Un regalo pesante, proporzionato alle ambizioni e alle speranze — ora seriamente compromesse, forse svanite — di agganciare le Final Eight di Coppa Italia. A Treviso, Varese perde di misura (86-83) ma a caro prezzo dopo un primo tempo troppo leggero, affrontato senza la necessaria urgenza di chi sa di dover conquistare due punti fondamentali per presentarsi a Torino, a metà febbraio, tra le migliori otto del campionato.
La sensazione, però, è che l’Openjobmetis non sia ancora pronta per quel palcoscenico – nonostante possa sperare nella sconfitta di Napoli contro Milano per accedervi. E i primi 22 minuti lo raccontano con chiarezza: una squadra confusa, disorganizzata, fragile nelle letture e soprattutto imprecisa dall’arco — proprio il fondamentale che dovrebbe rappresentarne l’identità (9/31 da tre alla sirena).
L’improvvisa indisponibilità di Tazé Moore, fermato da un problema al polpaccio nel pre-gara, incide sugli equilibri del match fin dalle sue premesse; ciò che accade in campo, però, finisce per pesare ancora di più sull’economia della partita.
Davide Alviti fatica enormemente (7 punti, 0/7 da tre in 38 minuti), Nate Renfro raggiunge quota quattro falli già a metà del terzo quarto, costringendo coach Kastritis a chiedere a Nkamhoua — protagonista tanto nel bene quanto nel male — di reggere l’urto fisico contro Pinkins (10 punti e 15 rimbalzi) e Radosevic (14 punti e 5 rimbalzi). Il lungo finisce con 16 punti, ma anche con diverse forzature che pesano nei momenti chiave.
Quando vengono meno le certezze abituali, la rimonta dal -14 nasce quasi esclusivamente dalle mani di un Carlos Stewart versione “salvatore”, già visto contro Cremona e Napoli. I suoi 34 punti (9/14 da due, 4/8 da tre) tengono Varese in partita, ma non bastano a compensare distrazioni ed errori strutturali. Gli 11 liberi sbagliati, i 13 rimbalzi offensivi concessi e le 13 palle perse raccontano di una squadra che si fa male da sola: troppi regali, a questi livelli.
Errori che Varese non può più permettersi. Perché se Trapani dovesse sparire (forse meglio dire quando), rischierebbero di evaporare anche i due punti conquistati il mese scorso. E a quel punto, più che alle Final Eight, lo sguardo sarebbe costretto a rivolgersi pericolosamente verso il calore della zona rossa della classifica.
- Imprevedibile, ardente e focosa: Varese, oltre i pronostici - 14 Febbraio 2026
- Contro Brescia serve la migliore Varese, Kastritis: “Dovremo essere pronti a tutto” - 13 Febbraio 2026
- Il nodo irrisolto di Varese: la concretezza nei momenti decisivi - 9 Febbraio 2026
