Stephen Curry: “Gara-1 contro gli Spurs brucia ancora, quest’anno l’obiettivo è vincerne 50”

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scurryDopo le dichiarazioni di Paul George riguardo il suo futuro, è la volta di un altra piacevole sorpresa della scorsa stagione, in particolare dei Playoff. Stephen Curry, leader dei Golden State Warriors, al San Jose Mercury News (giornale californiano) parla della pesante gara-1 persa dopo due Overtime contro San Antonio, del suo lavoro estivo e degli obiettivi da raggiungere la prossima stagione, sia come squadra che come leader:

“Quando penso ai Playoff 2013 penso soprattutto a Gara-1 contro San Antonio. Abbiamo perso dopo due overtime sprecando un vantaggio di 16 punti, vincendo quella partita sono quasi sicuro che avremo vinto anche la serie. Quest’anno mi sentirò deluso se non riusciremo a vincere almeno 50 partite. Non so che posizione riusciremo a raggiungere a Ovest, la lotta è troppo incerta per dirlo, ma sicuramente andremo ai playoff e a quel punto faremo come lo scorso anno: daremo il meglio di noi stessi.”

Riguardo il suo lavoro e i suoi obiettivi personali:

“E’ una sensazione stupenda poter lavorare al massimo della forma fisica senza sentire dolori (come spesso succedeva in passato). Non mi interessa se la gente dice che non sono in grado di difendere, so che ci posso riuscire. Ho lavorato molto in estate per migliorare, voglio riuscire a distruggere i migliori playmaker del mondo su entrambi i lati del campo. Lo scorso anno ho difeso in modo molto buono, soprattutto sul pick’n’roll, per i primi due mesi, poi ho cominciato a calare, non so perchè, probabilmente per la stanchezza, la fatica o la mancata cura dei dettagli. So che non vincerò mai il titolo di Difensore dell’Anno, ma sicuramente posso migliorare tanto.”

Infine è stata posta a Stephen Curry la seguente domanda: “Avete visto i continui dibattiti sul fatto che lei sia tra i migliori 5 playmaker al mondo, giusto?”. Senza far trapelare delle emozioni, Steph ha ‘dribblato’ la domanda, incoronando Chris Paul:

“Non so su cosa si basino queste classifiche, ognuno interpreta il ruolo in modo diverso. Dipende su quale periodo di tempo ci si basa, dipende dall’età del giocatore. Se per esempio ad una persona interessano più i play atletici io non sono neanche nella Top 10. E’ diverso di contesto in contesto, l’unica costante è Chris Paul, lui è il migliore.”

 

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