall’arco. Per nulla male.

Belinelli 8: nel primo tempo la sua mano è stata più calda della temperatura media dell’estate italiana. Che siano tiri ben costruiti o forzature non importa, lui un modo per segnare da fuori lo trova sempre. Nel secondo tempo tira un po’ il freno a mano, ma fa in tempo ad assestare il colpo del KO. 26 punti col 50% da 3, un’ottima applicazione difensiva e, soprattutto, la sensazione che, nonostante ciò, si stia comunque gestendo molto bene, conscio che il difficile deve arrivare.

Aradori 7,5: era stata forse l’unica nota stonata dell’esordio, ma oggi ha dimostrato di esserci pienamente con testa, mani e pensiero. Attacca sempre il proprio uomo con leggiadria e inventa qualche colpo davvero magistrale, come la tripla in step-back nell’ultimo quarto.

Datome 7,5: prende i tiri che deve prendersi e li segna con eleganza e facilità notevoli. Segno di una presa mentale sul match che non si allenta mai, nemmeno quando la palla non gravita nelle sue zone di competenza.

Melli 5,5: la fisicità degli ucraini è molto prestante e il futuro discepolo di Obradovic ne risente, facendo più fatica in post basso e ricorrendo al fallo più spesso che con Israele. A sgomitare sgomita, ma è lecito aspettarsi qualcosa di meglio da un giocatore della sua caratura.

Cusin 6+: vale, in parte, lo stesso discorso di Melli. I pivot gialloblu sono scomodi da disinnescare, ma lui è il migliore dei nostri lunghi a riuscire in questo compito. La maglia della Nazionale lo rigenera ed è in grado di trovarlo sempre positivo protagonista.

Biligha 5: vede il parquet solo nel primo quarto, quando l’Ucraina gli fa capire molto poco a forza di pick and roll centrali e alley-oop. Passo indietro rispetto a due giorni fa, ma non è il caso di farne un dramma.

Baldi Rossi 5+: una tripla preziosa per sbloccarsi in attacco, ma i 4 falli in un arco temporale molto ristretto, oltre che un generale affanno difensivo, non sembrano renderlo ancora molto adeguato al contesto circostante. Nel frattempo, però, mette un po’ di giri nel motore.

Burns 6: mai coinvolto in attacco con la palla, ma il fieno in cascina lo porta ugualmente. Un rollante in moto perpetuo, un solido rimbalzista, una presenza che non tradisce.

Cinciarini, Abass SV

Coach, Messina 6,5: la squadra non ha un grande approccio all’incontro, ma non impiega molto a ritrovarsi e ad intraprendere la retta via. Cavalca l’onda del quintetto piccolo, approfittando della vena di Aradori. La squadra sta acquisendo identità sui due lati del campo.

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