NBA Numb3rs: Holiday batte Lillard, Mitchell supera Westbrook, Brown prende per mano i Celtics

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Dopo una decina di giorni dall’inizio dei Playoff solo una serie si è già conclusa: i New Orleans Pelicans hanno vinto in tutto e per tutto la sfida contro i Portland Trail Blazers in modo sorprendentemente veloce e facile. Alcune serie sono indirizzate in maniera abbastanza netta, è il caso di Rockets-T’Wolves e Warriors-Spurs, altre ancora sono appena entrate nel vivo. Da italiani non possiamo che gioire per quest’inizio di playoff, Marco Belinelli viaggia a 18 di media (48% dal campo e 40% da 3) in 30 minuti di gioco (massimo in carriera in una serie di PO), Ettore Messina è appena diventato il primo allenatore non statunitense a vincere una partita di playoff ed avrà la possibilità di replicarsi anche in gara 5. 

Partiamo proprio dall’unica delle otto serie che si è già conclusa. Quando una serie finisce con un risultato così netto, non tutto può esser collegato ad un’ unica causa ma, in questo caso, la chiave di Volta va cercata nel matchup Holiday-Lillard. Dame ci aveva abituato nelle scorse edizioni dei playoff a prestazioni super fatte di canestri decisivi, triple e capacità di leggere e attaccare la partita, questa volta qualcosa è andata storta, ed ha un nome e un cognome: Jrue Holiday. Se consideriamo i numeri di Damian Lillard nelle azioni in cui non si è trovato di fronte Holiday non notiamo grandi differenze con la RS, ma le statistiche difensive di Jrue parlano chiaro: ha costretto Lillard ad uno scarsissimo 6/32 al tiro e 8 palle perse. In oltre 40 minuti di media, il play dei Trail Blazers ha tirato con il 35% (30% da 3) e segnato appena 18.5 punti. D’altro canto questa serie è stata senza dubbio la migliore disputata da Holiday, non solo difensivamente, ma anche nell’altra metà campo dove le cose hanno funzionato incredibilmente bene per i Pelicans. Da citare anche i numeri di un ritrovato Rajon Rondo, autore di 53 assist in 4 partite (solo Magic Johnson è riuscito a far meglio in una serie chiusa dopo 4 match) e un decente 3/7 da tre, e del solito Anthony Davis che attualmente vanta 30.1 punti di media in gare di playoff (anche se il campione di partite è molto limitato), primo tra i giocatori in attività, secondo solo ai 33.4 di Michael Jordan.

Sono i playoff delle giovani promesse che si stanno impossessando prepotentemente anche del presente. Jayson Tatum, Jaylen Brown, Ben Simmons, Donovan Mitchell e Joel Embiid stanno dimostrando di poter reggere il confronto con i “grandi” anche quando il gioco si fa duro. Mitchell, con la partecipazione di una serie di giocatori molto solidi, sta guidando i suoi Jazz verso le semifinali di conference nonostante il miglior equipaggiamenti degli avversari. 27.5 punti, 8.5 rimbalzi ma soprattutto una straordinaria maturità che gli permette di interpretare ogni match nel migliore dei modi. Nei quarti decisivi di gara 2 e 3 (entrambe vinte dai suoi Jazz) ha segnato un totale di 23 punti contro i 2 di Westbrook (0-14 per i Big Three di OKC nell’ultimo quarto di gara 2) e nella gara vinta stanotte ne ha messi 33, molti dei quali arrivati in momento decisivi del match. Nessuna guardia rookie è riuscita a segnare più di Mitchell nelle prime due gare di playoff, il ragazzo dei Jazz ha totalizzato 55 punti, MJ si fermò a quota 53. 

Piovono record anche per Jaylen Brown che, in assenza di Irving, si è caricato l’attacco dei Boston Celtics sulle spalle come dimostrano i 18.5 tiri presi (convertiti con il 51% per produrre 23.8 punti in media) contro gli 11.5 presi durante la RS. In occasione di gara 1 è diventato il Celtics più giovane di sempre a segnare 30 punti in una gara di playoff, impresa replicata in gara 4 (34 punti con 13/24 dal campo e 5/8 da 3). Non succedeva dal 2010 che un ragazzo così giovane riuscisse a segnare per più di una volta negli stessi playoff almeno 30 punti. L’ultimo a riuscirci avrebbe vinto il titolo di MVP l’anno successivo ed ora sta giocando dei discreti playoff in quel di Minneapolis. Parliamo di Derrick Rose che, nonostante il 3-1 dei T’Wolves, sta provando a dare una mano in tutti i modi possibili e ci sta anche riuscendo. D-Rose, numeri alla mano, è più produttivo ed efficiente di Karl Anthony Towns che sembra soffrire, a differenza degli altri giovani, l’impatto con i playoff. D-Rose ha segnato, nei 4 match disputati, 15 di media in meno di 24 minuti tirando con il 51% dal campo, Towns è fermo a quota 13.3 (41%) nei 34 minuti di media in campo. 

Prima di chiudere è d’obbligo la classica menzione per LeBron James che per la decima volta nei PO ha chiuso ad oltre 40, 10 e 5 di media (MJ e Shaq, secondi in questa classifica sono fermi a quota 4) e che ha superato Kobe Bryant per numero di partite giocate nei PO. Per la 61esima volta in carriera (!) ha guidato, nei playoff, il suo team per punti, rimbalzi e assist. Tutti gli altri giocatori di tutta la storia NBA sommati non arrivano neanche a quota 20. 

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