Massacro serbo, la Spagna è la prima semifinalista !

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Si conclude con la prima vera dimostrazione  di forza della Spagna questo primo quarto di finale di Eurobasket 2013. La nazionale iberica schianta la Serbia dopo un match a senso unico in cui non ci sono stati né battaglia, né equilibrio dalla palla a due fino alla sirena conclusiva.  Un’uscita di manifestazione non consona al rango della nazionale serba che sin qui era stata una delle nazionali più sorprendenti, capace di guadagnarsi il primo posto del raggruppamento E dopo le due fasi a girone. Un primo posto sfortunato però, che ha posto i balcanici contro i bi-campioni di Europa e vice campioni olimpici in carica. Le Furie Rosse infatti finora non avevano affatto entusiasmato, guadagnando l’accesso ai quarti di finale col minimo indispensabile ( quarto posto nel girone F e già tre sconfitte all’attivo). Orgoglio arrivato al momento giusto o superficialità nell’affrontare la fase iniziale dell’europeo ? Evidentemente in questo match sono pesati entrambi i fattori, poiché gli esperti uomini di Orenga hanno tirato fuori la loro indiscutibile superiorità tecnica e tattica nel momento giusto, quando sapevano che non avrebbero più potuto sbagliare. Al tempo stesso però, la schiacciante vittoria odierna è stata  probabilmente frutto di una reazione decisa in seguito ad alcune brutte prestazioni degli ultimi giorni che avevano condotto alle sconfitte con Grecia e Italia.

Rudy Fernandez, protagonista del primo e decisivo break spagnolo

Il primo quarto è una sintesi perfetta di quello che sarà la partita, con la Spagna che prende subito il largo senza farsi impensierire dai rivali. Intensità difensiva, capacità di recuperare palla e ripartire in velocità, precisione ottima da dietro l’arco, grande difesa di Gasol su Krstic. Su queste armi si crea subito un grande divario con protagonista Rudy Fernandez (3 su 3 da fuori e 13 punti dopo la prima frazione). La Serbia segna un unico canestro dal campo, con Kalinic dopo 3 minuti sullo 0-8. Lo show degli spagnoli continua imperterrito fino al 5 a 21 con soli altri tre punti subiti in 7 minuti, per di più dalla lunetta.

All’inizio del secondo periodo la Serbia pare scuotersi offensivamente ma è un fuoco di paglia perché gli iberici riprendono a soffocare il suo gioco e a macinare punti in attacco con un Sergio Rodriguez scatenato (13 punti anche per lui in un quarto). Krstic e Bjelica trovano i primi punti della loro partita a poco meno di due minuti dal termine del primo tempo ma sono solo 4 liberi consecutivi con cui si passa dal 17 al 21-43.  Rubio e Aguilar però con un piazzato e una tripla fissano il 23-48 prima dell’intervallo lungo.

Al ritorno sul parquet la musica non cambia e lo spartito rimane lo stesso: balcanici che non riescono a costruirsi dei tiri puliti da prendersi e avversari che giganteggiano in attacco. Claver ne fa 7 di fila e Fernandez riprende il lavoro lasciato in sospeso nel primo quarto, bersagliando con disarmante facilità il canestro serbo. I primi punti degli uomini di Ivkovic della ripresa sono i liberi di Gagic a metà quarto prima di rasentare il fondo sul lay up di Llull che vale il -40 (29-69). Andjusic e Katic, i migliori (o i meno peggiori, che dir si voglia) cercano di riportare la situazione a livelli accettabili: 39-73 dopo trenta minuti.

Sergio Rodriguez, altra buonissima prestazione dopo quella contro l’Italia

Il quarto finale è pura e semplice accademia in cui si dà ampio spazio alle seconde e terze linee. La Serbia cerca di livellare lo svantaggio e la Spagna glielo consente fino al -30. Una partita che speravamo più emozionante ed avvincente si conclude così 90 a 60 per la delusione dei tanti serbi giunti a sostegno della loro nazionale nella vicina Slovenia. Le Furie Rosse tornano così a riprendersi lo scettro di favoriti alla vittoria finale ed attendono la vincente della sfida di stasera fra Slovenia e Francia.

Vittoria della Spagna importante anche perché ora anche la settima classificata avrà il diritto a disputare il prossimo mondiale: speranza che di certo per ora solleverà di poco il morale in casa serba. [banner]

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