Torino, presentato il progetto “Una Mole di basket. Torino per tutti, Torino di tutti”. Serve 1 milione in una settimana

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La situazione societaria della FIAT Torino è, come noto da tempo, alquanto critica.

Alcune settimane fa l’ad Feira aveva confermato la fine della trattativa con il gruppo Leonis e la possibilità dell’inizio di un dialogo con la tanto chiacchierata “cordata torinese”. Finalmente, nella giornata di lunedì 1 aprile, una conferenza stampa indetta dalla stessa società ha contribuito a chiarire le idee.

Nella sala stampa del PalaVela (gremita di giornalisti, autorità e imprenditori torinesi accorsi per conoscere il nuovo progetto) si sono infatti presentati, oltre all’ad Feira e al Presidente Antonio Forni, anche l’assessore allo Sport del Comune di Torino Roberto Finardi e il patron di PMS Basketball Giovanni Paolo Terzolo (da tempo indiziato numero uno a guidare l’ipotetica cordata torinese).

Il primo a prendere la parola è stato l’attuale Presidente Antonio Forni, che si è limitato a dare il benvenuto ai presenti, facendo “mea culpa” e confermando la sua intenzione di farsi da parte: “Ringrazio tutti i presenti per essere qui oggi, in questo momento difficile per dell’Auxilium. Tutte le storie hanno dei cicli, e posso affermare che il mio è terminato. È giunto il momento di cedere il testimone ad una persona che, come me, ama la pallacanestro ed in particolare quella torinese”. 

L’assessore Finardi, sempre presente nei momenti cruciali per la vita dell’Auxilium, ha invece espresso la vicinanza delle istituzioni locali in questo momento di crisi supportando al contempo il nuovo progetto presentato.
“Come appassionato, oltre che come autorità, sento il dovere di fare un ringraziamento ad Antonio Forni e alla sua famiglia. Negli ultimi tempi si è detto tanto, ma credo sia importante riconoscergli il merito delle cose importanti che sono state fatte. Forni ha riportato il basket ad un ruolo cruciale in questa città. Torino ha una lunga tradizione sportiva d’eccellenza, quindi mi auguro che questo possa essere un momento per ripartire e preoccuparci di mettere in piedi una struttura in grado di sostenere il livello di eccellenza che compete alla città e al pubblico di Torino. E questo è un augurio che faccio sia a me stesso che alla società. Ringrazio fin d’ora tutti quelli che vorranno dare una mano”.

Dopo la prima parte introduttiva, gli interventi di Feira e Terzolo hanno fatto sì che la conferenza entrasse nel vivo. Il primo, amministratore delegato dell’attuale proprietà, ha fornito un quadro della situazione attuale, mentre il secondo ha presentato il progetto vero e proprio per garantire un futuro all’Auxilium Torino.

Quello di oggispiega Feiraè un invito che abbiamo voluto fare dopo che, negli ultimi dieci giorni, ci siamo incontrati più volte con Paolo Terzolo e abbiamo cercato di elaborare un documento programmatico. Nei giorni scorsi abbiamo iniziato ad incontrare persone che erano venute a dirci, già in passato, ‘guardate che se avete bisogno noi ci siamo’. L’idea è quella di evitare l’uomo solo al comando, ma optare per un gruppo di persone coordinate da qualcuno che conosca la pallacanestro. L’assessore ha detto bene, il ringraziamento a Forni è dovuto per quello che ha fatto e per aver consentito alla brace che giaceva sotto le ceneri di tornare a scaldare il PalaRuffini prima e il PalaVela poi. Tuttavia, ci sono delle fasi e bisogna avere la capacità di capire quando è il momento di lasciare. Se davvero uno è legato al progetto, la sua continuità è determinante. 
Con Paolo abbiamo potuto iniziare a lavorare solamente quando si è conclusa la trattativa con Leonis; avremmo voluto farlo prima ma la correttezza del Pres. Forni (che aveva garantito al Gruppo Leonis un contratto preliminare) ha fatto sì che si andasse lunghi con i tempi. 
Il progetto che presentiamo oggi è una riproposizione dell’idea che Paolo propose nel 2009. I numeri odierni dell’Auxilium ci fanno dire che non è giusto che questa esperienza termini oggi. Più di 4mila spettatori di media, più di 2mila abbonati, e nonostante le difficoltà l’amore per questa squadra continua ad esserci. Inoltre, parlando agli sponsor, l’Auxilium si è rivelata anche un importante veicolo di comunicazione. Oggi abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno di persone che si impegnino. L’obiettivo è raggiungere, in tempi brevi considerando la situazione critica, 200 azioni del valore nominale di 10mila euro ciascuna. Più passa il tempo e più i fabbisogni finanziari diventano debiti. Sappiamo cosa dobbiamo fare, ma sappiamo anche che superato questo tornante c’è la discesa. Troppo spesso abbiamo dato un’immagine non adeguata, per questo ci scusiamo ma vi chiediamo un aiuto, affinchè questa storia continui, per la città  per la regione. L’altro giorno mi ha chiamato Edward Scott (n.2 di EuroleagueBasketball), confermando la volontà che questa società continui a partecipare (al di là dei meriti sportivi) a competizioni europee. Abbiamo incontrato FIAT e ancora una volta abbiamo ricevuto la massima attenzione al nostro progetto; gli ultimi avvenimenti non possono certo far piacere, ma c’è l’interesse per un nuovo progetto serio e ben strutturato. 

Giovanni Paolo Terzolo, invece, ha voluto concentrarsi su quello che potrebbe essere il futuro, se questo progetto riuscisse a concretizzarsi.
Dopo questi interventi capisco che sia difficile attirare l’attenzione, perchè è stato spiegato cosa è stato fatto, quanto la città sia affezionata a questa società, il momento difficile che sta attraversando e il bisogno di aiuto. Mi è stato chiesto di essere colui che tentava di organizzare una cordata, ma io preferisco chiamarla ‘gruppo di appassionati che abbiano voglia di dare una base solida al progetto‘. Penso che Antonio abbia speso tantissimo tempo, abbia messo a disposizione tutto ciò che aveva. Adesso però è stanco, e tutto sommato sarebbe anche contento che qualcun altro prendesse il suo posto per continuare.
A me piacerebbe unire un po’ tutte le attività che ci sono nel mondo della pallacanestro. Ovviamente ciò che affascina di più è la serie A maschile, ma io vorrei unire anche un settore giovanile d’eccellenza e uno femminile. La città di Torino potrebbe innamorarsi di più di questa passione, e potrebbe anche avere le risorse economiche per legare il tutto. Per fare ciò ovviamente ci vogliono soldi, non importa se tanti o pochi. L’importante è che tutto ciò che viene deciso sia deciso in maniera tranquilla e pianificata. Nel 2009 ho contribuito a fondare PMS, ma oggi non possiamo partire in 4 come allora, il fabbisogno è decisamente più importante. 
Con Massimo ci siamo messi a tavolino per il budget della prossima stagione (2019/20) e abbiamo identificato queste possibili cifre: 3.7 milioni dedicati alla Serie A maschile, 400mila alla Serie A2 femminile, con l’obiettivo promozione in A1; inoltre, 300mila al settore giovanile maschile e 100mila a quello femminile, per un totale di 4,5 milioni. 
Tornando alle parole di Massimo, e volendo elencare i ricavi certi/quasi certi/sperati, abbiamo: 1,3 milioni di contratti sottoscritti, 150mila dai diritti TV, 600mila di biglietteria, 1,8 milioni di trattative commerciali e 500mila di impiego degli azionisti. 
Per fare tutto ciò bisogna bruciare le tappe e trovare persone che siano disposte a salire sul carro, con l’obiettivo di costruire una società sana e seria con un programma a 3/5 anni. Mi piacerebbe dare appuntamento a tutti quelli che vogliono parlare e conoscere meglio il progetto entro questa settimana; io e Massimo saremo a disposizione per ogni delucidazione. Entro 10 giorni ci incontreremo ufficialmente per fare la conta di chi c’è concretamente.

Alle domande dei giornalisti presenti in sala, che chiedevano ulteriori chiarimenti sui numeri e sugli effettivi componenti di questa “cordata”, i protagonisti hanno risposto così:
“Non è corretto fare nomi e cifre oggi. Ci siamo già incontrati con delle persone e c’è la volontà di partecipare. Ovviamente se tutti quelli che hanno dato la disponibilità si impegneranno concretamente l’anno prossimo giocheremo l’Eurolega, ma abbiamo imparato che tra voler fare un bonifico e farlo veramente c’è una grossa differenza. Per finire la stagione servono circa 2 milioni di euro: entro una settimana dovremo trovarne almeno 1 per le scadenze imminenti, per il resto c’è tempo entro la fine della stagione”.

Il futuro della FIAT Torino rimane dunque in bilico. L’alternativa c’è, ma il tempo stringe e trovare un milione di euro in una settimana è un’impresa tutt’altro che facile.

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