Prospetti Ncaa: Ben McLemore

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Ben McLemore, SG

Università: Kansas

Data di nascita: 11 Febbraio 1993 (20 anni)

Altezza: 1.97 m

sdeqh_SlMa_80Esploso nel suo anno da Senior alle High School di Oak Hill Accademy  dopo esser stato nascosto da Bradley Beal (Washington Wizards) nella sua precedente high school di Saint Louis. Lui, nativo di Saint Louis,MO, è un’ ala piccola con grande forza e dotata di un elevato atletismo. Doveva andare a Missouri ma per un arresto dovuto a detenzione di alcoolici sotto età, ha dovuto ritardare di un anno il suo anno da Freshman al college.  Inizia il suo percorso Ncaa a Kansas e con un gran lavoro in sala pesi e insieme a Tyshawn Taylor e Thomas Robinson, riesce ad entrare nel sistema di coach Bill Self. Ben è un ottimo tiratore in transizione, alla Ray Allen, e sa tagliare con i giusti angoli e con il corretto tempismo. Un’incredibile arma in campo aperto vista la sua velocità ed esplosività. Il miglior tiratore del Draft, si affaccia al mondo professionistico forte di una solida stagione con Kansas, una delle università più competitive e blasonate del panorama NCAA. Nella sua unica stagione ha mostrato talento offensivo di primo livello. Ingredienti sufficienti a renderlo uno dei giocatori più attesi, anche se non mancano i motivi per essere scettici. A partire dal carattere non semplicissimo. Giocatore con importanti margini di miglioramento, ma anche già relativamente pronto se paragonato ai coetanei. Soprattutto nella metà campo offensiva. Pur con le perplessità che ha seminato, difficile che esca dalle prime. Le sue cifre nell’anno 2013 sono state: 15.9 punti di media, 55% da due punti, 42% da tre, 5.2 rimbalzi, 2 assist in 32.2 minuti di utilizzo giocando in un 02-27-2013-ben-mclemore-3_4_r536_c534sistema offensivamente molto equilibrato, in cui doveva dividersi la scena con altri protagonisti sul perimetro come Elijah Johnson, Travis Releford e Naadir Tharpe. Molto a suo agio in uscita dai blocchi e in transizione, la sua efficacia trae ovviamente beneficio dai notevoli mezzi fisici, sia in termini di struttura muscolare (al liceo era un’ala forte…), che di doti di saltatore. Qualità non facili da trovare in un giocatore con queste abilità al tiro. Formidabile nel riempire le corsie in contropiede, è considerato un giocatore altruista, a volte pure troppo, come fatto notare anche dal suo coach Bill Self che in certi frangenti avrebbe voluto vederlo più aggressivo. Dal punto di vista tecnico, diventa improvvisamente un giocatore normale quando deve creare dal palleggio o gestire un pick and roll. Non possiede un grande ball-handling nè il trattamento di palla, nè l’istinto di attaccare il canestro che servirebbe in situazioni del genere. Il che lascia qualche dubbio, visto che con quell’altezza potrebbe rendere al meglio nei panni di “combo guard”, piuttosto che come guardia tiratrice pura. I problemi più grossi, tuttavia, sono legati al carattere e all’atteggiamento, non sempre motivatissimo. Nei provini pre-Draft, i workout, si è presentato fuori forma, facendo fatica ad arrivare sino in fondo agli allenamenti. Il che non può aver fatto piacere a nessun addetto ai lavori. La combo-guard  potrebbe rappresentare un’intrigante coppia perimetrale per la Cleveland di Irving, ma è probabile che i Cavs virino su un lungo (Noel o Len). E allora la candidata principale diventa Orlando alla #2, oltre la quale difficilmente scenderà.

 

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