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Le pagelle di Virtus-Olimpia: discreto Hunter, ottimi Punter, LeDay e Shields

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Vittoria esterna per l’Olimpia Milano, che supera una Virtus Bologna mai doma al termine di una gara dal punteggio basso ma avvincente.

VIRTUS BOLOGNA

Amedeo Tessitori: SV. Troppo poco per poter giudicare.

Marco Belinelli: 5,5. Debutto complicato, come prevedibile, per l’ex-Spurs. Buoni tiri sbagliati, tante difficoltà in difesa, ritmi ancora lenti. Giustificato, vista la situazione: si vedrà il vero Beli tra qualche partita.

Amar Alibegovic: 5. 4 minuti di panico totale: entra e la Virtus subisce il primo parziale, soffrendo LeDay in maniera esagerata; entra di nuovo e non riesce a lasciare alcun tipo di impatto. Rimandato alla prossima.

Stefan Markovic: 5,5. Mezzo punto in più per via della carica data alla squadra con la tripla che ha riavvicinato i suoi, per il resto partita abbastanza deludente condita da qualche assist e poco più.

Giampaolo Ricci: 5,5. Anche lui poteva fare di più. Discreto in difesa, non pervenuto in attacco.

Josh Adams: 5. Copia-incolla con Ricci, con la scusante che l’ex-Malaga viene lasciato in panchina per buona parte della gara per lasciare spazio al trio Teodosic-Markovic-Belinelli. Evidentemente il 10/12 da tre di qualche giorno fa non è bastato a Djordjevic per affidarsi all’americano, in una gara in cui Bologna ha comunque faticato da oltre l’arco.

Vince Hunter: 6,5. Guida la carica e il tentativo di rimonta supportato da Teodosic, soprattutto in un quarto quarto nel quale la Virtus lascia per strada troppe occasioni. Buone percentuali e qualche rimbalzo strappato alla difesa milanese che sarebbe potuto risultato determinante.

Kyle Weems: 5. Non pervenuto, nemmeno lui. Partita a basso punteggio grazie all’intensità difensiva di entrambe le squadre, ma Weems ha più volte dimostrato di poter essere determinante e di maggiore impatto, anche contro Milano. 1/4 da tre, ma soprattutto tante triple potenzialmente molto importanti sbagliate.

Milos Teodosic: 6. È lui a condurre Bologna al primo vantaggio, con la gara che cambia dal suo ingresso e sembra poter sorridere ai padroni di casa. Poi sorge il nervosismo, qualche fallo in attacco, il tecnico per flopping, e una partita da 8,5 si trasforma in una gara che rasenta la sufficienza. Riemerge nell’ultimo quarto nel momento del bisogno, ma funge solo da assist-man senza incidere in autonomia: semplicemente non basta.

Julian Gamble: 6. Domina e porta a casa Hines in più occasioni ad inizio gara, poi Messina e la difesa milanese trovano la chiave per fermarlo grazie agli aiuti delle ali (Brooks e Datome) che corrono ad assistere il compagno annullando la potenza offensiva del centro virtussino. Probabilmente, la gara è stata alla lunga decisa da questo dettaglio.

Awudu Abass: 5. Se non fosse per la tripla del nuovo +3 in risposta a Punter, alla gara di uno dei due ex si sarebbe potuto tranquillamente dare un NC. Assente, perso, troppo timido in alcune circostanze, non capace di sfruttare le occasioni. Abass è certamente un altro rispetto a questo sera, ma paga fortemente la prestazione della squadra più di altri.

 

OLIMPIA MILANO

Kevin Punter: 7. MVP della gara, anche perché è lui a chiuderla. Non brilla nel primo tempo, è pessimo per buona parte del terzo quarto, ma alla fine di questo riesce a trovare due triple fondamentali per la gara milanese. Ed è proprio lui, l’ex più atteso, a chiudere la gara con la tripla del +7 a 1:13 dalla fine.

Zach LeDay: 7,5. Se non si considera la tripla di Punter, è a mani basse il migliore in campo. È determinante nel primo tentativo di allungo milanese, poi rimane una certezza nei momenti di difficoltà, per poi essere decisivo nell’ultimo tentativo di allungo e chiusura da parte dell’Olimpia. Si perde un po’ nel finale, ma a quel punto emergono i compagni.

Riccardo Moraschini: 5. Non è più il giocatore di inizio anno, e ancora si deve del tutto riprendere dai diversi stop di novembre/dicembre. Milano ha un assoluto bisogno di ritrovarlo.

Sergio Rodriguez: 6,5. Guida insieme a LeDay la prima carica milanese, poi rimane un porto sicuro in una partita in cui il compagno di reparto fa parecchia fatica. Termina con soli 4 assist, ma tante giocate spettacolari: determinante.

Paul Biligha: 5,5. Non sfigura nei pochi minuti che gli vengono concessi, ma di certo non brilla nemmeno. Bene in difesa, decisamente meno in attacco, dove Milano soffre l’assenza di un centro, amplificata dalle difficoltà di Hines.

Malcolm Delaney: 5. Peggiore in campo dei suoi. Assente, poco determinante se non dannoso, una sola tripla (primo canestro della gara) poi il vuoto più totale e troppe palle perse (4). Milano deve assolutamente ritrovare il suo play, perché Rodriguez da solo basta, altrimenti sono guai.

Shavon Shields: 7. C’è poco da dire: è una sicurezza assoluta. In qualsiasi momento della gara, i compagni possono fare affidamento al suo talento e alle sue giocate individuali. Si dimostra sempre di più il miglior acquisto estivo dell’Olimpia Milano.

Jeff Brooks: 6. Nullo in attacco, fa il suo nella metà campo difensiva, soprattutto in supporto ad un Hines in difficoltà soprattutto nei primi momenti della gara.

Kyle Hines: 6,5. Anche lui in attacco non si fa vedere, e Milano un po’ ne risente di questa situazione. Fa molta fatica a contenere Gamble, soprattutto ad inizio gara, poi riesce gradualmente a prendere le misure. Chiude con 13 rimbalzi.

Luigi Datome: 6. 0/4 da tre punti, e un paio di triple avrebbero chiuso la gara prima. Partita non eccelsa, ma alla fine con un punteggio così basso anche i suoi 4 punti risultano determinanti.

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