10 momenti iconici della NBA 2020

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La speranza è quella di non rivivere mai più un anno come quello che sta per concludersi.

Sono tante le cose che saranno ricordate però di questo 2020, per tutti gli appassionati della lega più bella al mondo: gioie e dolori, intendiamoci. Senza dubbio ci sono alcuni avvenimenti che hanno segnato quest’anno e abbiamo provato a metterli in ordine.
Le scelte non sono state sempre scelte totalmente oggettive, ma grosso modo rappresentano quello che il 2020 ha lasciato in eredità a tutti noi.

1) 23 Gennaio – Zion vs San Antonio Spurs

Non sono stati pochi i tifosi che si trovano da questa parte dell’oceano, che il giovedì mattina del 24 Gennaio, tra un biscotto e l’altro, si sono fiondati a vedere gli highlights di un’anonima gara di regular season tra i New Orleans Pelicans e i San Antonio Spurs.

Il motivo? Il debutto assoluto della prima scelta al draft del 2019, forse il giocatore più atteso della storia recente della Nba dopo LeBron James.

Alla palla a due Zion Williamson è nel quintetto titolare dei Pelicans. Gioca appena 18 minuti: a prima vista non si può dire che cammini per il campo, sembra quasi ondeggiare di qua e di là, con quel suo passo quasi goffo. Addirittura quando viene sostituito non va a sedersi in panchina, ma si accomoda su una cyclette posizionata a bordo campo per tenere calde le ginocchia.
Chiuderà la serata con 22 punti (8/11), 7 rimbalzi e 3 assist; nell’ultimo quarto sul risultato di 99 a 91 realizza 17 punti consecutivi, canestri innescati da un rotondo 4 su 4 dall’arco dei tre punti.

 

2) 25 Gennaio – LeBron James supera Kobe nella classifica marcatori

I Lakers sono di scena al Wells Fargo Center e perdono la gara contro i 76ers con il risultato di 91-108 dopo una prestazione piuttosto mediocre. In quella partita però si è fatta la storia: quando mancano ancora 7 minuti e 23 secondi sul cronometro del terzo quarto (52 a 74 il punteggio), LeBron James realizza con un canestro in penetrazione i punti numero 33.644 della sua carriera, diventando il terzo miglior marcatore della storia della Nba.

Scivola quindi al quarto posto un altro ex-Lakers, ovvero Kobe Bryant; James ha impiegato 104 partite in meno rispetto a Kobe per raggiungere quel traguardo. Bryant si è congratulato con il Re per il traguardo raggiunto.
Neanche a farlo apposta la mattina del 26 Gennaio.

3) 26 Gennaio – Kobe Bryant ∞

Il mondo si è fermato quel maledetto 26 Gennaio del 2020. Tutti si ricordano esattamente dove si trovavano e cosa stavano facendo la prima volta che hanno letto la notizia che era iniziata a circolare nel primo pomeriggio. Si la prima volta, perché nessuno ci ha creduto sul momento. Sembrava la classica fake news, riportata da un account semi-sconosciuto.

E invece il destino, Dio, o chi meglio preferite, ha deciso che quel sabato 26 Gennaio del 2020 sarebbe passato alla storia, ma dalla parte sbagliata, quella che nessuno vorrebbe mai dover ricordare.

 

4) 15 Febbraio – Dwyane Wade o Alessandro Borghese?

Aaron Gordon nella bacheca dei trofei individuali conta almeno 2 Slum Dunk Contest in meno di quanti ne avrebbe meritati.
Nella gara delle schiacciate in programma nell’All Star Game del 2020 sembrava tutto apparecchiato per una sua vittoria finale, ma Dwyane Wade, in qualità di giudice, si è voluto mettere in mezzo, assegnando un 9 alla schiacciata realizzata dal giocatore degli Orlando Magic in cui salta Tacko Fall (2.26 metri).

Nulla è ancora deciso, perché manca il mio voto, che potrebbe confermare o ribaltare completamente il risultato (cit.)

Gordon non ha per niente apprezzato la scelta del giudice Wade, tanto da dissare l’ex stella degli Heat all’interno di una traccia rap intitolata “9 out of 10”. Wade si difenderà, evidenziando il fatto che non sia stato l’unico tra i giudici a non dare 10 alla sua schiacciata. I due alla fine faranno la pace durante una diretta sui social.

 

5) 10 Marzo – Rudy Gobert si inimica il mondo intero

Diciamo la verità: a noi italiani per motivi principalmente calcistici i francesi non sono mai andati a genio e dopo quanto accaduto quel giorno anche gli americani devono aver giudicato in maniera negativa il comportamento di Rudy Gobert.

Il centro degli Utah Jazz, al termine di una conferenza stampa che seguiva le prime regole imposte per contrastare quella che ancora non era considerata una pandemia così pericolosa in America, decide goliardicamente di andarsene toccando tutti i microfoni sul tavolino.
Qualche giorni dopo sarà indisponibile causa febbre: è il primo giocatore della Nba a risultare positivo al Covid-19.

La prima partita nella bolla di Orlando si gioca il 30 Luglio 2020 (Utah-New Orleans), a 140 giorni di distanza dall’ultima.

 

6) 25 Giugno – Vincesanity

Nella confusione generata dalla pandemia e dalla necessità di riuscire a portare a termine la stagione è passata totalmente sotto traccia la decisione di Vince Carter di ritirarsi dal basket giocato.

1541 partite, 22 stagioni nella Lega, 8 convocazioni consecutive all’All Star Game. Ha giocato la sua ultima partita contro i New York Knicks l’11 Marzo, dove ha realizzato gli ultimi 5 punti, raggiungendo quota 16.696 e terminando la carriera al 19esimo posto tra i marcatori di tutti i tempi.

Carter sperava che la stagione riprendesse, perché aveva già annunciato che al termine di questa regular season si sarebbe ritirato, purtroppo così non è stato per gli Atlanta Hawks.

 

7) 23 Agosto – Luka Doncic vs Los Angeles Clippers

Il 2020 è stato senza dubbio l’anno di Luka Doncic. Già nella sua prima stagione da rookie era riuscito a catturare l’attenzione della lega, non solo vincendo il premio di matricola dell’anno.

Doncic è riuscito a trascinare i Mavericks ai playoff, diventando a detta di tutti l’erede naturale di Dirk Nowitzki. Al primo turno di playoff però Dallas deve affrontare i Los Angeles Clippers, una delle contender più accreditate per la vittoria finale. Sotto 2-1 nella serie, Doncic in gara 4 realizza una prestazione incredibile: 43 punti, 13 assist e 17 rimbalzi in 45 minuti di gioco. La partita la vincono proprio i Mavs, con un canestro sulla sirena, neanche a dirlo, realizzato dal #77 in maglia blu.

 

8) 26 Agosto – Black Lives Matter

Per gli USA si è trattato di un anno decisamente controverso, complice non solo la pandemia da Covid-19. Nel 2020 infatti gli americani sono stati chiamati nuovamente a votare. Si vota in un anno dove si sono intensificati gli episodi di violenza nei confronti della popolazione afroamericana.
George Floyd, Breonna Taylor, Ahmaud Arbery. Questi sono solo i nomi di 3 persone che sono stati sulla bocca di tutti.

Il 26 Agosto, a pochi minuti dall’inizio di gara 5 del primo turno di playoff i Milwaukee Bucks decidono di boicottare la partita e non si presentano sul parquet. La decisione arriva come segnale di protesta per la morte di Jacob Blake. I giocatori dei Magic si uniscono immediatamente alla protesta e Silver è costretto a rimandare tutte le partite in programma da lì ai giorni seguenti.

Tutte le altre squadre si uniscono senza pensarci due volte al gesto dei Milwaukee Bucks: un gesto che è entrato nella storia, non solo del 2020, non solo del basket, non solo dello sport.

9) 15 Settembre – Denver Nuggets: da 1-3 a 4-3

Con la vittoria per 104 a 89 contro i Los Angeles Clippers, i Nuggets raggiungono le finali di Conference dove li aspetta l’altra squadra di Los Angeles, i Lakers.

Con questa vittoria però, Denver scrive il proprio nome sul libro dei record perché nessuna squadra mai era riuscita a recuperare uno svantaggio di 1-3 in una serie di playoff per due volte consecutive. I Nuggets sono stati la franchigia simbolo dei playoff 2020: sembravamo destinati a chiudere la stagione già al primo turno contro gli Utah Jazz ma è scattato qualcosa di speciale.

Recuperare uno svantaggio dall’1-3 in una serie è ancora oggi un’impresa.
Farlo per due volte consecutive non era nemmeno considerato possibile. Di straordinario poi, c’è che la seconda volta è arrivata contro i Clippers, i favoriti insieme ai cugini dei Lakers per il titolo.

Bonus – Da segnalare le prestazioni in gara 4 di Donovan Mitchell e Jamal Murray il 23 Agosto: rispettivamente realizzano 51 e 50 punti in 48 minuti di gioco. Prima volta nella storia che due giocatori segnano 50 punti nella stessa partita di playoff.

 

10) 11 Ottobre – LeBron James  e i Lakers di nuovo sul tetto del mondo

I Los Angeles Lakers sono campioni Nba per la 17esima volta nella loro storia. Tornano a vincere dopo 10 anni dall’ultimo titolo. Vincono nell’anno in cui uno dei giocatori più iconici della loro storia è venuto a mancare.

L’attenzione però è tutta su LeBron Raymone James Sr., perché anche lui è tornato a vincere un anello, dopo quello nel 2016, mettendosi alle dita il numero 4 della propria carriera. Sono 4 anche i trofei di MVP delle Finali: è l’unico giocatore, insieme a Michael Jordan, a riuscire nell’impresa di vincere 4 MVP e 4 MVP delle Finals in carriera. James è stato l’unico però che è riuscito a farlo con tre squadre diverse, un record che rimarrà nella storia a lungo, Kawhi permettendo.

Il Re è tornato. Evviva il Re.

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