Squadra del mese: Minnesota Timberwolves

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Ecco la nuova rubrica mensile di Basketuniverso, che si occuperà di approfondire l’andamento di una squadra diversa mese per mese, fino al termine della regular season.

La squadra che ho scelto per battezzare questa rubrica sono i Minnesota Timberwolves, una tra le franchigie più in forma del momento e dalla quale ci si aspetta molto dopo le mosse estive operate dalla dirigenza.

Un avvio di stagione piuttosto sciapo (2-3), riscattato dalla squadra con una striscia di 5 vittorie consecutive, cosa che non accadeva dalla stagione 2008/2009: la successiva sconfitta con i Warriors dell’8 Novembre ha riportato un po’ tutti con i piedi per terra, mettendo in evidenza quanto sia ancora ampio il gap con i campioni in carica. Minnesota dopo le prime 20 giornate ha segnato la miglior partenza delle ultime 12 stagioni (2005/2006) con 12-8, per poi terminare il mese di Novembre con il record di 13 vittorie e 9 sconfitte.

 

I PRIMI MIGLIORAMENTI

Parte del merito va sicuramente alla presenza di un giocatore come Jimmy Butler, All Star che inizialmente si è inserito in punta di piedi, con il suo solito apporto a 360 gradi (più di 5 rimbalzi, 4 assist e quasi 2 rubate a partita), ma senza pretendere troppo di avere la palla in mano. Partita dopo partita però ha cercato di essere coinvolto maggiormente nella fase offensiva, aumentando corposamente i tiri tentati e producendo fino a questo momento 17 punti a partita. Thibodeau è riuscito ad inserire i nuovi innesti all’interno del suo sistema, mostrando dei miglioramenti netti nella metà campo offensiva, dove sono passati dal 13esimo attacco della passata stagione (105.6) a rientrare tra le prime 5 per Offensive Rating e nella top10 per True Shooting % (56). Solo Wiggins sembra aver avuto qualche difficoltà in questo avvio di stagione, dove alterna partite da 28 punti (10/18, vs Pelicans) a prestazioni con brutte percentuali ed una pessima selezione al tiro. Niente di nuovo insomma: ha solo bisogno di adattarsi ad un nuovo ruolo e condividere lo spazio con un giocatore del livello di Butler, che gli ruba tiri, palloni e iniziativa.

Il quintetto quest’anno con lui tra i titolari è tra i migliori della Lega per efficienza (ottavi). La squadra di Thibs è inoltre tra le prime per tiri liberi tentati a serata (25.2) e per percentuale (78.3%), voci che mostrano come i T’Wolves siano una delle squadre che attacca maggiormente il ferro, come possiamo vedere in questa immagine.

 

(http://www.austinclemens.com)

 

Un fatto curioso: Minnesota può contare su delle discreta percentuali di squadra dall’arco dei tre punti, tirando con il 36,2% (15esimi). Towns&Co sono la penultima squadra per tiri da tre punti tentati a partita (i Rockets, primi, provano 20 triple in più A PARTITA): una tendenza che sarebbe dovuta cambiare considerate le aggiunte di Teague e Crawford sugli esterni, e le buone cifre di Towns e Butler. Questo sembra essere però più un problema di adattamento all’evolversi del gioco da parte di Thibodeau: dati alla mano la sua squadra prova quasi gli stessi tentativi dall’arco della passata stagione e della stagione 2014/2015, l’ultima ai Bulls (22.6 a partita). Peccato che allora Chicago era una squadra nella media (16esimi), mentre ad oggi solamente i Kings hanno un numero di tentativi da tre punti inferiore.

 

I PESSIMI RISULTATI DIFENSIVI

Ironia della sorte la squadra di coach Thibodeau, punto di riferimento nel costruire la difesa dei Celtics nel 2008 e nella parentesi a Chicago, è una delle peggiori franchigie in tutta la Lega.

Cominciamo dal fatto che Minnie concede 107.5 punti a partita, dato che li posiziona tra le ultime squadre nba, solamente Kings e Suns peggio di loro nella Western Conference: come se non bastasse si trovano al penultimo posto per Adjusted FG% (54,6%) concessa e per percentuale nell’ultimo metro e mezzo, dati inferiori il più delle volte rispetto la passata stagione. L’esempio che riesce a darci una panoramica (parziale, of course) della situazione in difesa è la partita con Phoenix del 27 Novembre, nella quale i T’Wolves sono riusciti a concedere la bellezza di 58 punti agli avversari, orfani di Devin Booker e Alex Len, nei soli primi due quarti.

I problemi della franchigia in questa metà di campo sembra, purtroppo, inevitabile collegarli al rendimento di Karl-Anthony Towns, di cui non si sta mettendo in discussione né il talento, cristallino, né il ruolo all’interno della squadra. Il lungo ex Kentucky è però tra i peggiori centri che giocano almeno 25 minuti di media per Defensive Rating, penalizzato dalla (non) rapidità dei piedi e dall’essere un difensore pigro, lento, che difficilmente esce dal’area e non alza mai la difesa sui pick and roll. Con lui in campo i T’Wolves passano a concedere 112.7 punti di defensive rating per 100 possessi a 104.2 quando è seduto in panchina: più di 7 punti percentuali in meno a rimbalzo offensivo agli avversari, dati molto simili alla stagione 2014/2015, anno da rookie per KAT.

(Da notare come Towns “campeggi” in area e perda il suo uomo)

Nella partita del primo Novembre contro i New Orleans Pelicans sono emersi anche altri limiti di Towns, costretto a giocare “appena” 23 minuti: per caratteristiche fisiche e tecniche ha sofferto sotto ogni punto di vista la presenza di due lunghi come Cousins e Davis, chiudendo 1/7 dal campo e 5 rimbalzi, condizionato dai falli (5). Non che sia facile affrontare la coppia dei Pelicans, ma in quella partita si può vedere chiaramente quanto KAT soffra un gioco fisico sotto canestro (vs Howard 25 e 20 rimbalzi l’11/11) e non sia in grado di inseguire i lunghi sul perimetro o rallentare il portatore di palla.

Di conseguenza i Timberwolves sono tra le squadre che concedono più tentativi, punti (sesti) e la percentuale più alta (penultimi con il 65,6%) all’interno della propria area: bisogna dire però che sembra essere un problema corale, con la difesa che chiude tra le ultime anche per punti concessi in contropiede (27esimi), dimostrando ancora di più la difficoltà e la disorganizzazione della squadra di Thibodeau a rientrare nella propria metà campo.

 

PLUS/MINUS

Il roster è stato parzialmente rivoluzionato rispetto la passata stagione, soprattutto per quanto riguarda il quintetto titolare: diventa di conseguenza fondamentale l’apporto della panchina, che invece vede protagonisti sempre gli stessi. Nemanja Bjelica al momento sta tirando con un’irreale 51,2% da tre, numeri che difficilmente si porterà appresso per tutta la stagione, ma che sono un discreto upgrade rispetto il debole 31% dell’anno scorso.

http://www.austinclemens.com/shotcharts
(http://www.austinclemens.com/shotcharts)

Ottime notizie arrivano anche da Tyus Jones: non un cambio di lusso, non uno specialista, ma un giocatore che al momento è solido e sembra gestire bene i ritmi. Nelle ultime tre partite ha giocato benissimo, e non si dice tanto per dire: nella partita vinta contro i Pelicans del 29 Novembre, complice l’assenza di Teague, Jones ha giocato la bellezza di 42 minuti, il più “presente” sul parquet dei suoi, chiudendo la gara con 16 punti, 6 assist, 4 rimbalzi e 4 rubate.

Resta comunque il fatto che la panchina dei Timberwolves sia una delle peggiori dati alla mano per punti, efficienza e assist e nonostante il passaggio di Dieng tra le riserva e la frequenza con cui Butler viene utilizzato per supportare la second unit, Minnesota si ritrova ultima e penultima per percentuale dal campo e da tre punti concessa.

Thibodeau sta ancora testando alcune rotazione e diversi quintetti da schierare a partita in corso, ma resta il fatto che nonostante un discreto quinto posto nella Western Conference, sembra difficile per quanto visto fino a questo momento pensare che questa squadra possa impensierire le prime della corsa. Il tempo stringe e serve assolutamente una soluzione per mettere a posto una delle peggiori difese della Lega, anche se bisogna sottolineare come la squadra dal mese di Ottobre (7 partite) a quello di Novembre (15) abbia già mostrato i primi progressi (dal #30 posto al #9).

 

Fonti statistiche: stats.nba.com, basketball-reference.com
Grafici: www.austinclemens.com/shotcharts

Dati aggiornati al 30 Novembre 2017

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1 thought on “Squadra del mese: Minnesota Timberwolves

  1. Articolo molto interessante che prende sotto esame il roster sia a livello di squadra che di singoli; un’analisi permette di descrivere con criterio il perchè, nonostante il tanto talento presente in squadra, Minnie fatichi ancora a decollare. Certo non è un’analisi ad ampio raggio, che prende tutte le variabili in gioco, ma è un buonissimo spunto di riflessione.

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